Contatto fra la dirigenza rossonera e Zahavi: sul tavolo soprattutto il destino del francese. Il Diavolo vendendolo finanzierebbe l’arrivo di un altro attaccante


Marco Pasotto

Giornalista

7 maggio – 18:44 – MILANO

Quando si è sparsa la voce che Pini Zahavi aveva in agenda – fra i vari appuntamenti – anche una permanenza milanese, il pensiero dei tifosi rossoneri è andato subito a Lewandowski, uno degli assistiti più illustri del procuratore israeliano. Si sa, il Milan deve resettare il reparto offensivo, possibilmente secondo le linee guida di Allegri, ovvero un mix di esperienza e giocatori più giovani di buon livello. Il polacco rappresenta ovviamente un altro profilo alla Modric e di lui si parla molto perché è a scadenza di contratto. Per quanto filtra da via Aldo Rossi però, sebbene sia un nome da non depennare, non è così caldo come si potrebbe pensare. Il Milan è in profonda fase di valutazione, il nome è attenzionato (ci sono anche tanti altri corteggiatori) ma al tempo stesso è ritenuto molto costoso in termini di ingaggio (e di commissioni). Ed è il motivo per cui non è stato il primo punto all’ordine del giorno nel colloquio di Zahavi con la dirigenza rossonera.

rendimento—  

Il focus infatti è stato soprattutto su Nkunku e un futuro lontano da Milanello. Il Milan ha fatto presente al suo agente di considerare il francese nella lista dei cedibili, dandogli in pratica mandato per trovare una destinazione gradita. La missione presenta un coefficiente di difficoltà medio, generato dal rendimento della stagione corrente e dalle richieste economiche del Diavolo. Christo è stato – in termini economici – il pezzo pregiato del mercato in entrate 2025, costato 37 milioni più bonus. Un esborso che il rendimento dell’attaccante non ha giustificato, al punto da considerarlo sacrificabile già dopo una stagione. In termini finanziari, per evitare una minusvalenza occorrerebbe non scendere sotto i 30 milioni, ma allo stato attuale delle cose la valutazione del club viaggia sui 40. Nkunku resta comunque un giocatore con un pedigree riconosciuto, basato su qualità tecniche indiscutibili.

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equivoco—  

Al Milan non ha funzionato per un insieme di concause. La prima è stata l’arrivo a Milanello la scorsa estate dopo aver perso tutta la preparazione estiva col Chelsea, che l’aveva messo fuori rosa. La conseguenza è stata una forma atletica raggiunta con molta (ma anche troppa) lentezza. Quando il francese ha iniziato a ingranare, il Milan è inesorabilmente involuto: il gioco è scomparso, le punte non sono più state rifornite. Un equivoco è stato anche la convinzione di poterlo schierare come centravanti surrogato, in grado di agire centralmente anche se Christo è per lo più un esterno o una seconda punta di movimento. Il ricorso in fretta e furia a Füllkrug nel mercato invernale conferma l’errore di valutazione. Allegri, infine, ha sempre visto come coppia titolare Leao e Pulisic, cosa che ha messo a disposizione di Nkunku un numero abbastanza esiguo di vetrine dal primo minuto. Da qui, da tutto questo la decisione del club di metterlo sul mercato, affidando la questione a Zahavi. Il piano è quello di finanziare l’arrivo di un altro attaccante con i soldi portati in cassa dal francese.