È ormai cominciata la corsa allo sviluppo, che a Miami ha già dimostrato di poter riscrivere le gerarchie. La Ferrari ha trovato ancora più prestazione dall’aerodinamica, ma paga il ritardo del motore, consolandosi nel vedere tante soluzioni proprie riprese dalla concorrenza. È il caso della McLaren, che ha compiuto un salto importante nelle curve a bassa velocità, e della Red Bull, che ha risolto i problemi di bilanciamento e dello sterzo. Nella nuova puntata degli Ingegneri del giovedì, Federico Albano e Carlo Platella fanno il punto della situazione, con il supporto delle telemetrie e delle grafiche.
McLaren scavalca Ferrari
La Ferrari, prima delle inseguitrici a marzo, ha momentaneamente accorciato il ritardo dalla Mercedes, introducendo un corposo pacchetto di aggiornamenti riguardanti il fondo e il diffusore. La telemetria dimostra che la SF-26 è migliorata ulteriormente nel guidato, ma la mancanza di cavalli dalla power unit si fa sentire, costringendo i piloti a chiedere di più alle gomme, accelerandone il degrado. Preoccupano inoltre le dichiarazioni di Lewis Hamilton, che accusa il simulatore di Maranello di averlo portato fuori strada, rifiutandosi di utilizzarlo in vista del Canada. Per il momento, la soddisfazione più grande per il Cavallino è vedere le proprie soluzioni riprese dagli avversari, segno di una ritrovata creatività e serenità in squadra.
Anche la McLaren ha portato tante novità, a cui seguirà un secondo pacchetto in Canada. La MCL40 è cambiata nel fondo, nel diffusore e nell’ala posteriore, compiendo un grande salto in avanti nelle prestazioni. I dati mostrano un balzo soprattutto nelle curve lente, una qualità che conferma lo stesso concetto di fondo delle monoposto papaya a effetto suolo. I campioni del mondo, inoltre, sono migliorati nello sfruttamento della power unit Mercedes, che a Miami ha spinto ben sette macchine alla zona punti.
Riecco Verstappen, ma Mercedes è ancora davanti
La grande sorpresa di Miami, però, è stata la Red Bull. La scuderia di Milton Keynes ha messo mano al fondo, alla carrozzeria, al diffusore e all’ala anteriore, portando inoltre un’interpretazione alternativa dell’ala mobile rovesciata, esprimendo ottime velocità sul dritto. La RB22 è migliorata soprattutto per bilanciamento e guidabilità, andando incontro alle preferenze di Verstappen. Il campione olandese ha beneficiato anche degli interventi allo sterzo, dopo essersi lamentato di problemi sin dal primo giro dei test a Barcellona.
Nel complesso, Ferrari, McLaren e Red Bull si sono tutte avvicinate alla vetta, dove però continua a esserci la Mercedes, pronta a portare il suo pacchetto di sviluppi in Canada. La squadra di Toto Wolff deve il suo ultimo successo anche al talento di Andrea Kimi Antonelli, più in sintonia con la W17 rispetto a Russell, esprimendo una migliore gestione gomma. L’impressione, comunque, è che per la Mercedes il campionato non sarà una passeggiata, con la concorrenza destinata ad avvicinarsi sempre di più.