Pesaro, 8 maggio 2026 – La Vuelle non potrà avere la certezza di giocare alla Vitrifrigo Arena i playoff nei prossimi anni esattamente come sta succedendo adesso. Salvo che non ci sia una diversa volontà politica dell’amministrazione comunale alla quale l’Aspes, che gestisce il palazzo dello sport, darebbe esecuzione. E’ questa, in sintesi, una delle conclusioni a cui si arriva dopo la lunga audizione di Luca Pieri, presidente di Aspes, in commissione enti partecipati. Pieri alla fine arriva a queste tre possibilità: la prima è che si rinunci a ogni evento nel palazzo dello sport tra fine aprile e inizio giugno per lasciare spazio agli eventuali playoff della Vuelle; la seconda è che, volendo invece ospitare eventi, si rischino sovrapposizioni con il basket e quindi conseguente esilio della squadra come quest’anno; la terza è valutare un piano B cittadino, che secondo Pieri sarebbe rendere il PalaCampanara adatto alla Vuelle in caso di emergenza.

Luca Pieri alla commissione enti partecipati

Luca Pieri alla commissione enti partecipati

Pieri in commissione

Il presidente di Aspes ha giocato la partita di ieri in commissione su due piani, uno tecnico e l’altro politico. Sul primo fronte ha messo in fila regolamenti, contratti, lettere e tutto ciò che ha caratterizzato i rapporti tra l’azienda che lui guida, il Comune e la Vuelle. Ad ascoltarlo e incalzarlo c’erano i membri della commissione Giulia Marchionni (presidente), Cristina Canciani, Francesca Tomassoli, Lorenzo Montesi, Evelina Anniballi e anche gli altri consiglieri comunali Giovanni Corsini, Daniele Malandrino e Marco Lanzi.

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Il primo quesito l’ha posto Giulia Marchionni, che ha messo di fronte a Pieri il disciplinare approvato dal Comune che regola l’uso della Vitrifrigo Arena e nel quale, detto brevemente, viene data prelazione alla Vuelle nell’uso del palazzo dello sport. Pieri ha subito bloccato la Marchionni: “Ma c’è un passaggio importante – ha detto – perché in quel disciplinare si parla di specifici accordi successivi. Noi abbiamo firmato un contratto con la Vuelle il 30 settembre 2025 solo per le 19 partite della regular season”. In serata, poi, Pieri ha voluto spiegare meglio questo passaggio che in prima battura poteva essere letto così: i playoff sono stati lasciati fuori dagli accordi. “Il contratto – ha spiegato – è solo una questione tecnica, funziona così da sempre. Non significa che i playoff siano stati lasciati fuori, né da noi né dalla Vuelle, che ha sempre chiesto di poterli disputare all’Arena”.

Le sovrapposizioni

Perché ci siamo ritrovati con la Champions League di calcio a 5 e la convention di Tecnocasa che fanno sloggiare almeno due volte la Vuelle? “Le interlocuzioni per il calcio a cinque con la Federazione sono iniziate il 16 aprile 2025 – ha spiegato Pieri – e ci tengo a dire che è stata un’iniziativa di Aspes che il Comune ha approvato. Anche con Tecnocasa la trattativa è andata avanti a lungo, mancava solo la data”.

Le lettere

“Il 30 giugno abbiamo comunicato alla Vuelle e al Comune le date in cui il palas sarebbe stato indisponibile: 13-16 maggio, 29-30 maggio, 1-7 giugno e 10-14 giugno, questi ultimi giorni poi sono tornati disponibili”. Nel frattempo, va detto che il 30 luglio la Lega Basket ha ufficializzato le date dei playoff, poi rimaste uguali tranne che uno spostamento per la finale. “Il 4 dicembre, come previsto dal disciplinare – ha proseguito Pieri – abbiamo comunicato le sopraggiunte indisponibilità”. E qui arriviamo alle date che hanno creato il caos: “Erano l’1 e il 2 maggio, dal 4 all’11 maggio per il calcio a cinque, il 16 maggio, dal 19 al 25 maggio per Tecnocasa (la Vuelle è stata coinvolta solo ad accordi già fatti, ndr). Sapevamo del rischio sovrapposizioni con i playoff ma con il Comune abbiamo deciso di andare avanti. Tecnocasa ha voluto esattamente quelle date e non dargliele avrebbe significato perdere definitivamente le loro convention in città. E non si poteva tecnicamente far convivere il loro raduno con la partita della Vuelle come era successo nel 2022. Il calcio a cinque è una manifestazione che abbiamo voluto e che non si poteva trasferire nell’Auditorium Scavolini. Non era nemmeno possibile far giocare la Vuelle il sabato (domani, ndr), cioè tra le semifinali e le finali”.

Quanto paga la Vuelle?

Anche di questo si è parlato e non è un tema di poco conto. “Per le 19 partite di campionato, la Vuelle paga 96.795 euro più Iva. Per ogni allenamento paga 77 euro all’ora, mentre per allenarsi alla palestra nord ne paga 49,35”.

E il vecchio palas?

“Nessuno vieta che all’Auditorium Scavolini si possa giocare a basket o a pallavolo – ha detto Pieri – ma non è possibile farci giocare la Vuelle e in generale le squadre professionistiche per questioni di distanze e di capienza”.

Il nodo economico

“La scelta di accettare gli eventi non è dettata dall’equilibrio economico di Aspes ma dall’impulso che generano per la città. E’ su questo che si deve ragionare”, ha detto Pieri sul fronte più politico. Dopo i playoff sarà il caso di provarci, a ragionare. Sperando che il Comune una cosa l’abbia capita: Pesaro non può mandare in esilio la Vuelle.