Sarà una Soudal Quick-Step votata soprattutto ai successi di tappa quella che prenderà parte al Giro d’Italia 2026. A cercare di conquistare uno o più successi parziali per il Wolfpack sarà soprattutto Paul Magnier, che sarà il punto di riferimento della compagine belga per quelle frazioni che si concluderanno in volata, con il giovane transalpino che andrà a caccia della sua prima affermazione in un Grande Giro. A supportarlo e pilotarlo nei finali ci saranno i belgi Ayco Bastiaens, Fabio Van den Bossche, Dries Van Gestel e Jasper Stuyven, quest’ultimo capace a sua volta di dire la sua in sprint ristretti o in fuga da lontano.

La selezione del Wolfpack sarà completata da tre italiani, a partire da Filippo Zana, vincitore di una tappa al Giro 2023 e 11° classificato nel 2024, che cercherà inizialmente di fare classifica con uno sguardo comunque anche ai successi parziali. Nelle giornate mosse potremo poi vedere in azione Gianmarco Garofoli, spesso all’attacco lo scorso anno, e Andrea Raccagni Noviero, che farà il proprio esordio in una gara di tre settimane.

“È una delle gare più belle, più dure e più imprevedibili della stagione, ma la squadra che abbiamo a disposizione per le prossime tre settimane e l’ambizione che i corridori portano con sé al via ci rendono fiduciosi di poter lasciare il segno al Giro – ha commentato il direttore sportivo Davide Bramati – Paul torna, dopo un ottimo esordio lo scorso anno, con l’obiettivo di lottare per una vittoria di tappa, e sarà supportato da un gruppo di gregari esperti in grado di guidarlo nei finali più concitati”.

Jasper arriva qui dopo un’impressionante stagione delle Classiche e può anch’egli essere in lizza per dei buoni risultati, mentre Filippo cercherà di ottenere un buon piazzamento in classifica generale – ha aggiunto il DS – È un percorso impegnativo e le cose possono cambiare da un giorno all’altro, quindi affronterà la gara tappa per tappa e insieme vedremo come andranno le cose. Se si osserva la nostra squadra, ci sono molti corridori che potranno essere lì, alla fine delle tappe o in una fuga, il che ci dà fiducia. C’è molto entusiasmo in squadra e non vediamo l’ora di iniziare”.