La responsabile di «Obiettivo 3», l’associazione fondata dal campione: «La nuova scuola aprirà a settembre. Un film su di lui? Non credo che mia sorella sia d’accordo»

L’ultima impresa di Alex Zanardi è di queste ore: dalla notizia della morte, decine di mail continuano a arrivare alla sua associazione, Obiettivo 3, persone con disabilità che chiedono aiuto per ripartire attraverso lo sport. Proprio come aveva fatto lui. «Obiettivo 3», il grande sogno di Alex Zanardi diventato realtà, sostiene atleti e atlete con disabilità dal punto di vista tecnico, formativo, economico. «In questi anni – racconta Barbara Manni, la cognata di Alex Zanardi, responsabile e manager di Obiettivo 3 – abbiamo cambiato la vita di tante persone attraverso lo sport. Adesso l’associazione è la voce di Alex che continua a farsi sentire nel mondo. E in questi giorni siamo stati sommersi da richieste e proposte di collaborazione. Riesce a motivare anche se non c’è più».

Barbara Manni, come continua l’impegno di Obiettivo 3, l’associazione che ha fondato Alex Zanardi nel 2017?
«L’intenzione è portare avanti con determinazione il suo lavoro. La moglie Daniela, mia sorella, è co-fondatrice. Dall’incidente di Alex del 2020, la preoccupazione è stata continuare a promuovere i suoi valori, l’ impegno, seguire, essere il riferimento di tante persone e atleti con disabilità che attraverso lo sport hanno trovato motivazione».

C’è un progetto con cui volete ricordare Alex?
«Sì. Vogliamo creare una scuola di formazione per atlete e atleti paralimpici, un’academy, in Italia non c’è. È quello che già facciamo con l’associazione, ma vogliamo renderlo capillare, diffuso su tutto il territorio, organizzato in campus, per trovare nuove leve e talenti, anche in collaborazione con le società di paraciclismo e paratriathlon. L’idea è partire da settembre».

Il nome sarà Accademia Alex Zanardi?
«Ci stiamo ragionando, ma sarebbe bello dare il suo nome».

Il prossimo impegno?
«La nuova edizione di ‘Obiettivo Tricolore’, la grande staffetta paralimpica ideata da Alex Zanardi per promuovere lo sport tra persone con disabilità. Coinvolge decine di atleti paralimpici in handbike, bici, carrozzina che attraversano l’Italia, da sud a nord per diffondere inclusione, resilienza e speranza. Vorremmo partire dall’iroman di Cervia e arrivare a La Barcolana a Trieste, 2000 chilometri tra viaggio e sfide sportive».

Qual è la motivazione che la spinge a continuare il lavoro di Zanardi in Obiettivo 3?
«Lavorare nell’associazione mi ha reso una persona migliore. La motivazione la trovo ogni giorno, tra storie di persone che dopo terribili incidenti o malattie fortemente invalidanti sono ripartite con coraggio. Stare con loro ha dato un nuovo senso alla mia vita. Alex diceva sempre: “Obiettivo 3 è la cosa più importante che ho fatto”, ci teneva moltissimo. Migliorare tramite lo sport la qualità di vita di chi ha una disabilità, è la medaglia più bella dell’associazione. In casa ho avuto l’esempio di Alex, la sua determinazione, che vive in tante persone di Obiettivo3, anche arrivate dopo il suo incidente del 2020. La sua energia la ritrovo nelle loro imprese. Negli anni abbiamo seguito 250 persone. Per me oggi è un lavoro totalizzante. Il sogno paralimpico degli atleti di Obiettivo3 è diventato anche un film, ‘Tagliati per le corse’, road movie che racconta la preparazione per Parigi 2024, le storie di atleti e atlete, il percorso verso la maglia della Nazionale, le difficoltà, drammi e rinascite. Un’ulteriore forma di sensibilizzazione per continuare a diffondere e tenere vivi i valori del progetto avviato da Alex Zanardi”.

Nascerà una Fondazione?
«Non ancora».

Lei ha lavorato tanti anni nella produzione televisiva e di film, pensa a un film-omaggio a Zanardi?
«Mi piacerebbe costruire il racconto della vita di Alex, ma non credo mia sorella, sua moglie, sarà d’accordo… Si sono già fatti avanti produttori e c’erano accordi, che aveva preso lui in passato, questioni da sistemare. Ma sì, un documento autoriale che lo racconti bene e con rispetto, mi piacerebbe».

Un ricordo felice insieme a Alex?
“Una giornata molto bella che ha raccontato anche lui in un’intervista televisiva. Era quando ancora non aveva le protesi alle gambe, girava solo in carrozzina e un pomeriggio aveva giocato ore a nascondino con i nipoti, i miei figli, divertendosi molto, senza gambe riusciva a nascondersi in ogni pertugio e a sorprenderli sempre. In quell’intervista disse che la cosa che l’aveva reso più felice è quando mio figlio Francesco, suo nipote, quella sera confidò al padre: da grande voglio essere come zio Alex, correre in auto e non avere le gambe”.

Cosa la preoccupa in questo momento?
“Penso continuamente a come dare la possibilità di fare sport a tutte le persone che scrivono all’associazione. Fare sport nella disabilità, soprattutto a certi livelli, richiede un grande impegno economico. Ogni atleta costa diecimila euro all’anno. E una handbike per chi è agli inizi costa più di 5000 euro. La ricerca continua di risorse è una costante preoccupazione. Cerchiamo di essere presenti in tutta Italia per sostenere il maggior numero di discipline possibili”.

Daniela sua sorella, la moglie di Alex, come sta?
«È concentrata su Obiettivo 3. In questo momento è in magazzino a preparare il materiale per le gare di paraciclismo della finale di coppa del mondo a Montesilvano. Da giovedì a domenica sarà lì con atlete e atleti. Non si ferma mai, è la sua missione. Per carattere, evita la visibilità e ha sempre scelto di restare un passo indietro, anche quando c’era Alex, ma è l’anima dell’associazione»

Niccolò Zanardi, suo nipote, lavora tra i motori, una passione di famiglia.
«Niccolò ha trovato il suo spazio nel mondo dei motori, è istruttore alla Bmw, insegna a chi vuole migliorare la guida. Del resto da bambino è cresciuto negli autodromi…».

Conoscete la causa della morte di Alex?
«I medici non ce l’hanno ancora detto, stanno cercando di capire, forse il cuore. La mattina stava bene, poi qualche linea di febbre e improvvisamente se n’è andato».



















































7 maggio 2026 ( modifica il 7 maggio 2026 | 08:20)