Matteo Bonacina, arciere della nazionale paralimpica, è stato arrestato ed è ora ai domiciliari con le accuse di stalking e violenza sessuale nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura di Roma e dalla polizia postale. Le molestie sarebbero iniziate già dal 2013. I pm della procura capitolina gli contestano i reati di atti persecutori, abuso psicologico, molestie e violenze sessuali commessi ai danni delle atlete della Nazionale Paralimpica di Tiro con l’Arco.

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Le indagini sono partite da una segnalazione trasmessa all’autorità giudiziaria a seguito della sospensione cautelare da ogni attività sportiva dell’atleta paralimpico quarantaduenne, residente in provincia di Torino per i suoi reiterati comportamenti di “abuso psicologico, molestia e abuso sessuale”.

La perquisizione informatica effettuata dal Centro Operativo di Torino e le indagini coordinate dalla procura di Roma hanno ricostruito un quadro di gravi condotte, sia verbali che fisiche, nei confronti di colleghe anche minorenni, all’interno degli impianti sportivi nonché tramite i social network mediante l’invio di messaggi, immagini e video di esplicito tenore sessuale. Comportamenti che si sarebbero protratti dal 2013 per diversi anni, generando un clima di ansia e continua agitazione nel contesto sportivo agonistico frequentato. A eseguire la misura è stato personale del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica di Roma.

Indagato anche direttore tecnico squadra paralimpica

Indagato per stalking aggravato anche il direttore tecnico della Nazionale Italiana di Tiro con l’Arco Paralimpico, Guglielmo Donato Fuchsova: è accusato di aver avuto un “comportamento omissivo e permissivo, rispetto alle condotte di Bonacina, non prendendo alcun provvedimento nonostante le ripetute condotte illecite dell’atleta fossero di pubblico dominio all’interno della squadra”. Non solo. Il direttore tecnico avrebbe minacciato “sia larvatamente che espressamente, le atlete di estrometterle dalla squadra e di non convocarle se non avessero tollerato ed accettato le molestie e gli abusi sessuali di Bonacina, mettendo a tacere ogni protesta o tentativo di ribellarsi”. Per Fuchsova la procura aveva chiesto l’interdizione, richiesta non accolta dal gip.

Sei le vittime dei presunti abusi

Sarebbero almeno sei le vittime. Le molestie contestate, dai palpeggiamenti all’invio in chat di video e foto sessualmente espliciti, sarebbero avvenute ai danni di 4 atlete, di cui una minorenne all’epoca dei fatti, e due donne dello staff. Secondo quanto contenuto negli atti, “il comportamento di Fuchsova era vissuto con paura e disagio ed agitazione da atleti e tecnici, fino a stabilire un clima di terrore nella squadra nazionale”. In un’occasione, riferendosi ai comportamenti di Bonacina, il dirigente avrebbe risposto: “Se lui fa punti, tolleriamo”.

Quanto all’arciere paraolimpico, il gip motivando l’esigenza degli arresti domiciliari sottolinea “la modalità compulsiva con cui si sono manifestate le condotte”. “E’ stato riferito di rimproveri, contestazioni e diffide all’indagato che non hanno sortito alcun effetto dissuasivo sul suo comportamento. Ne viene fuori un quadro di compulsività predatoria sessuale che appare non controllabile né arrestabile – si legge nell’ordinanza – esercitata in maniera costante e reiterata nei confronti di un gran numero di esponenti di sesso femminile, e mai affievolita, pur in presenza di denunce e contestazioni”.