La fragile tregua tra USA e Iran ora è davvero in bilico. L’Iran ha lanciato missili e droni contro gli Emirati Arabi Uniti e ha attaccato alcune navi nel Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno risposto affondando diverse piccole imbarcazioni iraniane durante l’operazione Project Freedom, una mossa per proteggere le navi commerciali bloccate. Trump ha però sospeso temporaneamente l’operazione per favorire i negoziati e un possibile accordo. Di seguito le principali notizie della giornata:

Libano, ucciso il comandante delle unità di elite di Hezbollah – Malek Ballout, alto comandante di Hezbollah appartenente alla forza d’élite Radwan, è stato ucciso in un attacco israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut. Lo ha riferito all’Afp una fonte vicina al gruppo, identificando la vittima come il “comandante delle operazioni della forza Radwan”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva confermato in precedenza che l’obiettivo dell’operazione era “il comandante della forza Radwan di Hezbollah”, senza fornire ulteriori dettagli sull’attacco. 

 Trump: “Otterremo l’uranio arricchito” – Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti otterranno l’uranio arricchito dall’Iran. “Lo otterremo”, ha detto rispondendo a un giornalista mentre lasciava un evento alla Casa Bianca. L’Iran non ha ancora consegnato, come chiesto da Washington, gli oltre 400 chili di uranio arricchito, necessari per arrivare alle armi nucleari.

“Neutralizzata una nave iraniana nel Golfo dell’Oman” – In una dichiarazione su X, il Centcom ha annunciato che le forze statunitensi operanti nel Golfo dell’Oman hanno neutralizzato la M/T Hasna [IMO 9212917], una petroliera vuota battente bandiera iraniana che transitava in acque internazionali diretta verso un porto iraniano nel Golfo dell’Oman. “Le forze statunitensi hanno emesso diversi avvertimenti e informato la nave battente bandiera iraniana che stava violando il blocco statunitense”. “Le forze statunitensi hanno neutralizzato il timone della petroliera sparando diversi colpi con il cannone da 20 mm di un F/A-18 Super Hornet decollato dalla USS Abraham Lincoln (CVN 72). La Hasna non è più diretta verso l’Iran”, precisa il comunicato. 

Netanyahu-Trump, attesa chiamata in serata – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affrontato il tema dei negoziati con l’Iran all’apertura della riunione di gabinetto, affermando: “Manteniamo un contatto costante con i nostri amici negli Stati Uniti. Parlo con il Presidente Trump quasi quotidianamente e parlerò con lui anche stasera”. Netanyahu ha sottolineato, secondo quanto riferisce il giornale israeliano Ynet, che “c’è pieno coordinamento tra noi, nessuna sorpresa. Condividiamo obiettivi comuni, e l’obiettivo più importante è rimuovere dall’Iran tutto il materiale arricchito e smantellare le capacità di arricchimento dell’Iran. Il presidente Trump crede di poter raggiungere questo obiettivo in un modo o nell’altro”. “Ma noi siamo preparati a ogni scenario”, ha concluso Netanyahu. 

Netanyahu, “pronti per qualsiasi scenario” – Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che il suo esercito è pronto “per qualsiasi scenario” in Iran, e ha voluto dissipare ogni voce sulla mancanza di coordinamento con gli Stati Uniti. “Siamo pronti per qualsiasi scenario, e questa è la mia istruzione alle forze di difesa israeliane e alle nostre forze di sicurezza”, ha detto Netanyahu in un messaggio video all’inizio di una riunione con il suo gabinetto di sicurezza. “Parlo con il Presidente Trump quasi ogni giorno. Il mio team e il suo comunicano quotidianamente, anche oggi. E parlerò anche con il presidente Trump questa sera”, ha detto Netanyahu, dopo che alcune fonti israeliane hanno assicurato che il governo ignorava l’ultima proposta. “Abbiamo piena coordinazione, nessuna sorpresa. Condividiamo obiettivi comuni, il più importante dei quali è quello di rimuovere tutto il materiale (nucleare) arricchito dall’Iran e smantellare la sua capacita’ di arricchimento”.

Ghalibaf, pronti a dare la vita ma non ci arrenderemo
“Il nemico non ha ancora capito che la nazione iraniana darà la vita ma non si arrenderà”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, secondo quanto riporta l’agenzia Fars. Secondo Ghalibaf l’Iran “in questo momento delicato della sua storia, per quanto difficile, deve resistere con fermezza al nemico criminale”

Trump: ecco quando può finire il conflitto
Il presidente Usa Donald Trump ha detto che il conflitto con l’Iran potrebbe concludersi prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. “Penso che abbia ottime possibilità di finire, e se non finirà dovremo tornare a bombardarli a tappeto”, ha detto Trump a Pbs News

Israele non sapeva intesa vicina, preparavamo escalation
Israele non sapeva che un’intesa tra Usa e Iran fosse vicina. Lo ha affermato un funzionario israeliano alla Radio dell’esercito, sottolineando che lo Stato ebraico si stava “preparando a un’escalation”. 

Idf, se guerra dovesse riprendere abbiamo lista obiettivi da colpire Roma
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il tenente generale Eyal Zamir, afferma che l’esercito ha una “serie di obiettivi” pronti da colpire in Iran, qualora la guerra dovesse riprendere. Lo riporta il Times of Israel. “La cooperazione e il coordinamento con le forze armate statunitensi proseguono costantemente e stiamo monitorando la situazione”, ha dichiarato durante una visita nel Libano meridionale. “In Iran abbiamo un’ulteriore serie di obiettivi pronti per essere attaccati. Siamo in stato di massima allerta per riprendere una campagna intensa e su vasta scala che ci permetterà di consolidare i nostri successi e indebolire ulteriormente il regime iraniano”, ha aggiunto Zamir.

Media Iran, alcune parti della proposta Usa sono inaccettabili
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una “fonte ben informata”, che “la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili”. Lo riporta Ynet. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una “lista dei desideri americana [e] non una realtà”.

Axios, Usa e Teheran vicini a memorandum per porre fine a guerra
La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum di intesa di 14 punti, lungo una pagina, per porre fine alla guerra e definire un quadro di riferimento per negoziati nucleari più approfonditi. Lo riporta Axios, che cita due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sul tema. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. Non è stato ancora concordato nulla, ma le fonti hanno affermato che è il momento in cui le parti sono state più vicine a un accordo dall’inizio della guerra. La Casa Bianca ritiene che la leadership iraniana sia divisa e che potrebbe essere difficile raggiungere un consenso tra le diverse fazioni. Alcuni funzionari statunitensi rimangono scettici sul fatto che si possa arrivare anche solo a un accordo iniziale. Il memorandum di intesa sarebbe in fase di negoziazione tra gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori.

Nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito
Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata “bersaglio di un attacco” nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave ‘San Antonio’. La compagnia ha aggiunto che l’attacco ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. I membri dell’equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all’agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini. 

Rubio, ‘bozza risoluzione Onu sulla libertà di navigazione di Hormuz’
Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo – Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar – hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per “difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, con lo stop ad “attacchi, posa di mine e pedaggi”. Il segretario di Stato Marco Rubio ha rimarcato la necessità che “l’Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate” e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L’auspicio è di voto “nei prossimi giorni” col sostegno di Consiglio di Sicurezza e “un’ampia base di co-sponsor”.