di
Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio

Delitto di Garlasco, l’intercettazione risale al 12 maggio 2025, un mese dopo le frasi sul presunto colloquio con Chiara Poggi. Negli atti anche gli appunti sulle sue Moleskine: «Mamma in panico per la cosa di Stasi». Le ricerche online su delitti e violenze sessuali

«Quando sono andato io… il sangue c’era». È ancora un soliloquio in macchina, sulla sua Panda, a rafforzare le accuse contro Andrea Sempio secondo gli investigatori. Come quando imitando una voce femminile, simulava (o inventava?) le risposte di Chiara Poggi alle sue tre telefonate nei giorni prima del delitto e diceva d’aver visto i video intimi di lei e Alberto Stasi. Quell’intercettazione era del 14 aprile e secondo i suoi avvocati difensori si trattava semplicemente della «scimmiottatura» di quanto era stato detto in televisione o nel podcast che stava ascoltando. Questa però è di un mese dopo, il 12 maggio 2025, e a conferma di quanto sostengono gli inquirenti, ossia la sua tendenza a parlare da solo in macchina di cose molto importanti senza rendersene conto (nel 2017 sempre in macchina aveva perfino fatto cenno alla presunta corruzione con i carabinieri di Pavia, oggi al centro dell’inchiesta della procura di Brescia), Sempio inizia un lungo dialogo con sé stesso in cui parla della «presenza del sangue in casa Poggi in relazione agli elementi a carico (o meno) di Alberto Stasi». Il passaggio è tratto da una delle informative dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano (squadra Omicidi) depositate dai pm di Pavia alle parti.

Sono da poco passate le 10.30 del mattino, ecco cosa viene captato dalla microspia mentre Sempio è in auto da solo e parla a voce molto bassa: «Pensa allora a sto punto uno prende la perizia che dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per inc… perché ancor prima han detto… loro han detto che l’hanno inc… sulla destra, han inc… il sangue, ed hanno inc… proprio sulla destra per stare attento… perché c’era il sangue, e gli han detto “no…”. Lui (sta parlando di Stasi, ndr) dice di non aver inc… con i piedi… “eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue” e allora non c’era tutto quel sangue e va beh allora non c’era tutto quel…quando sono andato io… (compatibile con “quando sono andato via” – la nota è dei carabinieri) il sangue c’era… “e allora… debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie… ha evitato le macchie” …e gli han detto “no stronzata… stronzata…” e allora “era d’estate ma era secco…” va beh questo ci può stare… e da li stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco…”. Per gli investigatori, in questi passaggi Sempio ripercorre il tema dell’assenza di sangue sulle suole delle scarpe di Stasi (condannato in via definitiva a 16 anni) e della camminata oggetto di più consulenze e perizie durante i processi a suo carico.



















































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Secondo i carabinieri il passaggio «quando sono andato io» – interpretato secondo loro nel senso di «quando sono andato via io» – «il sangue c’era», viene detto da Sempio proprio in contrasto con il fatto che Stasi ha sempre detto di aver fatto attenzione a non aver calpestato il sangue quando è entrato in casa e in tal modo di non essersi sporcato, anche perché le macchie erano ormai secche.

Gli appunti: «Ho commesso cose brutte»

Negli atti dell’indagine appena chiusa dalla Procura di Pavia, anche alcuni appunti estratti dalle Moleskine di Sempio. «Molta ansia – 2 archiviazioni», «Stasi ha chiesto la riapertura», «mamma in panico per la cosa di Stasi», «Stasi ricorso in Cassazione». sono alcune frasi riportate nell’informativa dei Carabinieri, riferite agli anni 2019, 2020 e 2021. «Nei suoi appunti – si osserva – fa trasparire anche un certo interesse all’iter processuale che riguarda» Stasi. Effettivamente Alberto Stasi, tramite i suoi legali, nel giugno 2020 aveva depositato una formale richiesta di revisione della sentenza di condanna portando all’attenzione nuovi elementi, tra cui nuove analisi sulle impronte e sul Dna, e indicando come responsabile Sempio. Il quale scriveva «pare punti sui capelli …(inc) vabbè dovrebbe …(inc)… lontano da noi». E nell’ottobre successivo l’amico di Marco Poggi annotava: «Archiviato ancora» seguito qualche giorno dopo con «Stasi ricorso in Cassazione» e infine «Stasi no cassazione».

Sempre sulla stessa Moleskine scrive dei suoi sogni «e in alcuni si descrive come un protagonista violento». A tal proposito, si riassume negli atti, «sogna che accoltella delle persone» o «sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia». E poi ci sono riferimenti
di foto e di ricerche sul web a sfondo sessuale e legate ad amiche.

«Ne ho passate tante… decisamente… cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno», scriveva ancora Sempio, tra il 2018 e il 2019. Diceva di essere «nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore».

«Numerose – si legge in un altro punto dell’informativa – sono le navigazioni internet (…) che palesano il suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l’esame autoptico e i fenomeni cadaverici».


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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 12:20)