di
Maddalena Berbenni
L’impresario, indagato per la profanazione della salma di Pamela Genini, lo scrisse il 18 maggio alla sua avvocatessa. La chiusura per lavori al camposanto e i controlli al loculo: «Sono io l’uomo filmato, ma quella notte ero ubriaco»
Era ubriaco o disperato? La notte del 18 marzo Francesco Dolci guida fino al cimitero di Strozza. Parcheggia l’Opel Adam tra i cipressi. Nel buio, si avvicina all’ingresso e sosta a lungo davanti al cancello sbarrato, perché in quei giorni una ditta sta riesumando un centinaio di vecchie salme e l’accesso è vietato 24 ore su 24. L’unico bagliore è quello, flebile, dei lumini sulle tombe, verso cui l’impresario rivolge lo sguardo. Lo immortalano le telecamere del camposanto e infine lo ha ammesso lui stesso mercoledì, nell’interrogatorio con il pm Giancarlo Mancusi e i carabinieri del Nucleo investigativo, in cui da testimone è passato, a tutti gli effetti, a sospettato.
Lo strano messaggio di addio alla tomba di Pamela Genini
All’1.49 di quella notte, poco prima che la sua sagoma sia filmata, Dolci scrive anche un messaggio al suo avvocato Eleonora Prandi: «Dai un ultimo bacio alla tomba di Pamela», è l’incipit. Seguito da alcune considerazioni legate alle fantomatiche minacce di cui, come ripete quotidianamente, si dice vittima. Se mai si arriverà a un processo, il messaggio in questione, ora nelle mani degli inquirenti dal momento che il telefono e i dispositivi informatici del 41enne sono stati sequestrati, presumibilmente rientrerà nella sfera neutra delle confidenze tra un assistito e il proprio legale. Significa che non sposterà nulla in chiave accusatoria. Certo, però, in questa fase di composizione del puzzle, colpisce il pensiero rivolto alla ragazza, come una sorta di commiato malinconico, non si comprende se un invito rivolto al legale o a se stesso. Seguendo il filo dei ragionamenti filtrati in questi giorni, potrebbe rappresentare una conferma in più dell’interpretazione che gli inquirenti danno sulla presenza in piena notte. E cioè che, con la chiusura per lavori, tra il 16 e il 18 marzo, temendo che la profanazione venisse scoperta senza la possibilità di un controllo diretto, Dolci sia andato in panico. E così avrebbe arrischiato il sopralluogo al buio.
Le continue visite per controllare il loculo: date e orari
Inevitabile, al momento, che pesi a suo sfavore, così come la frequenza anomala delle visite nei giorni successivi, per altro coincidenti con le date che hanno portato al ritrovamento. Dolci si presenta al cimitero già il 16 marzo, dalle 17.30 alle 17.44, e resta fuori, perché, appunto, ci sono gli operai e il sindaco Riccardo Cornali ha disposto che i cancelli siano chiusi con lucchetti, per esigenze igieniche e di rispetto dei defunti. Il 18 marzo, si sofferma tra le 2.11 e le 2.27. Salta il 19, quando la ditta incaricata sta eseguendo gli ultimi interventi ma i visitatori già sono riammessi, e poi torna il 20 marzo dalle 18.26 alle 18.35, il 21, insieme alla madre, dalle 12.13 alle 12.23, il 22 dalle 14.41 alle 15 e perfino il 23, poche ore dopo la triste scoperta. Al mattino la famiglia di Pamela avrebbe dovuto accompagnare la traslazione della bara bianca dal loculo basso, dove era stata sistemata il 24 ottobre, alla tomba di famiglia, realizzata nel frattempo nella terra. Dolci compare alle 17.43 e si ferma cinque minuti, il tempo probabilmente di rendesi conto che le viti che fissavano la lastra in plastica provvisoria, riposizionata dopo il trasferimento della salma decapitata al Papa Giovanni XXIII, non c’erano più. E di fare una foto. Specialmente quel giorno, ma anche nei precedenti, i filmati mostrerebbero come ispezioni ossessivamente il loculo, che avrebbe tastato proprio nei punti in cui le indagini hanno fatto emergere i segni della manomissione: un tassello sul lato superiore, una leggera scollatura alla base e tracce di mastice nell’angolo in basso a destra e sulla tomba vuota sottostante.
La versione di Dolci: «Ero ubriaco». E la richiesta di archiviazione
Quando la notizia di un uomo filmato di notte aveva iniziato a circolare, due settimane fa, Dolci in tv aveva dichiarato di non essersi mai recato di notte al cimitero, che forse a Strozza c’era passato per caso l’8 marzo, scosso dopo un ricovero in ospedale. Ora cambia. Nell’interrogatorio, spiega che era stato a cena e che era ubriaco. Cosa, per altro, che ha ribadito a Canale 5, precisando che era proprio con il suo avvocato e assicurando di sentirsi tranquillo in quanto si ritiene innocente: «Non ho fatto nulla di male». Non ricorda molto della notte del 18 marzo, ma potrebbe essere passato da Pamela per dirle che una delle sue querele era passata dal pm al gip e che dunque lui era felice, come se la sua battaglia per farle avere giustizia stesse dando frutti. La querela al gip risulta sia arrivata, sì, ma sotto forma di una richiesta di archiviazione.
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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 09:28)
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