Dall’essere in onda con quattro programmi (tra il 2019 e il 2021) a non averne nemmeno uno. È accaduto nel 2023: nel mese di luglio Barbara D’Urso non è stata riconfermata alla conduzione di Pomeriggio Cinque e a fine anno, alla scadenza naturale del contratto, ha lasciato Mediaset dopo 20 anni. La conduttrice ha successivamente trascorso un periodo in Inghilterra. Tornata in Italia è entrata nel cast di Ballando con le Stelle in coppia con il ballerino Pasquale La Rocca (arrivata in finale si è classificata terza). Ad aprile 2026 Barbara D’Urso ha deciso di denunciare Mediaset. Sotto accusa – come anticipato da La Stampa – è finito un post social del profilo ufficiale Qui Mediaset di proprietà dell’azienda (che ha sempre sostenuto di aver subito un hackeraggio), e non sarebbe – secondo i legali della conduttrice – l’unica violazione del Codice Etico Mediaset: gli avvocati contestano anche il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per i programmi firmati come autrice in 16 anni di lavoro e per il format di sua proprietà, Live non è la D’Urso. Inoltre la conduttrice avrebbe avuto l’obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti di tutte le sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin. «L’azienda respinge ogni addebito mosso dalla signora d’Urso – si legge nella nota di Andrea Di Porto, avvocato di Mediaset -. L’azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà». Pertanto «le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate». Mediaset – continua la nota – «ha sempre agito nel rispetto degli obblighi assunti e in conformità con la propria linea editoriale, pertanto è fiduciosa sull’esito positivo della controversia». Smentite sono arrivate anche da Fascino (società di produzione televisiva di Maria De Filippi) e Toffanin. Il 24 aprile scorso Barbara D’Urso ha pubblicato via social un commento relativo alla vicenda: «Sto leggendo cose di fanta-denaro, di mie fanta-pretese. Sorrido. A breve saprete la verità, le vere motivazioni».