Travolge tutti e (stra)vince Le città di pianura, ma vince anche – o forse soprattutto – l’orgoglio di chi, al cinema, non ci rinuncia. La 71esima edizione dei David di Donatello è stata una delle più “politiche”, tra appelli al governo, denunce sindacali e rivendicazioni dell’importanza della sala. Lo stesso Flavio Insinna, che ha condotto la serata insieme a Bianca Balti, ha esordito con: “un Paese che non difende le proprie sale, e i film da produrre, è un Paese che smette di sognare e di sognarsi migliore. Lo dico senza bandiere… è meglio spendere soldi per un film che magari incassa un euro che non fare soldi con armi e carri armati”. Poi ha ricordato che i David non sono gli Oscar italiani, ma molto di più perchè “è stata l’Italia a insegnare il cinema al mondo”.
And the winner is…
Dispensato il boost di orgoglio patrio, si è passato quindi a distribuire i David e a rubare la scena – e i premi – a tutti è Le città di pianura. Il piccolo Davide – Francesco Sossai – è il vero protagonista della serata perché ha battuto Golia del calibro di Paolo Sorrentino, Mario Martone, Silvio Soldini e Paolo Virzì primeggiando nelle due categorie più importanti: Miglior Film e Miglior Regia. Non pago si porta anche a casa il premio per il Miglior attore protagonista (a Sergio Romano, che dal palco domanda: “il nostro Paese ha bisogno di essere raccontato e quindi visto. Chiediamoci: cosa stiamo guardando?”), Miglior Produttore, Miglior casting, Miglior Montaggio, Miglior canzone originale e la Migliore sceneggiatura originale: “è un premio alla nostra amicizia”, esordisce il regista e sceneggiatore Francesco Sossai riferendosi al co-sceneggiatore Adriano Candiago che a sua volta ringrazia la moglie “che pagava l’affitto mentre io scrivevo questo film”. Poi aggiunge: “Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto una figata incredibile sul film Sciuscià, di cui ricorrono gli 80 anni: diceva che la gente andava a vederlo perchè si riconosceva nella storia. Questa è una responsabilità grandissima che abbiamo”.
Paolo Sorrentino è il grande escluso: la sua La grazia – film bellissimo – rimane inspiegabilmente a quota zero statuette.
Spampinato, Quattrocchi e De Angelis super star
Ai David splendono invece tre meravigliose protagoniste. E’ donna il miglior esordio alla regia che va a Margherita Spampinato per Gioia mia. “All’inizio questo film nessuno voleva produrlo”, svela. “Questo premio è uno stimolo importante per continuare a credere nei sogni e amare le storie che raccontiamo”. Gioia mia regala inoltre il primo David come miglior attrice protagonista a Aurora Quattrocchi. Classe 1943, l’attrice urla – letteralmente – la sua gioia mentre ringrazia le persone a lei care, a cominciare da suo figlio che le aveva predetto la vittoria. “Mario mi ci avevi portato anche tu… questa volta ho vinto!”, dice riferendosi al regista Martone seduto in platea, che l’aveva valuta in Nostalgia e per cui era stata candidata ai David nel 2022. Infine, anche lei parla della crisi della settima Arte: “Che riaprino le sale, belle grandi, come questa perché non se ne può più di quelle salette micragnose dove il film non viene visto!”, urla.
Fa invece il bis Matilda De Angelis che con stasera arriva a quota due David di Donatello, vincendo nella categoria Miglior attrice non protagonista (“ma non vuol dire che è secondaria, semplicemente non è protagonista”, precisa subito Balti). L’attrice, che Mario Martone ha voluto nel proprio film Fuori, sale sul palco visibilmente emozionata: “mi tremano le gambe”, ammette con voce mal ferma. Poi, dopo aver fatto i doverosi ringraziamenti, entra a gamba tesa facendosi portavoce di tutta la sua categoria: “Goliarda Sapienza è stata un’artista indomita e rivoluzionaria e, in quanto tale, censurata e ostacolata in vita: spesso di molti artisti ci accorgiamo solo quando sono morti e non possono darci più fastidio. Stiamo vivendo un impoverimento culturale e mi spiace che dobbiamo arrivare sempre a questa metaforica morte per renderci conto di ciò che abbiamo tra le mani. Si sta umiliando una categoria. Invece di essere indomiti come Sapienza, accettiamo di essere addomesticati. Non capisco perché il nostro Paese, che vive di bellezza, non metta al centro la cultura. L’amore, come l’arte, è un atto creativo per eccellenza e io vorrei fare parte di questa eredità quindi, per favore, non levateci questo futuro”.
La sorpresa Musella
Lino Musella sbaraglia l’agguerrita concorrenza per il David al Miglior Attore non protagonista battendo la rivelazione di 40 secondi Francesco Ghenghi, Vinicio Marchioni in Ammazzare stanca, Fausto Russo Alesi per Duse e i gettonati Andrea Pennacchi e Roberto Citran, entrambi in corsa per Le città di pianura. “Questo è un premio importante e lo dedico alle cose e alle persone importanti della mia vita”, esordisce Musella, elencando parenti, amici e colleghi. A sorpresa, poi, sterza e tra i ringraziamenti aggiunge anche “Robert De Niro che l’anno scorso ha detto che il cinema è una minaccia per gli autocrati fascisti e ringrazio tutti gli uomini per la Global Flottilla e per chi si espone contro tutti gli orrori del mondo. E non smetterò mai di dire: Palestina libera”.
Quanto agli altri premi Le assaggiatrici si aggiudicano Miglior sceneggiatura non originale, Miglior trucco, David Giovani. Exploit all’insegna dei premi tecnici per La città proibita: il terzo film di Gabriele Mainetti vince i David per la Miglior autore della fotografia, Miglior scenografia, Migliori effetti visivi.
Nella categoria Miglior documentario primeggia il biopic su Roberto Rossellini, Più di una vita: “Siamo felici ma senza una lira perché non abbiamo ancora ricevuto i finanziamenti”, denuncia dal palco Ilaria De Laurentiis, che firma la regia insieme a Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara. Il miglior corto affonda invece nell’attualità: Everyday in Gaza. “Free Palestine”, ripete tre volte il regista Omar Rammal. Il film è prodotto non da una casa di produzione ma da una associazione umanitaria “per dare voce e visibilità alle persone di Gaza che lottano in mezzo alle macerie. Raccontiamo la loro quotidianità all’insegna della resistenza”.
Tutti i Premi dei David di Donatello 2026
Miglior film
Le città di pianura
Miglior regia
Francesco Sossai, Le città di pianura
Miglior esordio alla regia
Margherita Spampinato, Gioia mia
Miglior attrice protagonista
Aurora Quattrocchi, Gioia mia
Miglior attore protagonista
Sergio Romano, Le città di pianura
Migliore attrice non protagonista
Matilda De Angelis, Fuori
Migliore attore non protagonista
Lino Musella, Nonostante
Miglior sceneggiatura originale
Francesco Sossai, Adriano Candiago, Le città di pianura
Miglior sceneggiatura non originale
Silvio Soldini, Cristina Comencini, Ilaria Macchia, Doriana Leondeff, Lucio Ricca, Giulia Calenda, Le assaggiatrici
Miglior casting
Adriano Candiago, Le città di pianura
Miglior costumi
Maria Rita Barbera, Gaia Calderone, La primavera
Miglior scenografia
Andrea Castorina, Marco Martucci, La città proibita
Migliore autore della fotografia
Paolo Carnera, La città proibita
Miglior compositore
Fabio Massimo Capogrosso, Primavera
Miglior trucco
Esmé Sciaroni, Le assaggiatrici
Miglior acconciatura
Marta Iacoponi, Primavera
Miglior canzone originale
Marco Spigariol, in arte Krano, Ti, Le città di pianura
Miglior montaggio
Paolo Cottignola, Le città di pianura
Miglior suono
Gianluca Scarlata, Davide Favargiotti, Nadia Paone, Daniele Quadroli, Primavera
Miglior effetti visivi
Stefano Leoni, Andrea Lo Priore, La città proibita
Miglior produttore
Vivo Film con Rai Cinema e Maze Pictures, Le città di pianura
Miglior documentario
Roberto Rossellini – più di una vita
Miglior cortometraggio
Omar Rammal, Everyday in Gaza
Miglior film internazionale
Una battaglia dopo l’altra
David dello spettatore
Buen Camino
David Giovani
Le assaggiatrici
David alla carriera
Gianni Amelio
David speciale 2025
Ornella Muti