L’equilibrio come focus progettuale per arredare una piccola casa
È proprio l’equilibrio a guidare l’intervento, come sottolinea Derudi: “Curare ogni sfumatura, e far interagire in modo armonioso gli elementi del progetto, sono tratti che contraddistinguono il nostro lavoro. Più si stratifica più è complesso (e interessante) gestire l’insieme e la visione che si ha dello spazio che si sta progettando. Equilibrio è la parola chiave”.

La zona pranzo, collegata al soggiorno. Tavolo custom, sedie Molteni modello Chelsea. Il lampadario è di Venicem, modello Unique Suspension.
Foto: MATTIA AQUILA
Il bordeaux dell’armadio diventa il fulcro cromatico attorno a cui ruotano beige, legni caldi, texture materiche e riflessi metallici. Ma non è mai protagonista assoluto: viene modulato e integrato in un sistema più ampio, costruito per restituire eleganza e continuità visiva.
Arredare un pied-à-terre a Milano: decorare senza appesantire
Nel soggiorno open space, che accoglie anche la zona pranzo, il progetto si articola per stratificazioni sottili. Tappezzerie diverse convivono sulle pareti, alternando una texture materica chiara a un pattern geometrico rétro capace di catturare la luce e amplificare la percezione dello spazio. “La prima idea è stata quella di inserire elementi decorativi rivisti in chiave contemporanea. Decorare in modo eccessivo questo ambiente avrebbe chiuso lo spazio, facendolo sembrare ancora più piccolo. Per questo abbiamo deciso di decorare gli spazi in modo ‘leggero’. Il trucco non sta nel togliere elementi, ma scegliere quelli giusti”.