I dirigenti bianconeri hanno offerto all’attaccante un contratto “alla Yildiz”, ma devono fare una scelta entro maggio perché c’è da programmare il futuro. Il serbo, invece, è convinto di avere mercato e non si decide


Guglielmo Buccheri

Giornalista

7 maggio – 07:47 – MILANO

Torna, segna e, ora, scalpita: Dusan Vlahovic si è rimesso al centro del pianeta Juventus a tal punto da candidarsi per un ruolo da protagonista – in campo dal via – sabato sera a Lecce. Fin qui, le buone notizie e le buonissime sensazioni, soprattutto per un tecnico, Luciano Spalletti, che vede l’attaccante serbo dentro al suo progetto che deve riportare i bianconeri nell’orbita scudetto già dalla prossima avventura. Sarà così? Torna, segna, scalpita e, ora, aspetta: Dusan ha un profondo rispetto della maglia che indossa dal gennaio del 2022, del club, della società, dei tifosi, di tutto ciò che testimonia la profondità della storia juventina, ma, allo stesso tempo, è accompagnato da una forte consapevolezza di sé. Tradotto: se ho il contratto in scadenza a giugno, posso trovare chi si fa avanti offrendomi cifre più ingombranti di quanto mi offrono qui, serve solo un po’ di tempo, il ragionamento di Vlahovic e di suo papà Milos. 

ambizione—  

Dusan-Juventus, cala il gelo: se non è proprio così, qualcosa di simile. Il gelo non è calato, non ancora, ma la temperatura tra le parti non accenna a scaldarsi: se Vlahovic sale sull’Aventino, alla Continassa non possono mettersi in modalità attesa se non fino a fine campionato. Andare oltre cercando di interpretare i possibili movimenti dell’attaccante di Belgrado metterebbe i vertici bianconeri in una posizione di debolezza sul mercato dove diventerebbe più difficile individuare gli obiettivi o pianificare le strategie per il nuovo attacco. Dusan, ad oggi, non ha intenzione di scoprire le carte sempre in ossequio alla convinzione di poter compiere il grande salto in realtà come quella di Monaco – magari da vice Kane – o di piazze come Barcellona da dove uscirà, forse, Lewandowski. E, comunque, il serbo sa di avere un valore non indifferente grazie alla possibilità di scegliere il suo destino in assoluta libertà. La Juventus non è insensibile alle richieste di Spalletti, anzi: non lo è mai stata in questi mesi in cui si sono gettate le basi per il biennio a venire. Così, alla Continassa, hanno messo sul tavolo un piano economico non di poco conto visti i tempi e le incertezze: la proprietà nelle mani di John Elkann è disposta a spingersi fino ad un ingaggio da sei milioni di euro più bonus, di fatto alla Yildiz. 

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Autostima—  

Torna, segna e, ora, scalpita. E si mette alla finestra: Dusan va così. La partita sul nuovo accordo in bianconero non è chiusa, ma si mette di traverso perché il centravanti serbo e il suo entourage si sono arroccati sulla convinzione che qualcuno, di grande, busserà alla loro porta una volta cominciata la giostra di mercato. La Juventus ha la testa ad una Champions da non fallire e, intanto, incontrerà ancora una volta Dusan e papà Milos: sulla scena non entrerà un ultimatum, non avrebbe senso, ma la sostanza non cambia se diventa fine maggio il confine per chiudere il cerchio in una direzione o nell’altro. Sabato sera, in Salento, ci sono in palio punti spartiacque nella volata per il quarto posto, o qualcosa di meglio: Vlahovic può partire tra i titolari per la prima volta nel nuovo anno, anzi per la prima volta da fine novembre quando si fermò alla mezzora del duello con il Cagliari all’Allianz Stadium. Scalpita, il ragazzo di Belgrado. Scalpita per dare una mano alla Juventus e a se stesso: se non dovesse bussare nessuno alla sua porta, meglio provare a riprendersi il bianconero dentro la prossima Champions. Dusan e Spalletti è il racconto di un rapporto costruito sulla stima reciproca e, soprattutto, sulla fiducia: del suo attaccante, l’ex ct azzurro ha sempre apprezzato la dedizione ad una causa che dal punto di vista contrattuale lo vede distante. Dusan si è fermato sul più bello di una stagione che, adesso, gli consegna una grande responsabilità: servono i suoi gol, da qui al ventiquattro maggio, per stappare lo spumante d’Europa, quella che conta. La punizione dell’1-1 contro il Verona è stato il primo squillo del centravanti sotto lo sguardo del suo allenatore: sabato a Lecce, la prova del nove. Vlahovic vuole giocarsi le sue carte sul mercato. Carte, a suo modo di pensare, preziose come quando puoi calare il jolly: un attaccante libero di decidere dove andare dal 30 giugno. La Juventus ne conosce le qualità e potenzialità, ma, la Juventus, non può usare l’arte della pazienza infinita per non ritrovarsi ingolfata nelle scelte: presto il verdetto. Intanto, là davanti, si viaggia a numeri alla rovescia: il problema di Luciano è che, adesso, bisogna segnare. A cominciare da Lecce tra 48 ore. Dusan è tornato.