Virtus BolognaFoto S.Ponticelli // CIAMILLO-CASTORIA



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Primi nei tiri totali con il 48% dal campo, davanti a tutti anche dall’arco (36,7%) e nei tiri da due (57%), con una media di 19,8 assist a partita che non ha eguali in campionato. I numeri offensivi della Virtus Bologna raccontano una squadra che ha costruito la propria identità attorno alla qualità della circolazione di palla e all’efficienza realizzativa.



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Questa vocazione al gioco corale è diventata ancora più marcata con Nenad Jakovljevic in panchina, subentrato a Dusko Ivanovic nel corso della stagione. Proprio la fluidità offensiva della Virtus Bologna e la capacità di produrre assist hanno rappresentato il tratto distintivo del lavoro del nuovo allenatore, che ha trovato nella manovra bianconera il terreno ideale per esprimere le proprie idee. Ai tempi di Ivanovic, la Virtus aveva già saputo guadagnarsi spazio prezioso in campo aperto, e quella base è rimasta un punto di riferimento fondamentale.

Pajola rientra, Vildoza aspetta

Sul fronte degli uomini disponibili, il rientro di Pajola ha già fatto sentire la sua influenza: avere in campo un playmaker capace di leggere il gioco e prendere decisioni fa una differenza concreta rispetto alla sua assenza. Discorso diverso per Vildoza, che sembrava prossimo al rientro ma è tornato ai box poco dopo aver ripreso ad allenarsi. L’obiettivo è recuperarlo in modo definitivo e in piena sicurezza entro la prossima settimana, in tempo per l’inizio dei playoff.

Virtus Bologna, le rotazioni per la post-season

La Virtus Bologna debutterà nella post-season contro una tra Varese e Trento, con Trieste indicata come l’avversaria potenzialmente più ostica. In vista di quella sfida, le scelte di rotazione saranno decisive: Alen Smailagic appare il candidato più probabile a restare fuori nelle rotazioni, mentre per Jallow il discorso è più aperto, considerata la fisicità che può portare nei momenti di necessità. La profondità del roster sarà la vera arma in più per Jakovljevic nella corsa allo scudetto.

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