In copertina, da sinistra verso destra: BOSCO COLTO 2023. NOWA e Analogique, Incroci e sinestesie. Foto © Piermanuele Sberni. Costruzione Arnia urbana, Gianfranco Gianfriddo, SDS di Siracusa in Architettura e patrimonio culturale, BOSCO COLTO Campus 2023. Foto@Piermanuele Sberni. Costruzione La Timidité des cimes per il Giardinodella Costituzione, Atelier Poem, BOSCOCOLTO Campus 2025. Foto @Artem Khotulev
Dal 30 luglio al 9 agosto 2026, il Bosco e il Borgo di Santo Pietro, a Caltagirone (CT), ospiteranno la nuova edizione di BOSCO COLTO Campus, programma di progettazione, autocostruzione, arte e scrittura rivolto a studenti, giovani laureati e professionisti.
Il tema dell’edizione 2026, Thinking with Animals / Pensare animale, invita i partecipanti a interrogarsi sui modi in cui l’architettura può imparare dal vivente: non imitando il mondo animale, ma provando a osservare il bosco dall’interno, a riconoscere la conoscenza che nasce dal contatto, dalla reciprocità e dalla relazione con ciò che è altro dall’umano.
Dal 2022, l’iniziativa lavora nel territorio di Santo Pietro, uno dei paesaggi più vulnerabili della Sicilia sud-orientale: una vasta sughereta attraversata da sentieri antichi, radure e tracce di un’agricoltura ormai rarefatta. Il bosco, segnato da incendi, desertificazione, abbandono e spopolamento, diventa ogni estate un parco sperimentale fatto di piattaforme, padiglioni, micro-architetture e dispositivi spaziali.
Accanto al bosco, il Borgo di Santo Pietro, costruito tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra come insediamento rurale e poi progressivamente abbandonato, conserva ancora la geometria essenziale delle case e degli spazi collettivi. Tra la sughereta e il borgo, il campus costruisce, anno dopo anno, un laboratorio temporaneo transdisciplinare in cui architettura, ecologia, arti visive e pratiche vernacolari si intrecciano in un processo di costruzione collettiva.
Durante il campus, i partecipanti lavoreranno con architetti, artisti e docenti sul concetto di Satoyama applicato al contesto siciliano, sul rapporto tra ceramica, suono e pratiche partecipative, sulla costruzione di padiglioni capaci di accogliere umani e non umani, sulla ricerca dedicata all’Ordine delle Querce di Santo Pietro – comunità legata all’origine stessa del bosco – e sul riassemblaggio di alcuni elementi architettonici storici del Palazzo comunale di Caltagirone, con l’obiettivo di dare forma a un palazzo trans-specie, aperto a forme di uso e trasformazione non esclusivamente umane.
Sono previsti anche seminari di approfondimento storico e teorico sui temi dei workshop, sulle fragilità territoriali dell’area, sulla frana di Niscemi e sui conflitti geopolitici in corso nel Mediterraneo, anche in relazione alla presenza, nel territorio, del sistema MUOS – Mobile User Objective System della US Navy.
BOSCO COLTO Campus 2026 è promosso da Makramè APS, in collaborazione con Errare, TEArch e UniCT. La direzione scientifica è affidata a Marco Navarra, Dario Felice, Beatrice Fontana e Antonio Scarponi.

BOSCO COLTO 2022. Antonio Scarponi (Conceptual Devices Design), Tempietto vivaio. Foto © Piermanuele Sberni
I workshop
Sicilian Satoyama | Workshop di costruzione
Yoshiharu Tsukamoto, cofondatore di Atelier Bow-Wow, guiderà il workshop Sicilian Satoyama, dedicato alle strategie di paesaggio rurale e alla costruzione di un padiglione agricolo per Casa BOSCO COLTO.
Il laboratorio prosegue la ricerca avviata nel 2025 sul concetto di Satoyama applicato al contesto siciliano. Dopo la mappatura delle imprese locali e lo studio dei cicli produttivi tradizionali legati a sughero, canapa e fico d’India, il gruppo lavorerà alla definizione di una strategia per un nuovo paesaggio rurale.
Il workshop prevede la progettazione e costruzione di un padiglione a servizio dei terreni agricoli di Casa BOSCO COLTO, ispirato al progetto Kamanuma, a Tokyo. Realizzato con materiali provenienti dal territorio, il padiglione sarà una micro-infrastruttura leggera, pensata per osservare e attivare le relazioni tra bosco, agricoltura e comunità.
Nato a Kanagawa nel 1965, Tsukamoto ha fondato Atelier Bow-Wow con Momoyo Kaijima nel 1992. Professore presso l’Institute of Science Tokyo, ha sviluppato una ricerca che attraversa architettura, spazio pubblico, arredo, indagine sul campo, educazione, mostre e curatela. Il suo lavoro si basa sulla teoria della Behaviorology, orientata alla ricostruzione dei beni comuni attraverso un migliore accesso alle risorse locali. Nel 2022 ha ricevuto il Wolf Prize in Architecture.

BOSCO COLTO 2023. NOWA e Analogique, Incroci e sinestesie. Foto © Piermanuele Sberni.
Sound, Ceramics and Communities | Workshop di arte
Gli artisti Domenico Mangano e Marieke van Rooy, con la curatela di Salvatore Lacagnina, guideranno il workshop Sound, Ceramics and Communities, dedicato al rapporto tra ceramica, suono, performance e pratiche partecipative.
Il laboratorio si inserisce nel progetto omonimo, realizzato con il sostegno del programma Italian Council 14 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, in collaborazione con Makramè/BOSCO COLTO.
Al centro del workshop c’è la ceramica come pratica materiale e culturale radicata nei territori. Lavorare l’argilla significa confrontarsi con risorse locali, saperi artigianali, ambienti naturali e comunità. A partire dalle sperimentazioni già avviate nelle precedenti edizioni del campus, durante le quali sono stati realizzati fischietti e strumenti a fiato, il laboratorio approfondirà la costruzione di dispositivi sonori in ceramica.
Gli artisti condivideranno con i partecipanti anche le esperienze maturate durante la residenza alla Jatiwangi Art Factory, in Indonesia. La cottura degli oggetti ceramici sarà sperimentata attraverso un forno speciale a legna di tipo train kiln.
La seconda parte del workshop sarà dedicata all’uso degli strumenti ceramici all’interno di una performance partecipativa, pensata in relazione sia all’ambiente naturale del Bosco di Santo Pietro sia alla città di Caltagirone. Il laboratorio costituirà l’anteprima di una performance finale prevista a Caltagirone nell’ambito del progetto Italian Council e della chiusura di BOSCO COLTO Campus.
Domenico Mangano, nato a Palermo nel 1976, e Marieke van Rooy, nata a Weert, nei Paesi Bassi, nel 1974, lavorano insieme dal 2014 ad Amsterdam. La loro pratica intreccia ricerca d’archivio, sperimentazione artistica e metodologie partecipative attraverso film, installazioni, murales, ceramiche e performance. Il loro lavoro è presentato a livello internazionale in musei, biennali e festival.

Da sinistra verso destra: Workshop”Il rumore del fango indurito dal fuoco”,Domenico Mangano e Marieke van Rooy, BOSCO COLTO Campus 2025. Foto di @Giuliana Lo Presti. Performance finale”Il rumore del fango indurito dal fuoco”, Domenico Mangano e Mariekevan Rooy, BOSCO COLTO Campus 2025. Foto di @Artem Khotulev
Observatories | Workshop di fabbricazione digitale
Food Hack Lab guiderà il workshop di fabbricazione digitale Observatories, finalizzato alla progettazione e costruzione di un osservatorio territoriale di piccola scala nel Bosco di Santo Pietro.
Il laboratorio sviluppa il lavoro avviato lo scorso anno con Tools of Subsistence, dedicato ai dispositivi per la trasformazione e conservazione del cibo, e lo evolve in una ricerca-azione centrata sull’osservazione della Critical Zone del sistema boschivo.
Nel corso degli otto giorni di attività, i partecipanti progetteranno e realizzeranno un unico dispositivo fisico situato: una micro-architettura pensata come strumento di indagine per leggere i processi ecologici e le trasformazioni ambientali del bosco. Utilizzando materiali provenienti dal territorio e tecnologie open source, il workshop porterà alla costruzione di un sistema capace di misurare e interpretare dati ambientali – suolo, umidità, luce, suoni e microclimi – traducendoli in una forma spaziale low-tech.
Fondato nei Paesi Baschi nel 2015, Food Hack Lab è un’organizzazione no profit che si occupa di osservazione, hacking e diffusione di tecnologie lungo l’intera filiera alimentare, dalle tecniche ancestrali agli strumenti digitali. La sua attività mette in relazione saperi vernacolari, pratiche collaborative e tecnologie aperte attraverso workshop, ricerche ed eventi pubblici, spesso sviluppati con artisti, designer e comunità locali. Dal 2019 il gruppo sviluppa LURLAB, una rete di fablab rurali e periurbani dedicata all’accesso agli strumenti di fabbricazione e alla progettazione collaborativa in contesti non urbani.

Il Bosco di Santo Pietro. Foto © Piermanuele Sberni
Indagine sull’Ordine delle Querce di Santo Pietro | Workshop di scrittura
Fabio Ciaravella guiderà Indagine sull’Ordine delle Querce di Santo Pietro, un laboratorio di ricerca collettiva dedicato al bosco come archivio vivente.
Il gruppo interdisciplinare di partecipanti lavorerà sulle tracce dell’Ordine delle Querce di Santo Pietro, comunità che, secondo le ricerche avviate da BOSCO COLTO, sarebbe nata tra il VI e il VII secolo d.C. e sarebbe legata all’origine stessa del Bosco di Santo Pietro. Per oltre mille anni, l’Ordine avrebbe custodito una visione equilibrata del rapporto tra comunità umane, natura, bosco e centri abitati vicini, fino alla sua interruzione alle soglie del Novecento.
Il workshop combinerà camminate esplorative, raccolta di memorie visive e orali, studio di documenti storici e mappature. Attraverso strumenti dell’archeologia sociale, della scrittura e dell’arte, i partecipanti costruiranno una contro-narrazione del territorio a partire dalle tracce di una comunità che, per secoli, avrebbe custodito il bosco senza dominarlo.
I risultati del laboratorio confluiranno negli studi promossi da BOSCO COLTO sull’Ordine delle Querce, avviati nel 2024.
Fabio Ciaravella lavora tra architettura, arte e sociologia. È stato fellow presso l’ACT del MIT di Boston ed è cofondatore del collettivo artistico Studio ++. Dirige il progetto Architecture of Shame, dedicato al rapporto tra architettura e vergogna in Europa. Svolge attività didattica presso l’Università di Firenze, l’accademia ABADIR di Catania e il master interdisciplinare Futuro Vegetale, dove tiene il corso di Innovazione sociale e arte pubblica.

Torre Piezometrica, Borgo di Santo Pietro. Foto © Piermanuele Sberni
Twinpalace | Workshop di costruzione
La Direzione scientifica di BOSCO COLTO Campus guiderà per la prima volta un workshop speciale di costruzione: Twinpalace, dedicato al riassemblaggio di alcuni elementi architettonici storici del Palazzo comunale di Caltagirone.
Il laboratorio assumerà come campo di lavoro il recupero degli infissi lignei del palazzo civico, progettato nella metà dell’Ottocento dall’architetto Gianbattista Nicastro. In vista della loro sostituzione, gli elementi storici saranno smontati e riutilizzati come materiale di progetto per dare forma a una nuova configurazione all’interno di Casa BOSCO COLTO.
Gli infissi, caratterizzati da lavorazioni e dettagli decorativi, saranno considerati come parti di un archivio operativo: non semplici materiali di recupero, ma frammenti capaci di trasferire altrove la memoria costruttiva e urbana del palazzo.
Il workshop introduce l’idea di palazzo trans-specie, una struttura aperta a forme di uso e trasformazione non esclusivamente umane. Il riassemblaggio degli elementi storici darà vita a una configurazione capace di evolvere nel tempo e di entrare in relazione con il vivente.
A coordinare il laboratorio saranno Dario Felice di ANALOGIQUE, Marco Navarra di NOWA, Beatrice Fontana e Antonio Scarponi dell’Institute for Spatial Thinking. La loro attività si colloca tra ricerca accademica, pratica progettuale e sperimentazione sul campo, con un approccio che interpreta il progetto come strumento per leggere e attivare le trasformazioni del paesaggio, interrogando i cicli di vita della materia e le relazioni tra ambienti e forme multispecie dell’abitare.

Da sinistra verso destra: Costruzione BASE, Beatrice Fontana e Antonio Scarponi, Institute for SpatialThinking,BOSCO COLTO Campus 2025. Foto @Artem Khotulev. Performance finale “Sicilian Satoyama”, Yoshiharu Tsukamoto (Atelier BowWow), BOSCOCOLTO Campus 2025. Foto @Artem Khotulev.
Il campus è rivolto a 40 partecipanti che siano studenti universitari, laureandi, neolaureati in architettura, agraria, pedagogia, dams, design, accademie di belle arti e materie affini ai workshop, che alla data di iscrizione risultino maggiorenni.
Per partecipare è necessario compilare il modulo online, entro il 25 maggio 2026.
Ogni candidato, dovrà presentare una breve lettera motivazionale e un portfolio sintetico (8 pagine), contenente una selezione di lavori o esperienze significative che indirizzino le proprie propensioni e desideri.
La quota di partecipazione è di:
- 390 euro per le iscrizioni Early Call, fino al 10 maggio 2026, salvo esaurimento posti
- 450 euro per le iscrizioni Regular Call, fino al 30 maggio 2026, salvo esaurimento posti
La quota comprende l’iscrizione ai workshop, acqua gratuita per tutto il periodo di permanenza, kit di benvenuto con bag e T-shirt BCC26, assicurazione, materiali di lavoro e tesseramento all’associazione Makramè APS.
Il pagamento è suddiviso in un acconto di 200 euro al momento dell’iscrizione e nel saldo restante da versare entro il 30 maggio 2026.
BOSCO COLTO CAMPUS 2026 – THINKING WITH ANIMALS / PENSARE ANIMALE
30 luglio – 9 agosto 2026
Dove: Bosco e Borgo di Santo Pietro,
Caltagirone (CT)
Iscrizioni early→ entro il 10 maggio
Iscrizioni Regular→entro il 30 maggio 2026
+info: boscocolto.org
pubblicato il: 07/05/2026