Negli anni Ottanta la scrittrice Goliarda Sapienza fu accusata da alcuni amici di famiglia di aver rubato dei gioielli, evento per cui finì in carcere a Rebibbia, un’esperienza che fu descritta nel libro autobiografico L’Università di Rebibbia del 1983 edito da Rizzoli.
Quel diario che affronta con lucidità la vita carceraria racchiude gli eventi della pellicola di Martone, che è un racconto al femminile della sua protagonista, interpretata da Valeria Golino, a contatto con alcune delle donne incontrate dietro le sbarre.
Una volta uscita dal carcere, Goliarda Sapienza si ritroverà sola a più di cinquant’anni ed avrà occasione di rincontrare alcune persone con cui aveva costruito rapporti sigificativi.
C’è Barbara (Elodie), che in carcere aveva tentato il suicidio e ora prova, come tutte, a ricominciare. E c’è Roberta (De Angelis), rinchiusa per aver fatto parte di una banda armata e con la quale si sviluppa un tenero legame, un rapporto autentico che appare come un vero miracolo in un’estate romana che scorre in un mondo che sembra sospeso ma soprattutto incapace di cogliere la fragilità, il bisogno di autenticità e di amare che Sapienza raccontò in tutte le sue opere.
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