La stagione della Prosecco Doc Imoco si è chiusa con la sconfitta nella Final Four di Champions League, ma per Cristina Chirichella, come racconta Alice Chiarot sulla Tribuna di Treviso, è appena iniziata la partita più difficile della sua carriera. La centrale napoletana ha riportato una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro nell’ultima settimana di allenamenti prima della trasferta europea. Un infortunio che le ha impedito di giocare l’ultimo atto della stagione e che ora rimette in discussione il suo futuro.
«Il mio futuro? Un bel punto di domanda». Con la solita sincerità, Chirichella riassume il momento di incertezza. Dopo due stagioni a Conegliano, arrivate al termine di dieci anni a Novara, e con voci che la davano in partenza verso il Giappone, l’infortunio ha cambiato tutto. Ieri ha postato sui social le stories della seduta in palestra pre-intervento. «Mi opererò la prossima settimana – ha raccontato alla festa di fine stagione con gli sponsor a Ca’ del Poggio – e poi inizierò subito la riabilitazione».

La società gialloblù le sta garantendo il massimo sostegno. Per lei, però, è un terreno nuovo: «Sarà una vera sfida. È il primo infortunio grande che ho, non sono mai stata ferma per più di poche settimane. Purtroppo nel nostro mondo è un infortunio che può accadere, ci sono tante giocatrici che conosco che sono tornate a giocare. Sarà difficile ma siamo forgiate». Il morale è alto. «Sto bene. Ci ho voluto qualche giorno e ce ne vorranno altri per metabolizzare tutto. Devo soltanto pensare a come ritornare in campo e come affrontare al meglio questa riabilitazione».

Arrivata a Conegliano per nuove sfide, la 32enne ha vissuto un’annata di alto livello nonostante qualche stop fisico: «Sono contentissima della stagione, ovviamente c’è stato qualche acciacchino perché gli impegni sono troppi, tutti ravvicinati, e siamo solo in 14. In più, oltre alle competizioni, anche gli allenamenti devono essere di grandissima intensità e purtroppo, dopo un po’ il fisico ti dice di metterti un pochino ai box. Forse potranno capire in futuro che questi campionati sono un po’ “too much” però, fino a quel momento, bisogna continuare a lavorare bene sulla preparazione, su un organico ben completo perché questi elementi sicuramente faranno la differenza in futuro».

Conegliano le ha lasciato un segno profondo: «Lascio un pezzetto anche qui nel mio cuore. Ho imparato che non si smette mai di imparare, che ogni anno è buono per dare il 100% e migliorarsi ogni giorno di più. Qui ho trovato una squadra e una società favolose, mi sono trovata molto bene».
Il rimpianto più grande è il distacco dal gruppo: «Ogni anno è speciale perché affronti 8-9 mesi tutti assieme, tutti i giorni, affronti momenti belli, brutti, le difficoltà, giornate in cui ti aiuti e ti sollevi. Ne affrontiamo talmente tante che ormai ci conosciamo veramente bene. Diventa difficile passare dallo stare tutto il tempo assieme a rivederci chissà fra quanto tempo, o non giocare più assieme. Ogni anno alla fine è una crepa nel cuore».
Ora per Cristina inizia il lungo percorso di recupero. Con la stessa forza che l’ha resa una delle centrali più affidabili del volley italiano, tornerà a lottare. Il punto di domanda sul futuro resta, ma la determinazione non è mai mancata. (1.792 caratteri spazi inclusi)