hantavirus

Cresce la preoccupazione per il focolaio di virus Andes partito nella nave MV Hondius in crociera nell’Oceano Atlantico e che ha già visto la morte di tre passeggeri (un uomo olandese di 70 anni, una donna olandese di 69 anni e una donna tedesca) e il contagio di almeno altri cinque. L’OMS ha confermato che a provocare l’episodio epidemico è il virus Andes, l’unico tra gli hantavirus in grado di trasmettersi da un essere umano a un altro. La nave, partita il 1° aprile da Ushuaia, in Patagonia, al momento è in viaggio verso le isole Canarie dove si prevede che arriverà sabato.

mappa crociera hantavirus

20 MARZO: 149 persone, di cui 88 passeggeri di 23 nazionalità, si imbarcano sulla nave MV Hondius. Tra loro c’è la coppia di olandesi deceduti, che nei giorni precedenti all’imbarco avevano intrapreso un viaggio tra Cile e Argentina. Una delle ipotesi è che marito e moglie abbiano contratto il virus proprio durante questo viaggio prima della crociera, si ipotizza facendo birdwatching.

1° APRILE: la MV Hondius parte dall’Argentina.

5-6 APRILE: durante la tappa alle Isole Sandwich, il marito olandese manifesta i primi sintomi: febbre, mal di testa, dolori addominali e diarrea. Nei giorni successivi l’uomo sviluppa anche difficoltà respiratorie.

11 APRILE: il passeggero olandese muore. In questa fase non è noto che la causa della morte è il virus Andes. Nel frattempo il medico di bordo e il suo assistente, che sono entrati in stretto contatto con il deceduto, hanno contratto il virus e cominciano a mostrare i primi sintomi. La salma rimane a bordo, in una cella frigorifera, per quasi due settimane.

22-24 APRILE: dopo una tappa nell’arcipelago Tristan da Cunha, la nave raggiunge l’isola di Sant’Elena. Qui, insieme alla salma, sbarca la moglie dell’olandese, già con sintomi evidenti, per tornare nei Paesi Bassi. Sbarcano anche almeno 29 passeggeri di almeno 12 nazionalità, che poi sarebbero tornati nei rispettivi luoghi di origine.

25 APRILE: la donna olandese vola verso Johannesburg, con l’intenzione di fare lì scalo e tornare nei Paesi Bassi. Viene però fatta scendere dall’aereo per via delle sue precarie condizioni di salute, e portata in ospedale a Johannesburg.

26 APRILE: la donna muore in ospedale.

27 APRILE: durante una tappa all’Isola dell’Ascensione, un altro uomo britannico, di 69 anni, che da pochi giorni presentava sintomi, viene trasferito a Johannesburg dove viene ricoverato in terapia intensiva.

28 APRILE: una donna tedesca, rimasta nella nave, comincia a sviluppare febbre, malessere e sintomi polmonari.

2 MAGGIO: la donna muore a bordo della nave. Nello stesso giorno il laboratorio in Sudafrica che ha analizzato il cadavere dell’olandese deceduto conferma che la morte è avvenuta per hantavirus.

3 MAGGIO: la MV Hondius fa tappa a Capo Verde. I contagiati che presentano sintomi (tra cui il medico di bordo della nave) vengono visitati dai medici locali.

4 MAGGIO: viene confermata la morte per hantavirus anche per la donna olandese. La notizia comincia a diffondersi in tutto il mondo e scatta l’allerta internazionale. L’OMS viene notificata dell’accaduto e prende piede l’ipotesi che il virus sia stato portato a bordo della nave da qualcuno che lo aveva contratto prima dell’imbarco.

6 MAGGIO: dopo lunghi negoziati con l’OMS, l’ECDC e il governo spagnolo, la nave ottiene l’autorizzazione a raggiungere le isole Canarie. Parte da Capo Verde dopo aver fatto evacuare tre casi di virus Andes, due diretti nei Paesi Bassi (tra cui un uomo inglese di 56 anni) e uno in Germania, affinché ricevano cure mediche. L’arrivo della nave all’isola di Tenerife è previsto per sabato 9 maggio. Nel frattempo, l’OMS conferma che il virus che ha causato i tre decessi è il virus Andes.

7 MAGGIO: un’assistente di volo della compagnia KLM che era stata in contatto con la donna olandese durante il suo tentativo di imbarco verso i Paesi Bassi, viene ricoverata ad Amsterdam. Al momento non è noto se ha contratto il virus Andes.

A oggi sono confermati 3 decessi per virus Andes (l’uomo e la donna olandesi e la donna tedesca) e altri 5 casi confermati: l’inglese ricoverato a Johannesburg (ora in condizioni stabili), un altro inglese ricoverato nei Paesi Bassi sbarcato a Capo Verde, un uomo sbarcato a Sant’Elena e attualmente ricoverato a Zurigo e le altre due persone sbarcate a Capo Verde.

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