NESSEBAR (Bulgaria) – Anche oggi soffia il vento. Non è forte, ma è costante. Fresco. E’ da qui che domani scatterà il Giro d’Italia 2026. Nessebar, anch’essa affacciata sul Mar Nero, è una sorta di Rimini della Bulgaria. Ci sono locali e hotel uno dietro l’altro. E’ la giornata di vigilia del Giro e l’attesa sale sempre di più. Specie fra i velocisti. Specie per quello più atteso: Jonathan Milan. Ieri è bastata un’occhiata, un rapido saluto, per vederlo carico e sereno. E sorridente…

L’hotel della Lidl-Trek di Milan, ma anche di tantissime altre squadre, è un mega resort lussuosissimo. Fuori i meccanici lavorano sulle belve che domani si sfideranno sul filo dei 70 all’ora e dentro c’è un viavai di tecnici, sponsor, procuratori, atleti. E domani una volata che vale la maglia rosa: quanti sprinter dormiranno sereni?

Simone Consonni si gode gli ultimi momenti di relax. Da domani si entra in corsa e lui sarà l'ultimo uomo di MilanSimone Consonni si gode gli ultimi momenti di relax. Da domani si entra in corsa e lui sarà l’ultimo uomo di Milan

Simone Consonni si gode gli ultimi momenti di relax. Da domani si entra in corsa e lui sarà l'ultimo uomo di MilanSimone Consonni si gode gli ultimi momenti di relax. Da domani si entra in corsa e lui sarà l’ultimo uomo di Milan

Un caffè con Consonni

Uno di questi è Simone Consonni. Lo troviamo che sta prendendo un caffè. Gli ultimi momenti di relax prima della grande e gioiosa battaglia rosa. Ma più che ultimi momenti di relax, forse sembrano i primi.

«In effetti sono stati giorni intensi – racconta Simone – da quando siamo arrivati alla sgambata di stamattina è stato tutto un susseguirsi di eventi, riunioni. Persino i controlli alle 7 del mattino, che per noi erano come se fossero le sei. Ma ci siamo dai…

«Poi in un hotel così grande è anche bello starci. Vedi tanti corridori e in qualche modo senti che, man mano che passano le ore e si avvicina il via, inizia a salire quel pizzico di piacevole tensione. E allora anche incontrarsi in hotel diventa un gioco di sguardi. Quasi di sfida».

Simone racconta come sia rimasto piacevolmente colpito dalla Bulgaria. Che tutto sommato si sta bene. E le strade non sono male. Che il clima è buono. Stamattina, nella pausa caffè, hanno anche incontrato Jonas Vingegaard ed è stato cordiale come sempre.

Tutte le squadre più o meno hanno percorso il circuito cittadino di Burgas. Tra queste anche la Soudal di Magnier (il primo a sinistra) il rivale più pericoloso per MilanTutte le squadre più o meno hanno percorso il circuito cittadino di Burgas. Tra queste anche la Soudal di Magnier (il primo a sinistra) il rivale più pericoloso per Milan (foto LaPresse)

Si chiacchiera, sono ore di attesa e il tempo si ammazza anche così tra il massaggio e la cenaSono ore di attesa e il tempo si ammazza anche così tra il massaggio e la cena. Da sinistra: Consonni, Milan e Salvato

Una scultura di sabbia a Burgas omaggia il Giro

Tutte le squadre più o meno hanno percorso il circuito cittadino di Burgas. Tra queste anche la Soudal di Magnier (il primo a sinistra) il rivale più pericoloso per MilanTutte le squadre più o meno hanno percorso il circuito cittadino di Burgas. Tra queste anche la Soudal di Magnier (il primo a sinistra) il rivale più pericoloso per Milan (foto LaPresse)

Si chiacchiera, sono ore di attesa e il tempo si ammazza anche così tra il massaggio e la cenaSono ore di attesa e il tempo si ammazza anche così tra il massaggio e la cena. Da sinistra: Consonni, Milan e Salvato

Una scultura di sabbia a Burgas omaggia il Giro

Tutti a Burgas

Stamattina erano a Burgas. E abbiamo visto passare molte squadre. Infatti hanno provato la parte cittadina del circuito che domani assegnerà la tappa e, di conseguenza, la prima maglia rosa del Giro 2026. C’erano operai al lavoro che ripulivano le strade dal ghiaino con la vecchia scopa di paglia… e lo smartphone in mano, le transenne montate. Il tutto mentre il traffico di Burgas che scorreva quasi ignaro di quello che sta per succedere. Quasi. Perché i cartelli del Giro sono ovunque e perché ieri la popolazione ha risposto presente alla grande.

«Abbiamo provato il finale oggi perché, come dicevo, è stato tutto un corri, corri – ci racconta Consonni – e devo dire che almeno facendolo in allenamento sembra impegnativo. Ci sono tutti lunghi strappi dolci. E’ un saliscendi che può far male. In corsa non si dovrebbero sentire o fare la differenza, ma certo è che se capiti in qualche intoppo, se devi frenare e ripartire, allora il discorso cambia. E possono diventare duri per davvero.

Milan ha vinto la maglia ciclamino nel 2023 e nel 2024. Va a caccia della terza

Milan ha vinto la maglia ciclamino nel 2023 e nel 2024. Va a caccia della terzaMilan ha vinto la maglia ciclamino nel 2023 e nel 2024. Va a caccia della terza

La tempesta perfetta

«Anche il finale, con l’ultima curva che tira, non è male per Milan. E non lo è perché serve potenza: se si è dietro si fa più difficoltà a risalire. Mentre se fosse stato il contrario, anche se si era davanti, poi poteva piombare qualcuno all’improvviso da dietro. No, bene dai. Jonathan sta bene. Anche lui inizia a sentire la corsa. Vediamo un po’. Ma non sarà facile perché ci sono tanti corridori che possono fare bene. Almeno una quindicina».

Almeno una quindicina, dice Consonni. E in effetti non ha tutti i torti. I presupposti per la tempesta perfetta ci sono tutti. Il vento non manca, anche se domani è dato in attenuazione. La tappa è breve, 147 chilometri e piatta. E’ la prima frazione e oltre alla tappa c’è in palio la maglia rosa. E’ un arrivo per sprinter, ma non è iper veloce. Le energie sono fresche per tutti e la voglia di mettersi in mostra non manca di certo. «Il fatto che ci sia una speranza, anche piccola, per tanti atleti, renderà la corsa molto nervosa. Imprevedibile. Per questo domani bisognerà interpretare la tappa come una classica», ha aggiunto Consonni.

La Trek Madone di Milan, finita di montare pochi minuti faLa Trek Madone di Milan, finita di montare pochi minuti fa

Per il friulano è stato costruito appositamente un manubrio largo 44 centimetriPer il friulano è stato costruito appositamente un manubrio largo 44 centimetri

Tappa veloce e tanti watt da sfogare: Milan ha optato per una monocorona da 56 dentiTappa veloce e tanti watt da sfogare: Milan ha optato per una monocorona da 56 denti

La Trek Madone di Milan, finita di montare pochi minuti faLa Trek Madone di Milan, finita di montare pochi minuti fa

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Per il friulano è stato costruito appositamente un manubrio largo 44 centimetriPer il friulano è stato costruito appositamente un manubrio largo 44 centimetri

Milan, il treno e la bici

Intanto fuori i meccanici stanno preparando la Trek di Milan. L’hanno tenuta per ultima. Giulio Ciccone sistemava la sua, che sarà tutta nera e con lo stemma del Pirata sull’orizzontale. Jonathan userà una monocorona molto grande. Sta bene e non lo ha nascosto. Ha lavorato tanto per questo Giro d’Italia. In fin dei conti è la maglia verde uscente del Tour de France e può puntare alla terza maglia ciclamino. E’ senza dubbio lui il faro degli sprinter.

Anche se il livello, ci dicono gli esperti, è molto più alto di quello che sembra in fatto di ruote veloci. «Ci sono nomi molto validi e corridori in forma. Vedrete che le tappe in volata saranno bellissime», ci aveva detto en passant Jacopo Guarnieri. Non bisogna farsi ingannare dal fatto che non ci siano Tim Merlier e Jasper Philipsen.

«E’ un giorno molto importante per me – ha detto ieri tra le varie interviste in mixed zone Milan – ma non sarà facile. Il percorso lungo la costa ci espone al vento trasversale e si potrebbe frazionare il gruppo. L’anno scorso ho vinto al Tour, ma anche in quel caso i ventagli avevano già smembrato il gruppo. Anche questa volta mi aspetto che tutti i miei avversari siano in forma smagliante e dovrò dare il massimo.

«Dopo la Roubaix ho lasciato la bici ferma per tre giorni, cosa di cui avevo davvero bisogno. Poi ho ripreso gradualmente e ho persino fatto degli allenamenti in pista. Nel complesso la preparazione è stata davvero ottima. La primavera è andata bene».

Milan però si presenta con un treno un po’ rivisto. Non c’è Edward Theuns che era un po’ il road captain e, da uomo esperto in casa Lidl-Trek, hanno inserito al suo posto un giovane: Tim Torn Teutenberg. Tuttavia saranno soprattutto Max Walscheid e appunto Simone Consonni a scortare Jonathan negli ultimi mille metri. Simone in particolare sarà il lead out.

Ma il friulano non si spaventa: «La cosa più importante è che ho sempre avuto un treno forte in questa squadra, e così è ancora adesso».