Nato fra le polemiche, ora è stato vandalizzato. È il murale che Pier Paolo Spinazzé, street artist noto come Cibo, ha realizzato nell’estate 2021 e sul quale, nei giorni scorsi, ignoti hanno tracciato scritte.

Antefatto e riferimento

Tutto questo è accaduto in località Trinità vicino alla frazione di Marchesino. Cinque anni fa i proprietari di un’abitazione il cui muro di cinta sorge lungo la strada avevano chiesto a Spinazzé di realizzare un dipinto.

L’artista di strada, fedele al suo stile, aveva disegnato cose da mangiare e, nel farlo, prese spunto dal nome del luogo in cui avrebbe dovuto lavorare. In omaggio ai film degli anni Settanta con Bud Spencer e Terence Hill, ha rappresentato la cena del pistolero buono di «Lo chiamavano Trinità»: un tegame con fagioli ed un pezzo di pane, con, a fianco, una tazza di caffè. Il murale non era passato inosservato.

La vecchia contestazione

Due consiglieri di opposizione ed ex-sindaci, Renzo Giacopuzzi, tuttora in minoranza, e Gian Paolo Pighi, avevano scritto alla sindaca Sara Moretto affermando che l’opera «a sminuiva la frazione di antica origine e ne stravolgeva l’identità storico-culturale». Partendo da questo assunto, avevano chiesto sopralluoghi per verificare irregolarità amministrative. Ma tutto era a posto, il murale è rimasto al suo posto e qualche tempo dopo, Cibo ha aggiunto due salsicce.

La deturpazione nuova

Attaccando Cibo per il suo impegno a coprire svastiche e altri simboli nazistoidi con i suoi dipinti, ignoti hanno mandato un messaggio all’artista: «La nostra esistenza è la tua ragione di vita, verme!» decorandolo con una croce celtica e una stella di David.

Moretto stigmatizza «l’azione dei vandali». Cibo ironizza. «Queste persone si schierano sempre dalla parte sbagliata ed evidentemente nemmeno conoscono la storia. Eppure», afferma «io avevo rappresentato un’immagine che fa parte dell’infanzia di tutti gli italiani».

Altri imbrattamenti

A quanto racconta Spinazzé, la stessa sera che sono entrati in azione a Buttapietra, gli imbrattatori hanno scritto su altri suoi murale a San Giovanni Lupatoto e a Raldon. «Basterebbe seguirne le tracce per scoprire chi sono, ma non so se presenterò denuncia, visto che, quando l’ho fatto in passato , non è successo nulla. In ogni caso, sottolinea, «sono pronto a rifare il murale, anche se spero che arrivi qualche donazione per coprire le spese».