Parla Giri Nathan, l’autore del libro “Cambiocampo” sulla grande rivalità del tennis: “Sinner a Parigi può completare il Career Slam, ma dovrà fare attenzione al carico di lavoro”


Marco Iaria

Giornalista

7 maggio 2026 (modifica alle 11:57) – MILANO

La saga “Sincaraz”, sebbene sia soltanto agli albori, è già diventata un libro. Materiale da consegnare agli archivi della storia, insomma. Perché è vero che Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, rispettivamente 24 e 23 anni, hanno già frantumato record e cambiato il corso del tennis. Il libro, un avvincente mix tra cronaca e romanzo, è stato scritto da uno dei migliori giornalisti di tennis della nuova generazione, lo statunitense Giri Nathan: Changeover nella versione originale, Cambiocampo in quella italiana, appena pubblicata per Altrecose, il marchio editoriale di Post e Iperborea (presentazione il 12 maggio alle 18.30, da Shell Bistrot a Roma). Al Foro Italico non c’è Alcaraz, assente dal circuito dal 14 aprile, quando ha battuto Virtanen ma si è infortunato al polso, ritirandosi a Barcellona e saltando l’intera stagione sulla terra. Partiamo da qui, dallo stato sospeso della saga “Sincaraz”. 

Cosa cambia per il tennis questa temporanea interruzione della modalità Big Two? E cosa cambia per Sinner? 

“Nella storia del circuito, è piuttosto raro che due giocatori dominino in modo così netto. Se si guardano le classifiche Atp di questa settimana, Sinner è n. 1 e Alcaraz è n. 2. Ma il divario di punti tra il n. 2 e il n. 3 è più grande di quello tra il n. 3 e il n. 1000. C’è molta curiosità all’inizio dei tornei, ma arrivati alle semifinali sappiamo che sarà Sinner o Alcaraz a sollevare il trofeo, e speriamo che si affrontino in finale, perché queste sono battaglie epiche. Per questo motivo, l’infortunio di Alcaraz cambia radicalmente questa stagione sulla terra. Ora ci aspettiamo che Sinner conquisti tutti i titoli mentre il suo rivale è assente. Detto ciò, Sinner ha giocato tantissimo, quindi dovrà fare attenzione al carico di lavoro, perché ha detto che il Roland Garros è l’evento più importante della sua stagione. Chiaramente non poteva saltare in alcun modo il torneo di casa a Roma, ma chissà se spingerà al massimo. Sarebbe meglio per lui raggiungere il picco a Parigi, dove ha la possibilità di completare il Career Slam”. 

Com’è nata l’idea di scrivere un libro sulla rivalità tra i due?

“Come molti appassionati di tennis, ero molto curioso di capire cosa sarebbe successo dopo l’era dei “Big Three” di Federer, Nadal e Djokovic. Ogni volta che emergeva un nuovo giocatore interessante, veniva fermato da queste tre leggende. Così ho continuato ad aspettare e aspettare. Cosa ci avrebbe riservato il futuro? Non c’era modo di vedere chiaramente la strada davanti. Alla fine, quando ho visto Sinner e Alcaraz giocare il loro epico quarto di finale allo Us Open 2022, ho pensato: ecco esattamente come sarà il futuro. La velocità nei movimenti, le scivolate sul cemento, la potenza e il topspin nei colpi erano qualcosa di rivoluzionario. Alcaraz ha avuto successo prima nella sua carriera, ma ho sempre sentito che Sinner fosse il suo vero rivale, anche se avrebbe potuto impiegare un po’ più tempo per raggiungere quel livello. Quando Sinner ha fatto un grande salto di qualità alla fine del 2023, il momento era perfetto per iniziare a scrivere il libro”. 

Hai seguito i due giocatori nel circuito per un intero anno. Puoi condividere qualche aneddoto su Sinner? 

“L’immagine di Sinner che vediamo in tv è spesso piuttosto riservata e seria. Alcuni fan mi hanno detto che lo trovano noioso o robotico. Durante il mio tempo nel circuito, ci sono stati molti momenti in cui non sembrava interessato a parlare con i giornalisti – a volte sembrava stanco di rispondere alle stesse domande banali – ma ci sono stati anche momenti in cui appariva più rilassato, e l’ho trovato spiritoso e perspicace. Ha un umorismo molto secco. Curiosamente, uno dei momenti in cui era più rilassato è stato dopo aver perso contro Alcaraz a Indian Wells 2024: la straordinaria striscia di 19 vittorie consecutive di Sinner si era appena interrotta e, una volta liberatosi di quella pressione, sembrava parlare molto più liberamente. Ho seguito da vicino tutte le sue interviste nel corso del 2024 e ho scoperto che è riflessivo e dotato di una visione della vita che spesso noi giornalisti non avevamo, pur essendo di decenni più grandi di lui. È stato anche un anno particolare per raccontare Sinner, a causa dei test antidoping falliti. Fuori dal campo era segretamente impegnato in queste battaglie legali, mentre in campo diventava il numero 1 al mondo. L’ho visto in aeroporto la stessa mattina in cui la notizia è diventata pubblica, la mattina dopo aver vinto a Cincinnati. Ho osservato il suo team mentre mangiava in un ristorante italiano informale dell’aeroporto: panini, pizza e Diet Coke. Che giornata strana”. 

Sui social media, soprattutto in Italia, c’è un dibattito continuo su chi sia il giocatore più forte tra i due. Sinner è rimasto al n. 1 più a lungo, mentre Alcaraz ha vinto più scontri diretti. Qual è la tua opinione? 

“La mia risposta continua a cambiare, quasi ogni mese. Se me lo avessi chiesto subito dopo Wimbledon 2025, avrei detto che il servizio superiore di Jannik gli dava un vantaggio; mi aveva colpito il fatto che fosse riuscito ad avvicinarsi così tanto a Carlos sulle sue superfici “naturali” preferite, la terra battuta e l’erba. Ma poi Alcaraz ha servito magnificamente durante lo Us Open 2025: il suo servizio è stato breakkato solo tre volte in tutto il torneo, e ha battuto Sinner sul cemento. Quindi ciascun giocatore è riuscito a vincere sulla superficie preferita dell’altro. Naturalmente, Sinner si è preso la rivincita contro Alcaraz pochi mesi dopo alle Atp Finals di Torino. Alla fine del 2025, sommando tutti i punti nei loro scontri diretti, li avevano divisi esattamente a metà. È stato sorprendente. Infine, dopo molti mesi, hanno giocato il loro primo match del 2026. In quella giornata ventosa e difficile a Montecarlo, ha vinto Sinner. La sua costanza nei Masters 1000 è stata incredibile. In questo momento penso che non ci sia quasi alcuna differenza tra loro. Direi questo: se scegli un avversario casuale dal tabellone, è leggermente più probabile che Sinner lo batta rispetto ad Alcaraz. Ma se li metti uno contro l’altro, Alcaraz sembra avere un piccolo vantaggio”. 

Finora i duellanti hanno avuto stili molto distinti e differenti. Immagini un futuro in cui Sinner diventi più simile ad Alcaraz, e viceversa? 

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“Sì, credo che “prenderanno in prestito” qualcosa l’uno dall’altro e diventeranno giocatori più simili nel lungo periodo. Entrambi hanno detto di studiare il gioco dell’altro. Alcaraz ha persino raccontato che, dopo Wimbledon, lui e il suo ex allenatore Ferrero hanno trascorso 15 giorni a migliorare tecniche specifiche per il match successivo contro Sinner. Abbiamo visto i risultati allo Us Open. In passato, Alcaraz subiva sconfitte inattese nei primi turni e il suo servizio era meno pericoloso; poi lo abbiamo visto migliorare nella continuità e nel servizio. Nel frattempo, abbiamo visto Sinner aggiungere più finezza al suo gioco: ora usa più spesso la palla corta e conclude i punti a rete, abilità che vengono più naturali ad Alcaraz. Migliorare questo “tocco” è un obiettivo centrale dell’allenatore di Sinner, Simone Vagnozzi. Mi aspetto di vedere Jannik fare altri adattamenti di questo tipo. Non credo che debba preoccuparsi di perdere la propria identità. Sa chi è: il maestro degli scambi da fondo campo. Poiché le basi del suo gioco sono abbastanza solide da battere chiunque – solo un uomo riesce a metterlo in difficoltà con costanza – ha una certa libertà di sperimentare. Sinner può permettersi di correre qualche rischio nel breve termine per diventare più forte nel lungo periodo, come ha detto lo scorso anno. Tutti i migliori giocatori della storia sono stati capaci di aggiungere nuove armi al loro gioco nel corso della carriera. Questo è ciò che rappresenta una grande rivalità nel tennis: una corsa agli armamenti”.