Il tennista serbo in conferenza stampa: “Jannik trionferà sicuramente agli Internazionali, magari già quest’anno…Spingerò sempre per un maggior potere dei giocatori”


Marco Iaria

Giornalista

7 maggio – 18:04 – MILANO

“Ve l’avevo detto”. Novak Djokovic, interrogato sull’argomento del giorno (la minaccia di boicottaggio degli Slam), non fa che rimandare a quanto aveva denunciato in passato, ai tempi in cui guidava il Player Council e fondava il sindacato alternativo Ptpa. “La nuova generazione sta arrivando e sono felice che ci sia la volontà, da parte dei leader del nostro sport come Aryna (Sabalenka, ndr), di fare davvero un passo avanti e capire le dinamiche di come funziona la politica del tennis, capire cosa deve essere fatto non solo per il proprio beneficio, ma per quello di tutti. Questa, per me, è vera leadership. Lo rispetto molto e la sostengo”.

SISTEMA—  

Il campione serbo argomenta: “Facciamo tutti parte dello stesso sport. Tutti cerchiamo di far crescere il tennis: giocatori, tornei, organismi di governo. Purtroppo a volte ci sono conflitti di interesse. Alcuni non vogliono affrontarli e credo che sia lì che i giocatori debbano davvero usare il loro potere. Io sosterrò sempre una posizione più forte dei giocatori nel sistema, che è costruito in modo tale da non favorire davvero i giocatori a tutti i livelli. E non stiamo parlando solo dei top player. A volte le mie parole vengono distorte e sembra che io chieda più soldi per me stesso, anche quando vinco Slam. Ma non è questo il punto. Non parliamo dei grandi campioni: parliamo della base del tennis professionistico, dei giocatori che fanno fatica a sopravvivere e lasciano il tennis perché non hanno fondi sufficienti. Credo che il tennis sia praticamente l’unico grande sport globale in questa situazione. Non abbiamo garanzie finanziarie o tutele per la maggior parte dei giocatori”.

SINNER—  

Djokovic torna a Roma dopo l’assenza dell’anno scorso. Non gioca da marzo, quando fu sconfitto al tie-break del terzo set da Draper negli ottavi di Indian Wells. Poi ha saltato Miami e Madrid per un problema alla spalla destra. “Roma è una città e un torneo che amo davvero, dove ho avuto grande successo per tanti anni. L’obiettivo finale su questa superficie è il Roland Garros e cercare di arrivarci giocando il mio miglior tennis. Però, allo stesso tempo, voglio fare bene anche qui perché amo questo torneo”. L’ultima risposta, in italiano, è per Sinner. Ce la farà a completare la collezione dei Masters 1000 vincendo gli Internazionali? “Ce la farà sicuro, probabilmente anche quest’anno. È fortissimo, il modo in cui gioca è davvero impressionante. Poi sì, è difficile. Il formato è cambiato: ora quasi tutti i Masters durano due settimane. Personalmente non mi piace. Preferivo il vecchio formato da una settimana. Però ormai è così e bisogna adattarsi”.