Unai Emery si conferma l’uomo del giovedì notte e conquista la sua sesta finale, mentre i tedeschi superano i portoghesi rimasti in dieci

Iacopo Iandiorio e Elmar Bergonzini

7 maggio 2026 (modifica alle 23:31) – MILANO

Per i gol, ripassare il giovedì. Se le gare di ritorno delle due semifinali di Champions hanno deluso le attese, perlomeno in fatto di realizzazioni, altrettanto non si può dire per l’Europa League che, per una volta, si prende la scena rispetto alla sorella decisamente più nobile e desiderata. Merito dell’Aston Villa: sotto gli occhi di uno scatenato principe William, la squadra di Birmingham travolge 4-0 il Nottingham Forest (reti di Watkins, Buendia e doppietta di McGinn) e ribalta lo svantaggio dell’andata (0-1) regalandosi un posto in finale a Istanbul il prossimo 20 maggio. Per Unai Emery (che ha vinto il trofeo quattro volte sulle panchine di Siviglia e Villarreal e perso con l’Arsenal) sarà la sesta volta: il tecnico spagnolo avrà dunque la possibilità di ritoccare il proprio record. Dovrà però vedersela con il Friburgo di Vincenzo Grifo, che ha superato 3-1 il Braga rimasto in dieci dopo appena 6′.

aston villa-nottingham 4-0—  

C’ è anche il Principe William a festeggiare sugli spalti del Villa Park di Birmingham. I Villans tornano in una finale europea dopo oltre 40 anni (e non vincono un titolo da 30), da quella Coppa dei Campioni vinta nel 1982. Per il loro condottiero, il basco di Hondarribia Unai Emery, 54 anni, sarà la sesta finale europea in carriera, e va all’assalto della quinta Europa League. Ne ha vinte tre col Siviglia e una col Villarreal, è il tecnico più vincente di sempre di questa manifestazione, compresa la ex Coppa Uefa. Il Villa recupera dallo 0-1 dell’andata a Nottingham con un gol nel primo tempo e la tripletta nella ripresa: a segno Watkins, e poi l’argentino Buendia dal dischetto e capitan McGinn ne fa due, come già in Premier a gennaio scorso. E adesso la finale di Istanbul contro il Friburgo di Grifo. 

la partita—  

Premesse Aston Villa senza Onana in mezzo infortunato, out anche Barkley e Kamara. Unai Emery sembra scegliere un insolito 3-5-2 con l’ex United Lindelof fra i centrali di difesa, e Cash e Digne terzini in fascia. Ma in realtà Lindelof sale spesso in mediana ad affiancare Tielemans, mentre l’argentino Buendia è libero di spostarsi a sinistra, di scambiare posto col fantasista Rogers e dialogare con le due punte in un 4-2-3-1 classico. Il Forest del portoghese Vitor Pereira, quarto tecnico della stagione a Nottingham, porta in panchina il leader Gibbs-White con mascherina alla Osimhen dopo un infortunio al viso, fuori anche l’ex granata Ola Aina, l’italiano Savona, ko da gennaio, e Hudson-Odoi. Si parte Al 9’ l’esterno del Forest Hutchinson da destra prova il tiro a giro, di poco fuori. Ma è un fuoco di paglia. La partita presto la fanno i padroni di casa. Ci provano Pau Torres di testa, Buendia da fuori area due volte e poi Tielemans che ritenta da lontano. Dai e dai il Villa passa. Al 36’ finalmente Buendia dribbla in area Anderson e Jair Cunha, guarda al centro e serve Watkins, fasciato in testa per uno scontro precedente con Morato, che firma il facile 1-0, 16° gol in stagione per lui, quinto in Europa. Ripresa Il Villa diventa una valanga. Dopo 10’ c’è una punizione e c’è anche la maglia strattonata di Pau Torres in area da parte dell’ex viola Milenkovic. Su richiamo del Var, l’arbitro Nyberg va al video: c’è rigore. Segna Buendia, fra i top in campo. Poi subito un gol annullato a Watkins per fuorigioco. Ma i Villans non perdono la concentrazione. Nel Forest si rivede l’ex Udinese e Napoli Lucca. Ma si nota soprattutto capitan McGinn, che firma una doppietta in 3 minuti. Digne trova con un lancione Rogers, tocca Watkins per capitan McGinn e 3-0. E poi il poker: stavolta Rogers serve il capitano a destra e a giro fa 4-0. Lo scozzese McGinn, assente nell’ultimo ko col Tottenham, ha segnato ben 8 gol su 9 in stagione in casa. Si chiude con 13 tiri a 6 per i padroni di casa, di cui 10 a 2 in porta: non c’è stato confronto. D’altronde l’Aston Villa aveva chiuso il girone al 2° posto, con 7 successi su 8, il Forest al 13° ed era passato solo ai rigori col Midtjylland agli ottavi. È la legge del Villa, e quella di Emery.

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friburgo-braga 3-1—  

Risultato ribaltato. Il Friburgo conquista, per la prima volta nella sua storia, la finale d’Europa League battendo 3-1 il Braga nella semifinale di ritorno. Una settimana fa i tedeschi erano stati battuti, subendo la rete decisiva in pieno recupero, per 2-1. La gara di ritorno è stata paradossalmente indirizzata da Mario Dorgeles, che aveva deciso la partita d’andata: il 21enne ivoriano, al 6’, ha lasciato i suoi in 10 stendendo Matanovic, lanciato a rete, con un fallo da dietro. Da quel momento per il Friburgo vincere è quasi un obbligo: il Braga si abbassa e lascia pochi spazi, ma su cross dell’italiano Grifo dalla destra è Vitor Carvalho a liberare male di testa e a innescare così Kubler che, seppur in maniera impacciata, riesce a battere Horniecek. A pochi minuti dall’intervallo è arrivato, questo bellissimo, il 2-0 di Manzambi, bravo a pescare l’angolino con un tiro dalla distanza. La poca abitudine del Friburgo a partite di questo livello si palesa quando la gara sembra chiusa: i tedeschi abbassano l’attenzione e prestano il fianco al Braga che si riversa in avanti spinto dalla disperazione. Victor Gomez manda a vuoto il portiere avversario con una finta, ma i suoi sogni di gloria si infrangono sul palo. Sulla respinta è Zalazar a sprecare un’altra occasione, facendosi respingere il tiro a porta vuota da Lienhart. Il Friburgo risponde a inizio ripresa con Grifo (palo), ma per il resto nella formazione di Schuster emerge un certo timore. Ogni pallone è pesante, la paura di sbagliare è percepibile. Il 3-0 arriva su punizione di Grifo e colpo di testa di Kubler, ma subito dopo segna pure il Braga con Victor, anche se in inferiorità numerica. Fra i tedeschi aumenta il nervosismo, ma, seppur a fatica, mantengono il vantaggio. Guadagnandosi la finale del 20 maggio, dove sfideranno il favoritissimo Aston Villa.