Era il 4 ottobre 2008 quando, sentito per la seconda volta dagli inquirenti e a un anno di distanza dalla prima, Andrea Sempio consegna ai carabinieri il famigerato scontrino. Si tratta del ticket del parcheggio di piazza Sant’Ambrogio, a Vigevano, stampato alle 10.18 del 13 agosto. Un orario che, per via della distanza tra le due città, lo avrebbe secondo lui posto in modo definitivo al di fuori della scena del crimine. Si tratta però di un interrogatorio particolare. Di fronte alle domande dei carabinieri di Vigevano, infatti, Sempio si sarebbe sentito male tanto da rendere necessario l’intervento del 118. Poi, dopo una pausa di diverse ore, avrebbe consegnato ai militari lo scontrino. Un’azione compiuta senza che sia chiaro “se spontaneamente o su richiesta dei carabinieri”, come annotano gli investigatori nelle nuove carte. Secondo la procura di Pavia, la conservazione “gelosa” di un ticket per oltre un anno è “irragionevole”. E a far stridere ancora di più nella versione di Sempio sarebbe la conservazione di un ticket identico ma datato 14 agosto, che attesterebbe secondo Sempio la “reiterata visita alla libreria di Vigevano”.