“Michael è vivo, lunga vita a Michael”. sembra davvero un miracolo quello compiuto da Jaafar Jackson, nipote del re del pop (figlio del fratello maggiore Jermaine Jackson) che ha riportato in vita la leggenda del Re del Pop e decretato il successo dell’attesissimo successo del biopic su Michael Jackson: Michael.
Accolto tiepidamente dalla critica, il film ha sbancato il botteghino, con un passaparola crescente tra i fan: oltre 440 milioni di dollari in tutto il mondo nelle prime settimane di programmazione. Anche in Italia, il debutto ha registrato numeri da record, superando i 6 milioni di euro nei primi giorni di uscita.
La pellicola ripercorre l’intera vita di Michael Jackson, dai primi passi con i Jackson 5 fino al successo planetario come solista, esplorando sia i trionfi creativi che le complessità della sua vita privata. Il film, della durata di circa 127 minuti, include oltre 30 brani del repertorio di Jackson. La sceneggiatura è stata scritta da John Logan, già autore di successi come Gladiator e Skyfall ed è diretto da Antoine Fuqua, regista di Training Day e I magnifici sette.
Jaafar, la somiglianza impressionante con lo zio Michael
Ma quello che ha colpito ed emozionato tutti, prima ancora della storia o della scenografia spettacolare, è stata l’incredibile somiglianza del nipote Jaafar con suo zio, definita “impressionante” e “inquietante” da critici, fan e persino dai membri della famiglia Jackson. Essendo il figlio di Jermaine, Jaafar possiede tratti genetici naturali che hanno reso la trasformazione visiva estremamente naturale e autentica.
Secondo il regista Antoine Fuqua e i membri della famiglia, Jaafar non si limita a imitare Michael, ma ne incarna l’essenza grazie a tratti ereditari condivisi, come la struttura ossea, il sorriso e lo sguardo. Questa base genetica ha facilitato enormemente il lavoro del team di trucco e acconciatura, permettendo di ricreare le diverse fasi della vita del re del pop con un realismo che ha commosso persino i figli di Michael sul set. in particolare Prince, il figlio maggiore di Michael, ha dichiarato che vedere il cugino sul set è stato un “shock emotivo”, descrivendolo come la cosa più vicina a vedere suo padre di nuovo dal vivo. Emozione allo stato puro. Anche suo zio Jackie Jackson ha dichiarato che vederlo sul set è stato commovente: “Sembrava di rivedere nostro fratello”
“Doveva intrpretarlo, non resuscitarlo” scrivono sui social. E a vedere qualche estratto dal film, vengono davvero i brividi.
Jaafar, somiglianza fisica frutto di un lungo lavoro
Jaafar non condivide solo i tratti familiari naturali, ma ha affrontato una trasformazione durata oltre tre anni per catturare l’essenza del King of Pop. Jaafar ha infatti trascorso oltre due anni studiando i nastri delle performance e persino filmati amatoriali inediti per replicare non solo i passi di danza, ma anche i tic e i gesti più sottili di suo zio. Sebbene per le parti cantate siano state usate anche registrazioni originali, Jaafar ha lavorato intensamente con coach vocali per emulare il tono gentile della voce parlata di Michael. E a differenza di altri film, la produzione ha confermato che per il volto di Jaafar non è stata usata la CGI (computer grafica): la somiglianza è il risultato esclusivo di trucco prostetico di alto livello e doti naturali.
Tra le varie esibizioni pressoché identiche, il pubblico ha lodato soprattutto quella di Thriller, successo planetario e iconico di Michael. Si fatica davvero a distinguere l’originale dall’imitazione. I passi, l’espressione del viso, ogni movenza è incredibilmente uguale.
Volevo restituire l’anima autentica e pura di mio zio
Jaafar ha rivelato in una intervista di aver addirittura dormito sul pavimento della camera dello zio per catturarne l’essenza e connettersi spiritualmente con lui. Tutta la sua fatica, il suo impegno avevano un nobile intento: il 29enne ha affermato che uno dei suoi obiettivi principali è stato chiarire i “grandi malintesi” che ancora circondano la figura di suo zio Michael, cercando di portarne sullo schermo l’anima più autentica e puro. E sembra davvero aver centrato magicamente l’obiettivo.
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