Secondo i media Usa, è attesa per oggi la risposta dell’Iran alla bozza d’intesa americana: 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. Il piano prevede l’impegno di Teheran a una moratoria sull’arricchimento nucleare, l’ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l’apertura di Hormuz. Alcune clausole della bozza Usa sono \”inaccettabili\”, secondo il regime islamico. Gli spiragli di pace fra Usa e Iran spingono le borse in rally e fanno crollare le quotazioni di petrolio e gas. Piazza Affari ai massimi dal 2000. Wall Street chiude ancora con nuovi record. Positiva stamani anche l’apertura di Tokyo.\n\n
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Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato di aver \”firmato io stesso importanti sanzioni contro l’Iran\”, ribadendo che ritirarle ora è \”fuori discussione\”. \”A breve termine – ha aggiunto il ministro – è indispensabile che lo Stretto di Hormuz possa riaprire. Si tratta di un bene comune dell’umanità, non può rimanere bloccato, essere oggetto di pedaggio o di ricatto\”.
“,”postId”:”a27149a2-574e-4346-b59a-1ce908a276cf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T07:43:43.403Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T09:43:43+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ministra francese: \”La portaerei Charles de Gaulle passa Suez, è nel Mar Rosso\””,”content”:”
\”Attualmente, la portaerei Charles-de-Gaulle passa il Canale di Suez ed è nel Mar Rosso. E’ un preposizionamento\”: lo conferma la ministra delle Forze armate francesi, Alice Rufo, intervistata da BFM TV. \”Fino ad ora – spiega la ministra – si trovava nel Mediterraneo orientale per una missione di rassicurazione dei nostri alleati, per dimostrare che eravamo presenti per solidarietà. Il fatto di passare il Canale di Suez e andare nel mar Rosso è un segnale molto forte della nostra disponibilità ad agire affinché la libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz possa riprendere\”.
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Il Ministero degli Esteri pakistano ha commentato i contatti tra Stati Uniti e Iran, rifiutandosi di fornire dettagli sull’accordo che, a quanto pare, si sta delineando tra le parti. \”Accogliamo con favore la notizia di un possibile accordo, ma in qualità di mediatori, non rischieremo la fiducia delle parti rivelando dettagli\”, si legge in un comunicato ministeriale. \”È impossibile sapere quanto le due parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti\”.
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Il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano che coordina le attività israeliane a Gaza, afferma di essere al lavoro per contribuire a contrastare l’ infestazione di ratti nella Striscia. In una dichiarazione, riporta il Times of Israel, il Cogat afferma di collaborare con il Centro di coordinamento civile-militare a guida statunitense \”per gestire le attività di risanamento nella Striscia di Gaza\”. In linea con tale obiettivo, Israele afferma che ieri \”centinaia di cartoni di pesticidi specializzati per il controllo di roditori e ratti\” sono entrati a Gaza insieme a 20 tonnellate di \”pesticidi e attrezzature per il controllo dei parassiti\”. Con centinaia di migliaia di abitanti di Gaza che vivono in campi tendati, le infestazioni di ratti sono in aumento, suscitando timori di diffusione di malattie e denunce, da parte di ong e medici, di bambini e adulti morsi.
“,”postId”:”4119744c-16fd-43a7-829c-c3a81d039ff8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T07:02:47.787Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T09:02:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Tredici Paesi condannano l’azione di Israele contro la Flotilla per Gaza”,”content”:”
Tredici Paesi – tra cui Pakistan, Indonesia, Turchia, Spagna e Sudafrica – hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano l’intercettazione da parte dell’esercito israeliano di attivisti partecipanti alla Global Sumud Flotilla. Lo scrive Al Jazeera. I ministri degli Esteri dei 13 paesi hanno affermato di \”condannare con la massima fermezza l’attacco israeliano\” alla flottiglia, che è una \”iniziativa civile pacifica\” volta a denunciare la \”catastrofe umanitaria\” a Gaza. \”La detenzione illegale di attivisti umanitari in acque internazionali costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario\”, hanno affermato i ministri degli esteri nella dichiarazione. Il gruppo ha espresso profonda preoccupazione per la sicurezza degli attivisti ancora detenuti e ha esortato le autorità israeliane a garantirne il \”rilascio immediato e incondizionato\”. I ministri di Turchia, Bangladesh, Brasile, Colombia, Indonesia, Giordania, Libia, Malesia, Maldive, Mauritania, Pakistan, Sudafrica e Spagna invitano la comunità internazionale a difendere il diritto internazionale, proteggere i civili e garantire la responsabilità per queste violazioni.
“,”postId”:”99eed0b5-880c-428a-981a-e9219f69fb82″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T06:56:18.943Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T08:56:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, 3 morti in raid Idf nel Sud: razzi Hezbollah su soldati “,”content”:”
Altra giornata di violenze nel Sud del Libano dove almeno tre persone sono state uccise nei raid aerei israeliani mentre Hezbollah ha lanciato razzi su soldati israeliani, senza causare vittime. Secondo i media libanesi, una persona è rimasta uccisa in un attacco contro un’auto vicino a Maifadoun, e altre due sono morte in un attacco contro un pick-up vicino a Habboush, come riferito dall’agenzia nazionale di stampa Nna. L’Idf ha invece riferito che questa mattina Hezbollah ha lanciato razzi contro le forze israeliane che operano nel Libano meridionale, a sud della linea di difesa avanzata. Secondo un portavoce, i razzi sono esplosi in prossimità delle forze, senza causare vittime. La stessa fonte ha affermato che ieri sono state attaccate più di 15 infrastrutture di organizzazioni terroristiche nel Libano meridionale, tra cui magazzini e siti di produzione di munizioni, posti di comando, siti di lancio ed edifici adibiti a scopi militari. I lanciatori nei siti presi di mira sono stati distrutti.
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Il figlio del leader dell’ufficio politico di Hamas Khalil al-Hayya è rimasto gravemente ferito in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato lo stesso al-Hayya ad al-Jazeera, spiegando che le condizioni del figlio sono critiche. In precedenza media palestinesi avevano riportato che il figlio del leader politico di Hamas era morto nel raid. \”Il messaggio di Israele è che nessuno è al di sopra degli attacchi e che l’intera popolazione è un bersaglio\”, ha dichiarato al-Hayya all’emittente televisiva del Qatar, accusando Israele di \”ribellarsi\” agli accordi diplomatici.
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Al-Hayya ha aggiunto che i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco a Gaza – che dovrebbe includere il disarmo di Hamas, il ritiro israeliano dalla Striscia e la ricostruzione – sono bloccati a causa dell’\”ostinazione\” di Israele.
“,”postId”:”9a5b3279-a9b0-4563-b4f4-4741e920b42f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T06:38:34.601Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T08:38:34+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Le ripercussioni della guerra al centro del vertice Asean “,”content”:”
Gli effetti della guerra in Iran hanno oscurato l’avvio del vertice dei leader dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), che quest’anno è presieduto dalle Filippine. \”L’attuale crisi in Medio Oriente e le sue profonde ripercussioni, come l’interruzione dei flussi energetici, delle rotte commerciali, delle forniture alimentari, delle catene di approvvigionamento e della sicurezza dei nostri cittadini, ci ricordano che eventi al di fuori della nostra regione possono avere effetti immediati e profondi sull’Asean\”, ha dichiarato in apertura il ministro degli Esteri filippino Theresa Lazaro. Il capo della diplomazia delle Filippine ha inaugurato oggi il vertice insieme ai suoi omologhi della regione, come preludio all’incontro dei primi ministri e dei presidenti del blocco, previsto per domani a Cebu City, nella regione centrale dell’arcipelago. Il Sud-est asiatico, fortemente dipendente dalle importazioni di energia dal Medio Oriente, ha subito l’impatto del blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita quasi un quarto del commercio mondiale di petrolio greggio, a seguito della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Le Filippine, una delle nazioni più colpite, hanno dichiarato lo stato di emergenza energetica a marzo per far fronte alla carenza di carburante, mentre Thailandia, Vietnam, Laos e Myanmar sono tra gli altri paesi che hanno adottato misure per affrontare la situazione. Il calo degli scambi di prodotti raffinati come l’urea, un fertilizzante fondamentale per l’agricoltura, è motivo di preoccupazione per i paesi a causa del suo impatto sulla sicurezza alimentare della regione. A margine dell’incontro, è previsto un incontro odierno anche tra i leader politici di Brunei, Filippine, Indonesia e Malesia. Fondata nel 1967, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico comprende Singapore, Malesia, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine, Myanmar, Brunei, Laos, Cambogia e Timor Est.
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L’Organizzazione Portuale e Marittima dell’Iran (Pmo) ha emesso un avviso formale ai comandanti delle navi, dichiarando la disponibilità del Paese a fornire servizi marittimi pubblici, supporto tecnico e assistenza sanitaria e medica al traffico commerciale nel canale navigabile e nelle acque adiacenti. Lo riporta la agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr. Il messaggio, spiega la agenzia, è stato trasmesso via radio Vhf marittima tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando i comandanti e gli armatori a richiedere rifornimenti, carburante, assistenza medica o articoli di riparazione autorizzati. La Pmo ha affermato che la misura rientra \”nelle responsabilità sovrane dell’Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo\”.
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Il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot ha escluso la possibilità di revocare \”qualsiasi\” sanzione internazionale contro l’Iran finché lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato. \”L’Iran, o almeno il regime iraniano, chiede che gli Stati Uniti, in particolare, acconsentano alla revoca delle sanzioni in cambio di concessioni sul suo programma nucleare, che deve essere ridimensionato. Ma è fuori discussione che vengano revocate sanzioni finché uno stretto come lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato\”, ha dichiarato Barrot all’emittente radiofonica francese Rtl.
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L’Iran ha negato \”categoricamente\” qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione che lunedì ha provocato un incendio a bordo di una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l’ambasciata di Teheran a Seul, dicendo di \”respingere fermamente e negare categoricamente qualsiasi accusa\” riguardante il suo coinvolgimento.
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L’ambasciata ha inoltre affermato che, a causa delle azioni aggressive intraprese da Stati Uniti e Israele, l’Iran considera ora lo Stretto di Hormuz una parte vitale della sua \”geografia difensiva\”. In aggiunta, ha spiegato che i protocolli di sicurezza nella via navigabile sono cambiati a causa dell’aumento delle tensioni causate da \”forze ostili e dai loro alleati\”.
“,”postId”:”96a21ebe-48ff-456e-accf-cb859addbf47″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T05:58:43.912Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T07:58:43+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Msf: \”A Gaza fame causata deliberatamente da Israele\””,”content”:”
L’Ong Medici Senza Frontiere (Msf) ha denunciato una \”crisi di malnutrizione artificiale\” nella Striscia di Gaza alimentata da Israele che limita deliberatamente l’accesso al cibo e agli aiuti umanitari. Nel suo rapporto, Msf ha documentato le conseguenze particolarmente devastanti di questo blocco israeliano per i neonati e le donne in gravidanza e in allattamento. Secondo l’Ong, un’analisi della situazione tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026 in quattro strutture sanitarie supportate nella Striscia di Gaza rivela tassi significativamente più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri malnutrite, nonché un aumento degli aborti spontanei. Nella sua analisi, Msf collega questi risultati al blocco israeliano e agli attacchi contro le infrastrutture civili, comprese le strutture mediche. \”L’insicurezza, lo sfollamento della popolazione, le restrizioni agli aiuti umanitari e l’accesso limitato al cibo e alle cure mediche hanno avuto conseguenze devastanti per la salute materna e neonatale\”, ha dichiarato l’organizzazione. La situazione rimane \”estremamente fragile\”, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. Sul campo, \”la crisi della malnutrizione è interamente causata dall’uomo\”, ha affermato Merce Rocaspana, esperta medica di Msf per le emergenze. Prima dello scoppio della guerra nel territorio palestinese in seguito all’attacco senza precedenti di Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, \”la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente\”, ha sottolineato. L’Ong ha raccolto dati da oltre 200 madri e neonati curati nelle unità di terapia intensiva neonatale degli ospedali di Khan Younis (Gaza meridionale) e Gaza City tra giugno 2025 e gennaio 2026, rivelando che piu’ della meta’ delle donne ha sofferto di malnutrizione in qualche momento della gravidanza e un quarto di esse è rimasto malnutrito al momento del parto. Di conseguenza, secondo l’analisi, il 90% dei bambini nati da madri malnutrite è nato prematuro e l’84% ha avuto un basso peso alla nascita. Inoltre, \”la mortalità neonatale è risultata doppia tra i neonati nati da madri malnutrite rispetto a quelli nati da madri non malnutrite\”, ha osservato Msf. L’analisi punta il dito anche contro la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), un’organizzazione privata sostenuta da Stati Uniti e Israele. Quando è arrivata a Gaza nel maggio 2025, Medici Senza Frontiere ha riscontrato che il numero di punti di distribuzione alimentare era sceso da circa 400 a quattro. Questi punti di distribuzione alimentare erano \”militarizzati e pericolosi\”, ricorda Josè Mas, responsabile dell’unità di emergenza di Msf. Durante questo periodo, le strutture supportate a Gaza hanno registrato \”un forte aumento del numero di pazienti in cerca di cure a causa delle violenze presso i punti di distribuzione alimentare e della malnutrizione legata alla privazione di cibo\”, ha concluso.
“,”postId”:”72986617-867f-452a-9bb3-0604978dc359″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T05:44:10.807Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T07:44:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, 4 soldati Idf feriti in attacco con drone nel Sud “,”content”:”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che un soldato è rimasto gravemente ferito e altri tre hanno riportato ferite lievi a seguito di un attacco con un drone esplosivo avvenuto ieri nel sud del Libano. \”I soldati sono stati evacuati per ricevere cure
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mediche in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate\”, ha dichiarato il portavoce delle Idf, secondo quanto riportato oggi dai media israeliani.
\n”,”postId”:”9f4d7456-07b7-4742-b3e6-060f69b4a15c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T05:43:02.591Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T07:43:02+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Nbc: ira saudita con Trump all’origine dello stop a Project Freedom”,”content”:”
Due funzionari americani hanno riferito alla Nbc che è stata l’Arabia Saudita a bloccare l’operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con restrizioni imposte agli aerei statunitensi, costringendo quindi il presidente Donald Trump ad annunciare lo stop. Secondo questi funzionari, Trump ha sorpreso gli alleati del Golfo annunciando l’operazione sulla sua piattaforma social Truth Social, scatenando l’ira della leadership saudita. In risposta, l’Arabia Saudita ha informato gli Stati Uniti che non avrebbe permesso loro di operare con aerei dalla base aerea Prince Sultan, a sud-est di Riad, ne’ di attraversare il suo spazio aereo per supportare l’operazione. Di conseguenza è arrivata quella che è sembrata una improvvisa inversione di rotta di Trump, che ha interrotto il Project Freedom nello Stretto di Hormuz 36 ore dopo il suo inizio.
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I media affiliati ad Hamas a Gaza riferiscono che Azzam al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, è stato ucciso in un attacco israeliano nel quartiere di Daraj a Gaza City. Al momento – scrive il ‘Times of israel’ – non sono disponibili ulteriori dettagli sull’accaduto. Un altro figlio, l’Imam al-Hayya, e’ stato ucciso nell’attacco israeliano contro i leader di Hamas in Qatar nel settembre 2025.
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L’Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Teheran \”respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica nell’incidente che ha causato danni a una nave coreana nello Stretto di Hormuz\”, ha dichiarato l’ambasciata iraniana a Seul in un comunicato.
“,”postId”:”d9e825f4-38c7-4a81-af15-5d6c5bfc9c6a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-07T04:26:10.423Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-07T06:26:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cnn: Teheran potrebbe rispondere oggi alla proposta Usa”,”content”:”
L’Iran potrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sulla fine della guerra. Lo riporta la Cnn citando una fonte informata sul dossier. In precedenza Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avevano avuto \”colloqui molto positivi\” con Teheran nelle ultime 24 ore.
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Secondo i media Usa, è attesa per oggi la risposta dell’Iran alla bozza d’intesa americana: 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. Il piano prevede l’impegno di Teheran a una moratoria sull’arricchimento nucleare, l’ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l’apertura di Hormuz. Alcune clausole della bozza Usa sono “inaccettabili”, secondo il regime islamico. Gli spiragli di pace fra Usa e Iran spingono le borse in rally e fanno crollare le quotazioni di petrolio e gas. Piazza Affari ai massimi dal 2000. Wall Street chiude ancora con nuovi record. Positiva stamani anche l’apertura di Tokyo.
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Israele dopo infestazione di topi a Gaza: “Inviati centinaia di pesticidi”
Il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano che coordina le attività israeliane a Gaza, afferma di essere al lavoro per contribuire a contrastare l’ infestazione di ratti nella Striscia. In una dichiarazione, riporta il Times of Israel, il Cogat afferma di collaborare con il Centro di coordinamento civile-militare a guida statunitense “per gestire le attività di risanamento nella Striscia di Gaza”. In linea con tale obiettivo, Israele afferma che ieri “centinaia di cartoni di pesticidi specializzati per il controllo di roditori e ratti” sono entrati a Gaza insieme a 20 tonnellate di “pesticidi e attrezzature per il controllo dei parassiti”. Con centinaia di migliaia di abitanti di Gaza che vivono in campi tendati, le infestazioni di ratti sono in aumento, suscitando timori di diffusione di malattie e denunce, da parte di ong e medici, di bambini e adulti morsi.
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50 minuti fa
Libano, 3 morti in raid Idf nel Sud: razzi Hezbollah su soldati
Altra giornata di violenze nel Sud del Libano dove almeno tre persone sono state uccise nei raid aerei israeliani mentre Hezbollah ha lanciato razzi su soldati israeliani, senza causare vittime. Secondo i media libanesi, una persona è rimasta uccisa in un attacco contro un’auto vicino a Maifadoun, e altre due sono morte in un attacco contro un pick-up vicino a Habboush, come riferito dall’agenzia nazionale di stampa Nna. L’Idf ha invece riferito che questa mattina Hezbollah ha lanciato razzi contro le forze israeliane che operano nel Libano meridionale, a sud della linea di difesa avanzata. Secondo un portavoce, i razzi sono esplosi in prossimità delle forze, senza causare vittime. La stessa fonte ha affermato che ieri sono state attaccate più di 15 infrastrutture di organizzazioni terroristiche nel Libano meridionale, tra cui magazzini e siti di produzione di munizioni, posti di comando, siti di lancio ed edifici adibiti a scopi militari. I lanciatori nei siti presi di mira sono stati distrutti.
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56 minuti fa
Figlio leader Hamas al-Hayya gravemente ferito in raid Israele
Il figlio del leader dell’ufficio politico di Hamas Khalil al-Hayya è rimasto gravemente ferito in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato lo stesso al-Hayya ad al-Jazeera, spiegando che le condizioni del figlio sono critiche. In precedenza media palestinesi avevano riportato che il figlio del leader politico di Hamas era morto nel raid. “Il messaggio di Israele è che nessuno è al di sopra degli attacchi e che l’intera popolazione è un bersaglio”, ha dichiarato al-Hayya all’emittente televisiva del Qatar, accusando Israele di “ribellarsi” agli accordi diplomatici.
Al-Hayya ha aggiunto che i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco a Gaza – che dovrebbe includere il disarmo di Hamas, il ritiro israeliano dalla Striscia e la ricostruzione – sono bloccati a causa dell'”ostinazione” di Israele.
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08:38
Le ripercussioni della guerra al centro del vertice Asean
Gli effetti della guerra in Iran hanno oscurato l’avvio del vertice dei leader dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), che quest’anno è presieduto dalle Filippine. “L’attuale crisi in Medio Oriente e le sue profonde ripercussioni, come l’interruzione dei flussi energetici, delle rotte commerciali, delle forniture alimentari, delle catene di approvvigionamento e della sicurezza dei nostri cittadini, ci ricordano che eventi al di fuori della nostra regione possono avere effetti immediati e profondi sull’Asean”, ha dichiarato in apertura il ministro degli Esteri filippino Theresa Lazaro. Il capo della diplomazia delle Filippine ha inaugurato oggi il vertice insieme ai suoi omologhi della regione, come preludio all’incontro dei primi ministri e dei presidenti del blocco, previsto per domani a Cebu City, nella regione centrale dell’arcipelago. Il Sud-est asiatico, fortemente dipendente dalle importazioni di energia dal Medio Oriente, ha subito l’impatto del blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita quasi un quarto del commercio mondiale di petrolio greggio, a seguito della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Le Filippine, una delle nazioni più colpite, hanno dichiarato lo stato di emergenza energetica a marzo per far fronte alla carenza di carburante, mentre Thailandia, Vietnam, Laos e Myanmar sono tra gli altri paesi che hanno adottato misure per affrontare la situazione. Il calo degli scambi di prodotti raffinati come l’urea, un fertilizzante fondamentale per l’agricoltura, è motivo di preoccupazione per i paesi a causa del suo impatto sulla sicurezza alimentare della regione. A margine dell’incontro, è previsto un incontro odierno anche tra i leader politici di Brunei, Filippine, Indonesia e Malesia. Fondata nel 1967, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico comprende Singapore, Malesia, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine, Myanmar, Brunei, Laos, Cambogia e Timor Est.
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08:29
Mehr: “L’Iran offre supporto alle navi in transito nello stretto di Hormuz”
L’Organizzazione Portuale e Marittima dell’Iran (Pmo) ha emesso un avviso formale ai comandanti delle navi, dichiarando la disponibilità del Paese a fornire servizi marittimi pubblici, supporto tecnico e assistenza sanitaria e medica al traffico commerciale nel canale navigabile e nelle acque adiacenti. Lo riporta la agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr. Il messaggio, spiega la agenzia, è stato trasmesso via radio Vhf marittima tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando i comandanti e gli armatori a richiedere rifornimenti, carburante, assistenza medica o articoli di riparazione autorizzati. La Pmo ha affermato che la misura rientra “nelle responsabilità sovrane dell’Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo”.
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08:13
Barrot: “No alla revoca della sanzione finché Hormuz rimarrà bloccato”
Il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot ha escluso la possibilità di revocare “qualsiasi” sanzione internazionale contro l’Iran finché lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato. “L’Iran, o almeno il regime iraniano, chiede che gli Stati Uniti, in particolare, acconsentano alla revoca delle sanzioni in cambio di concessioni sul suo programma nucleare, che deve essere ridimensionato. Ma è fuori discussione che vengano revocate sanzioni finché uno stretto come lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato”, ha dichiarato Barrot all’emittente radiofonica francese Rtl.
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07:59
Teheran nega ruolo in attacco a nave sudcoreana in Stretto Hormuz
L’Iran ha negato “categoricamente” qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione che lunedì ha provocato un incendio a bordo di una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l’ambasciata di Teheran a Seul, dicendo di “respingere fermamente e negare categoricamente qualsiasi accusa” riguardante il suo coinvolgimento.
L’ambasciata ha inoltre affermato che, a causa delle azioni aggressive intraprese da Stati Uniti e Israele, l’Iran considera ora lo Stretto di Hormuz una parte vitale della sua “geografia difensiva”. In aggiunta, ha spiegato che i protocolli di sicurezza nella via navigabile sono cambiati a causa dell’aumento delle tensioni causate da “forze ostili e dai loro alleati”.
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07:58
Msf: “A Gaza fame causata deliberatamente da Israele”
L’Ong Medici Senza Frontiere (Msf) ha denunciato una “crisi di malnutrizione artificiale” nella Striscia di Gaza alimentata da Israele che limita deliberatamente l’accesso al cibo e agli aiuti umanitari. Nel suo rapporto, Msf ha documentato le conseguenze particolarmente devastanti di questo blocco israeliano per i neonati e le donne in gravidanza e in allattamento. Secondo l’Ong, un’analisi della situazione tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026 in quattro strutture sanitarie supportate nella Striscia di Gaza rivela tassi significativamente più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri malnutrite, nonché un aumento degli aborti spontanei. Nella sua analisi, Msf collega questi risultati al blocco israeliano e agli attacchi contro le infrastrutture civili, comprese le strutture mediche. “L’insicurezza, lo sfollamento della popolazione, le restrizioni agli aiuti umanitari e l’accesso limitato al cibo e alle cure mediche hanno avuto conseguenze devastanti per la salute materna e neonatale”, ha dichiarato l’organizzazione. La situazione rimane “estremamente fragile”, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. Sul campo, “la crisi della malnutrizione è interamente causata dall’uomo”, ha affermato Merce Rocaspana, esperta medica di Msf per le emergenze. Prima dello scoppio della guerra nel territorio palestinese in seguito all’attacco senza precedenti di Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, “la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente”, ha sottolineato. L’Ong ha raccolto dati da oltre 200 madri e neonati curati nelle unità di terapia intensiva neonatale degli ospedali di Khan Younis (Gaza meridionale) e Gaza City tra giugno 2025 e gennaio 2026, rivelando che piu’ della meta’ delle donne ha sofferto di malnutrizione in qualche momento della gravidanza e un quarto di esse è rimasto malnutrito al momento del parto. Di conseguenza, secondo l’analisi, il 90% dei bambini nati da madri malnutrite è nato prematuro e l’84% ha avuto un basso peso alla nascita. Inoltre, “la mortalità neonatale è risultata doppia tra i neonati nati da madri malnutrite rispetto a quelli nati da madri non malnutrite”, ha osservato Msf. L’analisi punta il dito anche contro la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), un’organizzazione privata sostenuta da Stati Uniti e Israele. Quando è arrivata a Gaza nel maggio 2025, Medici Senza Frontiere ha riscontrato che il numero di punti di distribuzione alimentare era sceso da circa 400 a quattro. Questi punti di distribuzione alimentare erano “militarizzati e pericolosi”, ricorda Josè Mas, responsabile dell’unità di emergenza di Msf. Durante questo periodo, le strutture supportate a Gaza hanno registrato “un forte aumento del numero di pazienti in cerca di cure a causa delle violenze presso i punti di distribuzione alimentare e della malnutrizione legata alla privazione di cibo”, ha concluso.
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07:44
Libano, 4 soldati Idf feriti in attacco con drone nel Sud
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che un soldato è rimasto gravemente ferito e altri tre hanno riportato ferite lievi a seguito di un attacco con un drone esplosivo avvenuto ieri nel sud del Libano. “I soldati sono stati evacuati per ricevere cure
mediche in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate”, ha dichiarato il portavoce delle Idf, secondo quanto riportato oggi dai media israeliani.
07:43
Nbc: ira saudita con Trump all’origine dello stop a Project Freedom
Due funzionari americani hanno riferito alla Nbc che è stata l’Arabia Saudita a bloccare l’operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con restrizioni imposte agli aerei statunitensi, costringendo quindi il presidente Donald Trump ad annunciare lo stop. Secondo questi funzionari, Trump ha sorpreso gli alleati del Golfo annunciando l’operazione sulla sua piattaforma social Truth Social, scatenando l’ira della leadership saudita. In risposta, l’Arabia Saudita ha informato gli Stati Uniti che non avrebbe permesso loro di operare con aerei dalla base aerea Prince Sultan, a sud-est di Riad, ne’ di attraversare il suo spazio aereo per supportare l’operazione. Di conseguenza è arrivata quella che è sembrata una improvvisa inversione di rotta di Trump, che ha interrotto il Project Freedom nello Stretto di Hormuz 36 ore dopo il suo inizio.
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06:43
Media: ucciso il figlio del leader di Hamas a Gaza
I media affiliati ad Hamas a Gaza riferiscono che Azzam al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, è stato ucciso in un attacco israeliano nel quartiere di Daraj a Gaza City. Al momento – scrive il ‘Times of israel’ – non sono disponibili ulteriori dettagli sull’accaduto. Un altro figlio, l’Imam al-Hayya, e’ stato ucciso nell’attacco israeliano contro i leader di Hamas in Qatar nel settembre 2025.
06:26
L’Iran nega di aver colpito una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz
L’Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Teheran “respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica nell’incidente che ha causato danni a una nave coreana nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato l’ambasciata iraniana a Seul in un comunicato.
06:26
Cnn: Teheran potrebbe rispondere oggi alla proposta Usa
L’Iran potrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sulla fine della guerra. Lo riporta la Cnn citando una fonte informata sul dossier. In precedenza Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avevano avuto “colloqui molto positivi” con Teheran nelle ultime 24 ore.