Sono ormai sette anni che non vediamo un nuovo film di Star Wars al cinema. Nella storia del franchise creato da George Lucas, non si tratta di un lasso di tempo particolarmente significativo, considerato che fra la prima trilogia e la seconda (quella dei prequel) sono trascorsi 16 anni, mentre fra quella e la terza (quella dei sequel) ne sono passati dieci.
Tuttavia, quando Disney ha acquisito Lucasfilm nel 2012 per oltre 4 miliardi di dollari, non sembrava nei suoi piani lasciare a lungo inattivo uno dei franchise di maggior successo nella storia del cinema, almeno per quanto riguarda il grande schermo. Il piano iniziale era simile a quello seguito con il Marvel Cinematic Universe: puntare su capitoli principali distribuiti in trilogie e affiancati da film standalone, in modo che i fan dovessero recarsi al cinema praticamente ogni anno.
La prima trilogia dell’era Disney è stata all’altezza delle aspettative in termini di incassi, ma con risultati molto disomogenei tra un capitolo e l’altro: il primo, Il risveglio della Forza (2015), ha superato i 2 miliardi di dollari al botteghino; mentre l’ultimo, L’ascesa di Skywalker (2019), ne ha incassati solo la metà, in gran parte a causa di un’accoglienza molto tiepida da parte di critica e fan, che hanno messo (e mettono tuttora) in discussione molte delle scelte narrative.
Se ogni uscita cinematografica di Star Wars garantisse almeno un miliardo di dollari di incassi ogni 12 mesi, forse il piano iniziale avrebbe retto, ma i segnali d’allarme hanno iniziato ad arrivare un anno prima, nel 2018, quando il film dedicato a Han Solo non ha raggiunto nemmeno i 400 milioni di dollari al botteghino a fronte di un budget di 275 milioni. Pertanto (una volta sommati i costi di distribuzione, promozione e marketing) è risultato in perdita: un fatto impensabile per il franchise.
Il film era stato afflitto anche da problemi di produzione: i suoi registi, Phil Lord e Christopher Miller, hanno infatti abbandonato il progetto dopo mesi di riprese a causa di divergenze creative con Lucasfilm, e Ron Howard ha dovuto prenderne le redini all’ultimo momento.