A Burgas, alla presentazione dei 23 team al via della 109ª edizione della Corsa Rosa, il danese è stato il più applaudito. Punta all’unica grande corsa a tappe che gli manca
6 maggio 2026 (modifica alle 23:55) – BURGAS (BULGARIA)
Nonostante il nome – Summer Theatre – la serata ha poco di estivo e ancora meno di leggero. A Burgas il vento taglia l’aria e i corridori, appena scesi dal palco, si stringono nelle felpe come i velocisti devono difendersi sulle grandi salite. Eppure, proprio qui, sotto un cielo incerto, il Giro d’Italia apre il sipario sulla sua 109ª edizione, trasformando la Bulgaria nel centro del ciclismo mondiale.
Sfilata—
È un debutto che profuma di evento globale. La Grande Partenza 2026 sceglie ancora una volta l’estero – dopo l’Albania nel 2025 – e consegna a Burgas il ruolo di capitale temporanea della corsa rosa. Il pubblico risponde presente, riempiendo ogni spazio disponibile del teatro accogliendo con entusiasmo la sfilata delle squadre, in un’atmosfera che mescola curiosità, festa e orgoglio nazionale. Sul palco, la cerimonia diventa racconto politico e culturale. Le istituzioni locali e nazionali sottolineano il significato dell’appuntamento: il Ministro dello Sport e dei Giovani Dimitar Iliev, il sindaco Dimitar Nikolov – che saluta con un convinto “Burgas ama lo sport” – e il Ministro del Turismo Irena Georgieva parlano di visibilità internazionale, ritorno economico e promozione del territorio. Il Giro non è solo una corsa: è un palcoscenico che amplifica identità e ambizioni. Per la Bulgaria, però, il ciclismo di vertice resta ancora una frontiera quasi inesplorata. Un nome, in particolare, riporta la memoria all’unico precedente recente: Nikolay Mihaylov, al via nel 2015, capace di arrivare fino a Milano e chiudere la corsa al 129° posto. Un dettaglio che oggi suona lontano, mentre il Paese prova a immaginarsi non più spettatore ma protagonista di un movimento che altrove è cultura popolare. Intanto la serata scorre tra musica, danza e spettacolo. Le esibizioni del gruppo Deja Vu e le coreografie tradizionali bulgare alternano folklore e intrattenimento, mentre le squadre sfilano una dopo l’altra tra applausi e flash. È un equilibrio continuo tra identità locale e dimensione globale, tra festa di piazza e grande evento mediatico.
Squadre—
Ma il momento che tutti aspettano è uno solo: il passaggio dei big. Dalla NSN Cycling Team fino ai nomi pesanti del gruppo, la scena si accende quando salgono per ultime sul palco la Ineos con Filippo Ganna ed Egan Bernal, la UAE Team Emirates con Adam Yates, la Red Bull con Giulio Pellizzari e Jai Hindley e soprattutto la Visma con Jonas Vingegaard. È lui a catalizzare l’attenzione, ultimo a essere presentato ma primo per intensità di applausi, persino più degli italiani Ganna e Milan. Il danese arriva a Burgas con il peso della classifica e delle aspettative. Due Tour de France vinti nel 2022 e 2023, una Vuelta conquistata nel 2025: il suo curriculum parla da solo. E le parole, sul palco, non lasciano margini di interpretazione: “Sono qui per vincere. È speciale essere al mio primo Giro, una corsa che volevo fare da tempo. È stata una scelta sofferta non poter partecipare negli anni scorsi. Ricordo di aver guardato in televisione il Giro da bambino. Non penso di essere l’unico favorito. E la Red Bull è una squadra forte. Ma adesso so che ho l’opportunità di vincere tutti e tre i Grandi Giri”. Una dichiarazione semplice, ma che suona come un avvertimento. Accanto alla sicurezza, però, resta una sfumatura più umana: un livido sotto all’occhio, forse il ricordo di una caduta in allenamento nei mesi scorsi. Nulla che cambi lo scenario, ma abbastanza per ricordare che anche i favoriti sono fatti di fragilità. Poi, come sempre accade nelle grandi serate di apertura, la tensione si scioglie. Tra applausi e sorrisi, la cerimonia scivola verso il finale e si chiude con una colonna sonora che è già memoria collettiva. La presentazione di Burgas, indovinate come si conclude? Con l’immancabile “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri, un must d’Italia (e del Giro) nel mondo. Ma che ci sta molto bene per chiudere la serata e lanciare la corsa rosa, sempre avvolta da enorme passione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA