“Sono caduti nel vuoto i proclami dell’attuale amministrazione Parcaroli, come enunciati con dovizia di particolari nel programma di governo del 2020, sulla rivitalizzazione del centro cittadino. Nel quinquennio appena trascorso, infatti, questo si è andato sempre più impoverendo di negozi e uffici, senza considerare la progressiva perdita di residenti, scesi a circa duemila, seicento in meno rispetto a cinque anni e mezzo fa”. È il duro atto d’accusa di Daniele Staffolani, candidato del Partito democratico al consiglio comunale ed ex direttore dell’Erap –, che evidenzia come, “dopo la moria di esercizi commerciali nel centro storico, si registra il progressivo svuotamento del centro cittadino, allargato alle vie limitrofe alle mura, anche da parte di importanti uffici pubblici”. E Staffolani documenta casi piuttosto significativi. “Recente – spiega – è la notizia del trasferimento dell’Archivio di Stato dalla storica sede di corso Cairoli alla frazione di Villa Potenza, in un ex opificio ubicato in via dell’Acquedotto, a quanto sembra per necessità di maggiori spazi, come risulta da un avviso affisso alla porta dello stabile, dove si informa che sono in corso le operazioni di trasloco”. Staffolani (foto) ricorda poi come “ha da poco lasciato la sede provvisoria di via Padre Matteo Ricci 31, individuata dopo lo sgombero per sisma dalla sede storica di via Armaroli, l’Ufficio scolastico provinciale, ex Provveditorato agli Studi, trasferito nella frazione di Piediripa, in via Velluti 41″. Spostamenti nelle frazioni di importati uffici, che fanno seguito al trasferimento dell’Ufficio Immigrazione della Questura, avvenuto nel 2021. “È evidente – conclude amaro Staffolani – che tutto questo, al di là di altre considerazioni, determina – ovviamente – una notevole diminuzione dell’afflusso di persone nel centro cittadino, con evidenti negativi riflessi anche per gli esercizi commerciali”.