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Una scoperta inquietante ha messo fine alle speranze di ritrovare in vita Gabriel Batista, l’imprenditore di 59 anni scomparso giorni fa in Sudafrica. L’uomo, originario dell’isola di Madeira, regione autonoma del Portogallo, ma da anni stabilitosi nella città fluviale di Komatipoort per gestire un hotel, è rimasto vittima di una delle trappole più letali del fiume, i suoi coccodrilli, trasformando una missione di soccorso in una scena da film dell’orrore.


APPROFONDIMENTI

La scomparsa durante l’alluvione

La tragedia è iniziata più o meno una settimana fa nella provincia di Mpumalanga, colpita da forti piogge torrenziali che hanno gonfiato i corsi d’acqua al confine con il Mozambico. Batista stava tentando di attraversare, pericolosamente, un ponte parzialmente sommerso a bordo del suo veicolo quando è stato travolto dalla forza della corrente ed è stato trasportato via ferocemente. Per giorni, le squadre di soccorso hanno ininterrottamente perlustrato l’area senza trovare traccia dell’uomo, o del mezzo per quel che vale, finché l’attenzione dei soccorritori non si è spostata su un isolotto “sospetto” proprio nel letto del fiume.

Il sospetto e l’intervento dei veterinari

Su una minuscola e apparentemente innocua lingua di terra, le autorità hanno avvistato un coccodrillo di enormi dimensioni con il ventre visibilmente gonfio, segno di un pasto abbondante consumato di recente che ha lasciato l’animale satollo. Sospettando il peggio, tra malizia e logica, le forze dell’ordine hanno organizzato un’operazione di recupero estremamente delicata e complessa. L’animale è stato dapprima sedato, successivamente, quando si è constatato che non fosse più un pericolo potenziale, è stato issato con un elicottero per le grandi merci e trasportato sulla terraferma per essere sottoposto a una necroscopia da parte dei veterinari.

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L’esame ha confermato i timori più cupi degli agenti e degli investigatori, rivelando all’interno del rettile resti umani e diversi oggetti personali riconducibili alle possessioni dell’imprenditore portoghese.

L’anello della verità e il macabro dettaglio

A permettere l’identificazione certa della vittima è stato un anello, riconosciuto dai familiari come appartenente a Gabriel Batista. Tuttavia, l’autopsia sull’animale ha riservato un’ulteriore sorpresa altrettanto negativa: oltre ai resti dell’imprenditore portoghese, nello stomaco del coccodrillo sono state rinvenute ben sei paia di scarpe. Un dettaglio che suggerisce come il predatore avesse già colpito ripetutamente in passato, rendendo Gabriel solo l’ultima vittima di una serie di attacchi, finora, mai documentati.


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