Un giudice della Corte Superiore di Los Angeles, Ciny Pánuco, ha stabilito che Angelina Jolie non sarà obbligata a mostrare i messaggi privati scambiati con l’ex marito Brad Pitt in merito alla vendita della tenuta vinicola di 500 ettari Château Miraval, che entrambi avevano acquistato nel 2008 in Provenza, in Francia, e che dal 2022 si trova al centro di una disputa legale. All’epoca, l’attore aveva infatti intentato contro l’attrice una causa del valore di 35 milioni di dollari di danni per aver venduto la sua quota nonostante un presunto accordo precedente avesse stabilito che nessuno dei due avrebbe potuto procedere in tal senso senza l’approvazione dell’altro. Jolie, però, aveva sempre negato l’esistenza dell’accordo e aveva anzi risposto con una controquerela, nella quale aveva sostenuto che l’attore avesse agito solo per vendicarsi nei suoi confronti sia della fine del matrimonio, sia delle accuse di violenze che lei aveva reso note pubblicamente. Gli avvocati dell’attrice avevano inoltre sostenuto che Pitt si sarebbe rifiutato di rilevare la sua quota dell’azienda perché lei non voleva firmare un accordo di riservatezza “ideato per costringerla al silenzio sui suoi abusi e sui tentativi di insabbiamento”, con riferimento a un volo su un jet privato nel 2016 durante il quale l’attore avrebbe abusato verbalmente e fisicamente della sua famiglia. All’epoca, Jolie, che aveva poi avanzato richiesta di divorzio, aveva deciso di non sporgere denuncia, mentre dopo le indagini sull’accaduto, le autorità non avevano incriminato Pitt. Nell’ottobre 2025, il team legale dell’attore aveva chiesto che l’ex moglie rendesse noti 22 messaggi sulla vendita della cantina, che sarebbero stati rilevanti per dimostrare la sua condotta scorretta nei confronti di Jolie. Nel dicembre 2025, la Corte aveva poi ordinato all’attrice di produrre integralmente entro 45 giorni i documenti richiesti. Ora, però, il giudice Pánuco ha ribaltato la sentenza sulla base della considerazione che i messaggi siano protetti dal segreto professionale. Tuttavia, ha anche precisato che “ulteriori indagini potrebbero portare alla luce nuovi fatti che potrebbero potenzialmente confutare le affermazioni di Jolie”. Il giudice ha in ogni caso respinto, in quanto ritenuta ingiustificata perché la posizione di Pitt “non era priva di fondamento sostanziale”, la richiesta dell’attrice di sanzioni per un totale di 33.692,50 dollari.
L’AVVOCATO DI ANGELINA JOLIE: “UN’IMPORTANTE VITTORIA”
“Questa è un’importante vittoria per la signora Jolie”, ha dichiarato alla rivista People l’avvocato dell’attrice, Paul Murphy, che ha anche definito Brad Pitt “completamente fuori luogo quando ha cercato di accedere a documenti chiaramente coperti da segreto professionale. Nel comunicato, ha inoltre aggiunto che “questo fa parte del modus operandi del signor Pitt, che pretende di controllare tutto ciò che riguarda Angelina, compreso il controllo sulle sue comunicazioni con i suoi avvocati. Siamo estremamente soddisfatti che sia la Corte d’Appello che il tribunale di primo grado abbiano finalmente posto fine a questa situazione”. Nel frattempo, una fonte vicina a Pitt ha dichiarato sempre alla rivista People che “il giudice ha permesso al team di Pitt di riconsiderare [la decisione] man mano che emergono nuove prove. È significativo come la Jolie abbia tenuto nascosti così tanti documenti, considerandoli riservati. Si tratta solo di una parte delle prove nel caso”.

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