Campane a festa per l’arrivo di Papa Leone a Pompei, atterrato nell’area Meeting del Santuario. È la quinta volta di un Pontefice nella città mariana e prima visita pastorale per il Pontefice a Pompei e a Napoli nel giorno del primo anniversario dall’elezione al Soglio pontificio. Dopo la visita al Santuario mariano, nel pomeriggio il Pontefice si sposta nel capoluogo campano.
“Che bella giornata, quante benedizioni. Io mi sento il primo benedetto per poter venire qui al santuario della Madonna, nel giorno della supplica e nel giorno dell’anniversario. Grazie a tutti voi” ha esordito, salutando i fedeli all’interno del Santuario, prima dell’incontro con i malati. “È una bellissima giornata – ha aggiunto il Papa -, Gesù è sempre con noi e cammina con noi. Dio vi benedica tutti”. Il Pontefice è stato accolto da monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, delegato pontificio per il Santuario; dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e da Andreina Esposito, sindaco in carica f.f. di Pompei.
Il Papa ha ascoltato tre testimonianze durante l’incontro il “Tempio della carità”, realtà che accoglie persone provenienti da situazioni di disagio, presso la sala Trapani del Santuario: una coppia che ha adottato due minori affetti da una grave patologia, una ex clochard di origine polacca (Vittoria) e una ragazza madre.
“Regina del Rosario, intercedi per la pace nel mondo”
“O Regina del Santo Rosario di Pompei, intercedi per la pace nel mondo”: è la preghiera di Leone XIV a corredo della immagine-ricordo per la visita pastorale. Il biglietto-preghiera, a firma “Leo PP XIV”, è stato consegnato insieme al libretto della celebrazione eucaristica e supplica alla Beata Vergine Maria del Rosario, che il Pontefice ha presieduto.
“Affidiamo a Maria l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua Grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento” ha detto il Pontefice nel suo saluto durante l’incontro al Tempio della Carità. Dopo il primo incontro con i disabili e gli ammalati, il Papa si è avviato a bordo di una golf cart scoperta bianca al Santuario dove ha celebrato la messa e alle 12 pronuncerà la supplica alla Beata vergine del Santo Rosario di Bartolo Longo, supplica che viene recitata ogni anno l’8 maggio da migliaia di fedeli nel mondo. Il Papa riceve così il suo primo bagno di folla della giornata.
Il Papa al Santuario di Pompei 8/05/26 (Ansa)
Papa cita San Bartolo Longo: “Solo la carità assicura vittorie grandi e definitive”
Nel Santuario di Pompei Papa Leone XIV si è intrattenuto per un momento di preghiera davanti alle spoglie del fondatore del Santuario e della moderna città di Pompei, San Bartolo Longo. Prevost ha poi salutato i vescovi presenti e si è diretto nella Cappella della Riconciliazione, dove ha salutato i sacerdoti del Santuario, per poi spostarsi in piazza per la messa e la Supplica alla Madonna.
“Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da pochi contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti. Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo: nei grandi e nei piccoli, e in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati, a cui fece sentire, con la sua tenerezza, il palpito del cuore di Dio. A chi poi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l‘amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che, in ogni campo d’azione, solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive” ha detto Papa Leone nel suo primo discorso a Pompei evocando la figura del fondatore della città e del santuario, quel Bartolo Longo che lui stesso ha canonizzato il 19 ottobre scorso a piazza San Pietro. “Aveva ragione – sottolinea papa Prevost -, e lo ha dimostrato facendo di questo luogo, con fede e con impegno, un centro di vita cristiana e di devozione a Maria conosciuto in tutto il mondo. Alla base di tutto, però c’è la preghiera e in particolare il Santo Rosario. Posto simbolicamente a fondamento del Santuario e della città, esso è il motore nascosto che rende possibile tutto il resto. Raccomando perciò a tutti voi di tenere sempre viva e di diffondere questa antica e bellissima devozione“. Leone ha quindi incoraggiato “sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle Case Famiglia, educatori, volontari” a “questo programma di vita: essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. Così alimenterete, con gesti e parole, la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso e sarete modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù. E a voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi si prende cura della vostra crescita”
Oltre 20mila fedeli per la Messa e la Supplica
Sono oltre 20mila i fedeli radunati nella piazza davanti al Santuario. Tutti i settori si sono riempiti, ma anche all’esterno della piazza è tutto pieno. Cinque maxischermi sono stati allestiti per consentire ai fedeli di seguire la Messa e la Supplica alla Vergine.
“Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il Ministero di successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Questa bellissima giornata della Supplica alla Vergine. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa. L’aver poi scelto il nome di Leone, mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario” ha ricordato papa Leone XIV nella sua omelia. “L’Ave Maria è un invito alla gioia: dice a Maria, e in lei a tutti noi, che sulle macerie della nostra umanità provata dal peccato, e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre, è venuta la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesù un volto umano” ha aggiunto il Papa. “Maria – ha aggiunto – diventa così Madre della misericordia. Discepola della Parola e strumento della sua incarnazione, si rivela davvero la ‘piena di grazia’”.
Il ricordo di San Giovanni Paolo II e dell’Anno del Rosario
Papa Leone ha inoltre citato le parole di San Giovanni Paolo II: “Centocinquant’anni fa, ponendo la prima pietra di questo Santuario, nel luogo in cui l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo aveva sepolto sotto la cenere i segni di una grande civiltà proteggendoli per secoli, San Bartolo Longo, insieme alla moglie contessa Marianna Farnararo De Fusco, gettava le basi non solo di un tempio, ma di una intera città mariana” ha sottolineato il Pontefice. “Così egli esprimeva la consapevolezza di un disegno di Dio, che San Giovanni Paolo II, parlando in questo luogo di grazia il 7 ottobre 2003, a conclusione dell’Anno del Rosario, rilanciava per il Terzo Millennio, nella prospettiva della nuova evangelizzazione: ‘Oggi – egli diceva – come ai tempi dell’antica Pompei, è necessario annunciare Cristo a una società che si va allontanando dai valori cristiani e ne smarrisce persino la memoria’”.
Inoltre, sottolinea Leone, la pace è “messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”. Il Papa ha ricordato ancora: “Quando San Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – l’anno prossimo si compirà un quarto di secolo -, lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei. I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore”. Papa Prevost ha proseguito: “Lo stesso Pontefice, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace. In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione”.
Infine, la preghiera: “Venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”. Chiedendo l’intercessione di Maria, il Santo Padre ha invocato: “Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce ‘onnipotente per grazia’. Fratelli e sorelle, nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui!” ha concluso il Pontefice.
Nel pomeriggio a Napoli, in Duomo e in piazza Plebiscito
Centinaia di agenti in strada, 15 chilometri di transenne, divieto di circolazione e dispositivo di sicurezza scattati già dalla giornata di ieri: è una Napoli blindata quella che si prepara ad accogliere Leone XIV, che dopo la visita a Pompei, nel primo pomeriggio, arriverà nel capoluogo campano.
I due luoghi maggiormente attenzionati sono il Duomo e piazza del Plebiscito. Come da protocollo, ieri è arrivata in città la papamobile, con la quale il Pontefice attraverserà alcune delle strade del centro. Sempre ieri, in mattinata, sono state effettuate le prove di atterraggio alla Rotonda Diaz, nella zona del lungomare, dove il Pontefice arriverà in elicottero da Pompei alle 15:15. Da lì si trasferirà al Duomo, dove alle 15:45 incontrerà il clero e i consacrati in un momento di adorazione e preghiera e al termine terrà un discorso. Qui ci sarà anche l’incontro con Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, il piccolo morto il 21 febbraio scorso al Monaldi per le complicanze di un trapianto di cuore non riuscito.
Intorno alle 16:30 è previsto l’arrivo in piazza del Plebiscito per il grande abbraccio con i fedeli. Qui sono stati predisposti numerosi varchi per regolare l’accesso e consentire il passaggio alle circa 30mila persone che nelle scorse settimane hanno prenotato un posto. I varchi saranno aperti dalle 10 alle 14:30. Per motivi di sicurezza la Diocesi ha invitato i fedeli a non portare con sé borse, zaini e oggetti metallici. Dopo una tappa nella Basilica di San Francesco di Paola e i saluti alle autorità e ai giovani, Leone terrà un discorso e guiderà un atto di affidamento alla Vergine Maria, seguito dalla benedizione. La giornata si concluderà alle 18:30 con il rientro alla Rotonda Diaz e alle 19:30 con il decollo verso il Vaticano.