Gli over 70 rientrano tra le fasce più vulnerabili della popolazione e anche per questo nel 2026 hanno a disposizione una serie strutturata di bonus, agevolazioni economiche ed esenzioni fiscali legate in modi diversi a Isee, reddito, pensione, disabilità o non autosufficienza. Le misure sono varie e con modalità differenti di accesso, gestite come sono da istituzioni statali, enti locali e aziende private: lo scopo è alleviare il carico fiscale e facilitare l’accesso ai servizi essenziali, come la salute e i mezzi di trasporto, fino al pagamento delle bollette di luce e gas. Vediamo quali sono e come si richiedono.
La Carta acquisti: tutti i limiti
La Carta acquisti è dedicata a cittadini con almeno 65 anni d’età. Ma dai 70 in su cambia la soglia economica di accesso: Inps indica un Isee inferiore agli 8.230,81 euro e redditi o trattamenti inferiori a 10.974,42 euro. Sono previsti anche limiti su utenze, veicoli, immobili e patrimonio mobiliare. Ad esempio, non bisogna essere da soli o insieme al coniuge, intestatari di più di una utenza elettrica domestica, di più di una utenza elettrica non domestica, di più di due utenze del gas.
Oppure non essere, da soli o insieme al coniuge, proprietari di più di due autoveicoli, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%, di immobili che non siano ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%, così come non è possibile richiedere la carta se si è fruitori di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni perché ricoverati in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena.
Chi ottiene la carta riceve un accredito di 80 euro ogni due mesi. Si usa per acquistare beni alimentari, farmaci e parafarmaci, oltre che per pagare le bollette di luce e gas. Nei negozi e farmacie aderenti può dare anche uno sconto del 5%. Si presenta il modulo stampabile dal sito di Poste presso un qualsiasi ufficio postale, allegando documento d’identità, codice fiscale e attestazione Isee.
Bonus anziani da 850 euro
È la misura per gli anziani fragili, ma non basta avere 70 anni: serve avere almeno 80 anni, essere non autosufficienti con bisogno assistenziale gravissimo, avere Isee sociosanitario ordinario non superiore a 6.000 euro ed essere già titolari di indennità di accompagnamento.
Il bonus si compone di una quota fissa pari all’indennità di accompagnamento e da una quota integrativa, un “assegno di assistenza”, fino a 850 euro mensili. La quota non è libera: va usata per pagare lavoro di cura regolare o servizi qualificati di assistenza non residenziale. Si richiede tramite il servizio “Prestazione universale” sul sito Inps. Il contributo è sperimentale e, al momento, finanziato fino al 31 dicembre 2026.
L’esenzione ticket
Chi ha più di 65 anni rientra nel codice esenzione “E01” per i ticket sanitari. Per accedere bisogna appartenere a un nucleo familiare con reddito complessivo inferiore a 36.151,98 euro. L’esenzione riguarda il ticket per prestazioni sanitarie specialistiche ambulatoriali, anche se per farmaci e prestazioni regionali possono esistere regole aggiuntive diverse da Regione a Regione: l’esenzione viene riconosciuta automaticamente e rinnovata annualmente se i requisiti restano gli stessi di anno in anno. In caso contrario bisogna rivolgersi alla propria Asp di riferimento o tramite il fascicolo sanitario elettronico.
Gli sconti automatici: bonus sociali per le bollette di luce, gas, acqua e rifiuti
Gli anziani hanno delle agevolazioni anche per il pagamento di utenze gas, luce, acqua e rifiuti. Dall’1 gennaio 2026, Arera indica la soglia Isee a 9.796 euro, oppure 20.000 euro per famiglie con almeno quattro figli a carico. Sono sconti automatici: Arera indica per il 2026 uno sconto per la bolletta della luce pari al 30 per cento della spesa media lorda al netto delle imposte, per il gas pari al 15% della spesa media netta, acqua pari a 50 litri al giorno per abitante, mentre per la Tari pari al 25% della tariffa.
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Per il bonus elettrico ordinario 2026, Arera indica valori annui di 146 euro per nuclei di 1-2 componenti, 186,15 euro per 3-4 componenti e 204,40 euro oltre 4 componenti. I nuclei familiari ricevono i bonus automaticamente presentando ogni anno la Dichiarazione sostitutiva unica per ottenere l’Isee.
L’assegno sociale e l’Adi: gli importi
L’assegno sociale è una prestazione assistenziale per chi ha almeno 67 anni, ma è attivabile solo in presenza di condizioni economiche disagiate, residenza effettiva in Italia e soggiorno legale e continuativo di almeno 10 anni. La soglia di reddito annuo è 7.101,12 euro se non coniugati e 14.202,24 euro se coniugati.
Le soglie Isee da rispettare
Riguardo l’importo ricevibile, Inps indica 546,24 euro per 13 mensilità. Per richiederlo, bisogna presentare domanda telematica sul sito Inps, tramite Spid, Cie o Cns, oppure usando i canali contact center o il patronato. La decorrenza si attiva dal primo giorno del mese successivo alla domanda. Inps precisa che il beneficio è provvisorio e viene controllato ogni anno sui redditi effettivi.
Il sistema di equivalenza
C’è anche l’Adi, l’assegno di inclusione. Riguarda i nuclei con almeno un componente di 60 anni o più. L’Isee non deve essere superiore a 10.140 euro. Le soglie di reddito familiare sono differenziate: per nuclei composti da persone tutte almeno 67enni, o 67enni con persone con disabilità grave o non autosufficienti, la soglia reddituale base è più alta rispetto alla generalità dei nuclei.
Si richiede sul sito Inps e sulla piattaforma Siisl, con sottoscrizione del patto di attivazione digitale e presa in carico da servizi sociali o centri per l’impiego quando prevista.
La quattordicesima per i pensionati
Per i pensionati con almeno 64 anni ammonta al doppio del trattamento minimo annuo. Ci sono due fasce: fino a 11.931,08 euro di reddito pensionistico annuo, importi di 437, 546 o 655 euro in base agli anni di contribuzione; tra 11.931,08 e 15.908,10 euro, importi di 336, 420 o 504 euro.
Nessuna richiesta da inoltrare, Inps la paga d’ufficio a luglio o dicembre, sulla base dei dati disponibili, salvo successiva verifica reddituale. Se non viene pagata, ma il pensionato ritiene di averne diritto, si presenta domanda di ricostituzione reddituale tramite Inps o patronato.
Il bonus telefono
Sono disponibili agevolazioni per la telefonia fissa. Riguardano nuclei con Isee non superiore a 8.112,23 euro e prevedono una riduzione sul canone dell’offerta Voce di Tim: 50% di sconto, da 18,87 a 9,44 euro IVA inclusa, più 30 minuti gratuiti verso numerazioni nazionali fisse e mobili.
La domanda va fatta a Tim presentando un Isee valido. Si precisa che le condizioni decadono alla scadenza dell’Isee se non viene presentato un nuovo attestato.
Conto corrente gratis e sconti sui treni
C’è anche la possibilità di non pagare il conto corrente bancario. Banca d’Italia specifica che il conto di base è gratuito per pensionati con reddito lordo inferiore a 18.000 euro annui. In questo caso resta dovuta l’imposta di bollo se prevista. È gratuito anche per chi ha Isee inferiore a 11.600 euro, e in quel caso non si paga neppure il bollo.
Il conto a disposizione ha operazioni e servizi di base. Poste, ad esempio, conferma il conto BancoPosta di base per titolari di trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro lordi annui, con canone annuale gratuito e un numero fisso di operazioni.
Sui treni invece sono disponibili degli sconti: per gli over 60 Trenitalia offre il “FrecciaSenior” per soci CartaFreccia con prezzi dedicati su Frecce, Intercity per soci carta X-Go con sconti fino al 50%, e regionali con sconto 20% su treni selezionati per soci X-Go.
Anche su Italo in fase d’acquisto del biglietto basta selezionare l’offerta “Senior” è riservata agli over 60 e prevede sconti fino al 60% sulla tariffa Flex in ambiente Smart e Prima. basta esibire il documento d’identità può essere richiesto a bordo.
L’esenzione per il canone Rai
Per usufruire dell’esenzione per il canone Rai serve aver compiuto 75 anni, ma non solo. L’Agenzia delle Entrate indica tre condizioni: reddito annuo proprio e del coniuge non superiore a 8.000 euro, assenza di conviventi titolari di reddito proprio – salvo colf, badanti e collaboratori domestici – e televisore nell’abitazione di residenza.
L’esenzione evita il pagamento del canone Tv, che per il 2026 ammonta a 90 euro. Chi ha pagato pur avendo diritto può chiedere il rimborso con i modelli dell’Agenzia. Per richiederlo basta presentare la dichiarazione sostitutiva per cittadini ultra 75 tramite modello Agenzia Entrate.
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