Prodotto del vivaio rossonero è andato in prestito a Cremonese, Spal, Lecce, Monza ed Empoli. Coi rossoblù dopo la salvezza la conferma
Francesco Albanesi
7 maggio – 15:10 – MILANO
A 24 anni Lorenzo Colombo può dire di essersi fatto un bel tour d’Italia. Nord, Sud, Centro: sempre con una valigia pronta, da rifare e richiudere puntualmente ogni estate. Dopo cinque anni da pendolare del gol, stavolta ha trovato la sua oasi di felicità vicino al mare. Per il Genoa è scattato l’obbligo di riscatto e verserà al Milan una decina di milioni. Spiccioli, nel calcio moderno, ma comunque utili per il prossimo mercato rossonero. Considerando anche che Colombo è un prodotto del settore giovanile, si può dire che il Milan abbia fatto la combo giusta: affare più plusvalenza. Non male di questi tempi.
addio milan—
Per far scattare il riscatto obbligatorio del prestito servivano tre condizioni: almeno 5 gol stagionali, 22 presenze e la permanenza in Serie A del Genoa, arrivata lunedì dopo la sconfitta della Cremonese. Colombo, giusto per non lasciare dubbi, ha deciso di fare gli straordinari. A 24 anni ha vissuto la miglior stagione della carriera: 7 gol e 2 assist in 35 partite di Serie A. Mai così bene. Un grazie enorme lo deve a Daniele De Rossi, arrivato al posto di Vieira a novembre. Dalla prima partita col nuovo allenatore – Genoa-Fiorentina – Colombo ha iniziato a segnare con continuità. Dentro ci sono gol prestigiosi contro Napoli e, guarda caso, contro il Milan a San Siro. Suo anche il rigore della salvezza virtuale segnato a Pisa a metà aprile. E così, dopo i prestiti a Cremonese, Spal, Lecce, Monza ed Empoli, Colombo ha finalmente trovato la sua dimensione vista mare. Dopo 16 anni saluta definitivamente il Milan, il club che gli ha aperto le porte del professionismo. Il rosso, almeno quello, continuerà a portarselo dietro.
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origini—
Colombo al Milan è sempre stato l’uomo delle tournée estive. Quello che ad agosto segna, convince tutti e per una settimana fa partire il solito: “Ma allora teniamolo”. Due anni fa rifilò addirittura una doppietta al Manchester City di Pep Guardiola durante il ritiro americano, in una partita finita 3-2 con gol anche di Marco Nasti, oggi in Serie B all’Empoli. Strana la vita. Il Milan per Colombo è casa dal 2010, quando entrò nel settore giovanile grazie a Mauro Bianchessi, storico capo scout rossonero. Ai tempi della Primavera lo chiamavano “il Cobra di Vimercate”, mentre Ibrahimovic lo aveva ribattezzato Hulk per la sua ossessione per la palestra. A dieci anni rifilò quattro gol ai pari età del Barcellona in un torneo giovanile. A 18 debuttò tra i grandi in un Juventus-Milan di Coppa Italia. Era il 2020: di giorno studiava ragioneria, la sera segnava al Bodo Glimt nei preliminari di Europa League. Nella vita ha fatto piangere anche le persone. Come Marco Baroni, inginocchiato in lacrime dopo il rigore salvezza segnato da Colombo col Lecce a Monza tre anni fa. Al Milan Lorenzo è sempre stato il bravo ragazzo: diligente, serio, umile. Di esperienza ne ha fatta ma la vera occasione in rossonero, invece, non è mai arrivata davvero. E oggi, dopo 16 anni, non è più un giocatore del Milan. Due anni fa diceva: “Il livello al Milan è molto alto e posso raggiungerlo solo attraverso il percorso che sto facendo. Preferirei tornare più pronto e sfruttare al meglio la prossima opportunità”. Alla fine la sua occasione l’ha trovata altrove. E il Genoa, adesso, se lo coccola. Anche perché il poster dell’Ibra rossonero, in cameretta, Colombo non ha ancora intenzione di staccarlo.
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