Bologna, 7 maggio 2026 – Il mondo della scuola scende in piazza in sciopero contro la riforma degli istituti tecnici. Pomodori e verdura contro quattro fantocci: la premier Giorgia Meloni, la ministra Anna Maria Bernini e i ministri Guido Crosetto e Giuseppe Valditara. E’ la protesta degli studenti, in presidio in piazza Roosevelt, sotto alla Prefettura mentre in corso c’è un incontro con una rappresentante sindacale di Usb.
“Vogliamo un incontro”
“Vogliamo un incontro”, era stata la richiesta di Usb e i collettivi studenteschi sotto la sede della Prefettura. Dopo qualche minuto di attesa, una rappresentante del sindacato di base ha spiegato al microfono che “la Prefettura ha risposto e riceverà solo un rappresentante di Usb” e non gli studenti. “Vergogna”, tuonano gli universitari e gli alunni delle scuole superiori. “Vi facciamo così paura?”.

Corteo a Bologna contro la riforma degli istituti tecnici
Protesta, 200 in corteo
Sono circa duecento i manifestanti che dalla zona universitaria che si sono diretti verso la Prefettura, dove c’è il concentramento della mobilitazione dei sindacati. Il corteo della Cgil è partito da piazza Roosevelt con direzione del Provveditorato.
La giornata di mobilitazione è stata indetta da Usb e appoggiata da Cigl, Cobas e la Rete nazionale contro l’istruzione tecnica voluta dal Ministero, che raduna studenti, docenti e personale Ata. A Bologna, la mattinata è iniziata sotto la sede del Rettorato, in piazza Scaravilli, dove studenti di Cambiare Rotta e Osa, con anche le bandiere di Giovani Comunisti.

Il mondo della scuola scende in piazza in sciopero contro la riforma degli istituti tecnici
Ad aprire il corteo in zona universitaria il cartonato di una grande sveglia: “Diamo la sveglia al governo contro Riforma Bernini, tagli, militarizzazione e leva”.
E prima di partire in corteo, gli studenti sono entrati in Università in segno di protesta. “Scendi giù Molari, visto che ci hai negato un incontro, siamo venute noi qui”, gridano al megafono mentre vengono posizionate delle scatole di cartine rosse con su scritto i motivi della mobilitazione: “tagli, complicità con Israele, diritti di studenti e lavoratori, borse di studio, Nato Model Event, diritto allo studio, militarizzazione e riforma Bernini”. Il messaggio è chiaro: “Noi la guerra non la vogliamo, fuori la Nato dall’Università”.