di
Leonard Berberi

Con le linee guida della Commissione europea ora i passeggeri hanno un quadro più chiaro sui loro diritti per l’estate 2026 in questo periodo di allarme sul jet fuel

La crisi del jet fuel, scatenata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalle tensioni in Medio Oriente, ha già portato alla cancellazione di oltre 12 mila voli in Europa. Ecco cosa spetta davvero ai passeggeri, tra rimborsi garantiti e risarcimenti che dipendono dal motivo della cancellazione. E i chiarimenti della Commissione europea pubblicati l’8 maggio.

1) Rimborso e risarcimento sono la stessa cosa?
No. La normativa europea distingue nettamente i due termini. Il rimborso è la restituzione della somma spesa per acquistare il biglietto aereo. La compensazione economica è il risarcimento aggiuntivo, l’indennizzo che si aggiunge al rimborso al verificarsi di alcune condizioni.



















































2) Il rimborso e il risarcimento sono sempre dovuti?
Dipende. Il rimborso è sempre dovuto — senza alcuna trattenuta — se il volo viene cancellato, a meno che l’aviolinea non provveda alla riprotezione su un volo successivo o al ritorno verso il punto di partenza iniziale. Il risarcimento non è dovuto se a causare la cancellazione del volo — o il suo forte ritardo, di almeno tre ore sulla tabella di marcia — è stata una circostanza straordinaria, non imputabile alla compagnia aerea, come il maltempo.

3) Il rimborso è dovuto anche nel caso della carenza di carburante per aerei?
Sì.

4) E il risarcimento?
No. La Commissione europea stabilisce ora che «una carenza locale di carburante che impedisca l’operatività di un volo può essere considerata una “circostanza straordinaria”». E quindi eviterebbe ai vettori di riconoscere la somma aggiuntiva.

5) E se il volo viene cancellato perché il jet fuel costa troppo?
L’indennizzo aggiuntivo al rimborso è dovuto. La Commissione europea chiarisce che «le cancellazioni causate da prezzi eccezionalmente elevati del carburante, a differenza delle carenze locali di approvvigionamento, non possono essere considerate “circostanze straordinarie”».

6) Come si fa a sapere se la cancellazione è stata causata dal «caro carburante» o dalla «mancanza fisica» del prodotto?
È la distinzione chiave su cui si gioca tutto. Per capire se davvero c’è stata una carenza di cherosene bisognerebbe avere accesso ai «Notam» (i bollettini aeronautici inviati agli operatori del settore) che dovrebbero chiaramente indicare la mancanza del jet fuel nell’aeroporto specifico.

7) A quanto ammonta il risarcimento?
L’importo varia in base alla distanza del volo: 250 euro (a passeggero) per le tratte inferiori a 1.500 chilometri, 400 euro per le tratte tra 1.500 e 3.500 chilometri e 600 euro per le tratte superiori a 3.500 chilometri.

8) Quando non scatta il diritto al risarcimento?
Qui bisogna fare attenzione al preavviso. Se la compagnia ha comunicato la cancellazione — o il cambio di orario del volo — con almeno 14 giorni di anticipo, il risarcimento non è dovuto.

9) La compagnia può aumentare il prezzo del biglietto già acquistato perché è aumentato in seguito il costo del carburante?
No. La Commissione europea stabilisce che le compagnie non potranno aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati.

10) Se il viaggiatore è bloccato in aeroporto perché il volo è cancellato, la compagnia è obbligata all’assistenza?
Sì, e questo vale sempre, indipendentemente dal motivo della cancellazione. Anche quando il risarcimento non è dovuto, la compagnia aerea ha comunque l’obbligo di fornire assistenza durante l’attesa.

11) Cosa comprende l’assistenza gratuita?
Comprende pasti e bevande in quantità ragionevole, sistemazione in hotel se è necessario il pernottamento, trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione e due chiamate telefoniche o messaggi via email. Chi ha dovuto sostenere le spese di tasca propria — perché la compagnia non ha provveduto all’assistenza gratuita — deve conservare le ricevute di qualsiasi spesa sostenuta durante l’attesa, così da chiedere il rimborso al vettore.

12) La compagnia propone un voucher invece del rimborso in denaro. Il passeggero è obbligato ad accettarlo?
No. La compagnia può proporlo, ma il viaggiatore ha il diritto di rifiutare e richiedere la restituzione in denaro del biglietto entro sette giorni.

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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 13:36)