Il regista Tinto Brass è stato ricoverato d’urgenza dopo tre mesi trascorsi bloccato in casa a causa della frana che ha colpito nei mesi scorsi Isola Farnese, il borgo romano dove vive. A confermare la notizia al Corriere della Sera è la moglie, Caterina Varzi, la quale aveva già sollevato il problema dell’isolamento nelle scorse settimane. Subito dopo la prima, parziale riapertura della strada, il maestro veneziano ha accusato un quadro clinico molto serio, legato a una grave infezione sistemica che ha reso necessario il trasporto immediato in ospedale. Fortunatamente, la tempra forte del regista ha reagito positivamente alle terapie: Brass è in fase di recupero e, a testimonianza del miglioramento, ha persino chiesto ai medici di poter fumare un sigaro.

La viabilità a singhiozzo e la denuncia della moglie

Se l’emergenza medica sembra essere sotto controllo, a preoccupare Caterina Varzi è ora il ritorno a casa, reso incerto da una gestione stradale che definisce precaria. Dalle pagine del Corriere della Sera, la moglie del regista lancia un nuovo e duro appello alle istituzioni, ricostruendo i disagi degli ultimi giorni. “L’altroieri è stata chiusa senza alcuna informazione ai residenti e da ieri c’è un’allerta meteo di 24/36 ore“, ha spiegato Varzi, riferendosi alla giornata di mercoledì 6 maggio. “Stamattina la strada è stata aperta per qualche ora e poi di nuovo chiusa: dovrebbe restare percorribile per le emergenze, io stessa per andare in ospedale sono dovuta passare”.

Per ovviare al blocco e consentire ai residenti di raggiungere il borgo, il proprietario del vicino Castello ha aperto l’accesso alle sue proprietà, obbligando però i cittadini a percorrere i noti 141 gradini della struttura. Una situazione inaccettabile secondo Varzi: “Dopo le promesse, i semafori incerti e le aperture parziali, ci ritroviamo ancora una volta a misurare l’isolamento con la fatica di quella scala, in un’emergenza che invece di progredire torna sui suoi passi, lasciando noi residenti a farci carico di tutta questa precarietà”.

Le critiche all’ordinanza e il blocco dei lavori

Il problema pratico si pone in vista di una futura dimissione di Tinto Brass: le continue chiusure stradali a singhiozzo rendono impossibile pianificare un rientro in sicurezza. Il dito è puntato contro le misure provvisorie adottate dal Campidoglio e sui ritardi per la messa in sicurezza definitiva della parete rocciosa. “L’ordinanza del sindaco Gualtieri appare del tutto inadeguata rispetto alla realtà”, attacca Varzi al Corriere, “poiché prevede la chiusura della strada ogni volta che scatta un’allerta meteo, anche solo gialla”. L’unica soluzione definitiva per Isola Farnese è la costruzione di una galleria paramassi, un’opera che tuttavia rimane bloccata. I lavori, infatti, sono subordinati a una complessa serie di adempimenti burocratici che coinvolgono sia il pubblico che la proprietà privata del Castello, dilatando di fatto i tempi di realizzazione all’infinito. A questo si aggiungono malfunzionamenti nei sistemi di controllo provvisori: nei giorni scorsi, i semafori collegati al monitoraggio del costone franoso hanno segnato il rosso, seppur brevemente, mentre l’illuminazione notturna nel tratto interessato risultava spenta.

La conclusione di Caterina Varzi è una richiesta di intervento immediato per sbloccare l’impasse burocratico: “Oltre allo sforzo fisico, è il peso psicologico di questo ‘eterno ritorno’ all’emergenza che logora di più, specialmente con il pensiero fisso a chi, come Tinto, sta lottando in ospedale. Siamo in una condizione di totale precarietà e il timore di precipitare nuovamente nell’isolamento è per noi fonte di una profondissima angoscia. Serve che la burocrazia si sblocchi e che si arrivi finalmente a una soluzione definitiva”.