di
Luigi Ippolito
Si rinnovano i consigli locali di mezza Inghilterra: il populista di destra Farage e l’eco-populista di sinistra Polanski sono i vincitori annunciati, ci si aspetta l’avvento di un nuovo sistema politico frammentato. In Scozia e Galles tira vento di scissione
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Si sono aperti stamattina in Gran Bretagna i seggi per una tornata elettorale di importanza cruciale: si tratta di un voto amministrativo, ma le cui conseguenze si faranno sentire pesantemente a livello nazionale.
Si rinnovano i consigli locali di mezza Inghilterra (più di 5 mila i seggi in palio, fra cui tutte le circoscrizioni di Londra) oltre ai Parlamenti regionali di Scozia e Galles: e tutti i sondaggi indicano che i laburisti, oggi al governo, andranno incontro a una disfatta di proporzioni storiche.
I vincitori annunciati sono la destra populista di Nigel Farage e la sinistra eco-populista dei Verdi di Zack Polanski (mentre anche i conservatori andranno male). Farage punta a sfondare nelle aree de-industrializzate del Paese che più soffrono dal punto di vista economico, mentre i Verdi contano su una forte affermazione a Londra, dove i laburisti rischiano di incassare il peggior risultato mai visto.
In sostanza, si annuncia la fine del duopolio secolare laburisti-conservatori e l’avvento di un nuovo sistema politico, frammentato e polarizzato, che vede cinque partiti (ci sono anche i liberaldemocratici) contendersi i favori dell’elettorato. Una situazione che, se trasposta in una elezione nazionale, col sistema uninominale maggioritario vigente potrebbe produrre qualsiasi risultato, come in una slot machine.
Un cambiamento epocale, ma la cui prima conseguenza immediata potrebbe essere l’avvio del processo di rimozione del primo ministro Keir Starmer. Tutti ormai nello stesso partito laburista sono convinti che l’uscita di scena del premier, il più impopolare della Storia, sia una questione di quando, non di se: ma il problema è il come. Non c’è un accordo su un successore e i potenziali candidati alla leadership (il ministro della Sanità, il blairiano Wes Streeting, e la ex vicepremier, Angela Rayner, portabandiera della sinistra), esitano a uscire allo scoperto. Lo scenario più accreditato a Londra è che Stramer stesso indichi un calendario per una successione ordinata, da completarsi in autunno, cosa che darebbe il tempo di candidarsi al popolarissimo sindaco di Manchester, Andy Burnham, visto come il «cavaliere bianco» in grado di risollevare le sorti del Labour.
Ma c’è anche chi pensa che Starmer (che è uomo ostinato) andrà avanti, ferito e azzoppato, almeno fino alla fine dell’anno: e il premier sta già preparando un discorso di rilancio, nei prossimi giorni, che sarà centrato su una decisa sterzata in direzione dell’Unione europea.
Tornando ai risultati elettorali, va poi notato che la probabile vittoria dei partiti nazionalisti in Scozia e Galles produrrebbe una situazione in cui tutte le regioni non inglesi (in Irlanda del Nord alla guida c’è il Sinn Fein) sarebbero governate da formazioni il cui obiettivo ultimo è lo smembramento del Regno Unito. Da domani, quando si sapranno i risultati, a Londra si aprirà comunque una fase nuova.
7 maggio 2026 ( modifica il 7 maggio 2026 | 12:59)
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