Due modi apparentemente diversi di arrivare alla finale. Apparentemente perché alla fine è stata la fase difensiva a fare la differenza. Dopo la partita d’andata Psg-Bayern, Luis Enrique era un uomo felice. Aveva tutti i diritti di essere arrabbiato perché a un certo punto vinceva 5-2 e si è ritrovato sul 5-4. Era felice perché sapeva che avrebbe potuto giocare in maniera diversa, controllare la gara con il gran lavoro dei centrocampisti Vitinha e Joao Neves che non si fermano mai, ma anche con l’esperienza del capitano e maestro Marquinhos accoppiata alla forza di Pacho. In quanto all’attacco, quando c’è un trio come Douè-Dembelè-Kvaratskhelia, bastano due fiammate a testa e la partita è in cassaforte. Però fra tre settimane e mezzo sarà tutto diverso e detto per inciso, l’Arsenal in questa Champions non ha ma perso. A Budapest il Psg va da strafavorito, Proprio questo è il vero rischio.