I protagonisti pagate da comparse. I più piccoli non tutelati. Senza coperture.
I tennisti protestano contro gli organizzatori degli Slam, i big hanno alzato la voce. Vogliono una diversa ridistribuzione dei premi. Ma gli aumenti sono molto molto più bassi rispetto ai ricavi. E così, prima Sabalenka aveva minacciato il boicottaggio, seguita da Paolini. Poi Sinner ha sottolineato il problema: “Chi organizza deve avere ben chiaro che noi – e parlo di tutti, non solo gli atleti migliori – riceviamo molto meno di quello che diamo. Non chiediamo il 50%, però oggi prendiamo troppo poco. Stiamo parlando dei tornei più importanti del mondo: che senza di noi, non si giocherebbero. È di farci sentire e alzare la voce”.
La protesta
Ma perché protestano? e perché minacciano di non andare Parigi. La Federazione di tennis francese, che gestisce il prestigioso appuntamento del Roland Garros, quest’anno offre un montepremi per i giocatori di 61,7 milioni di euro. È aumentato del 9.53% rispetto alla stagione passata e quasi del doppio (+45%) se paragonato al 2019. Negli Usa, i protagonisti dei campioni di football americano, basket o baseball si mettono in tasca circa la metà degli introiti delle rispettive leghe. Nei tornei gestiti da Atp e Wta, ai tennisti va grosso modo il 22%. E negli Slam? Non più del 15%. Così 20 campioni hanno scritto una lettera agli organizzatori: «Il Roland Garros si prepara a registrare nuovamente dei ricavi record, e intanto i giocatori stanno ricevendo una quota decrescente del valore che contribuiscono a creare», hanno scritto i
I giocatori di fascia bassa
In proporzione saranno soprattutto i giocatori delle fasce più basse, quelli che vengono eliminati nelle qualificazioni e nei primissimi turni, a beneficiarne: «Vogliamo sostenere gli atleti che proprio grazie ai premi riescono a finanziare la loro stagione», spiegano gli organizzatori. Francesco Passaro nello Slam di Melbourne del 2025 era stato ripescato da lucky loser, aveva approfittato dell’infortunio di Fognini e del forfait di Dimitrov, era stato sconfitto al secondo turno da Bonzi. Si era messo in tasca 130.000 dollari australiani, pari a circa 80.000 euro: «Ci voleva. A questo punto posso investire sull’intera stagione. Perché il tennista ha un sacco di spese: l’allenatore, lo psicologo, il mental coach, il fisioterapista. I viaggi per due o tre persone. Di solito gli organizzatori dei tornei ti mettono a disposizione una camera d’albergo: ma ne serve almeno un’altra, e ci devo ancora pensare io». A parte i migliori del ranking, per gli altri non è facile come uno possa pensare.