L’apertura della rassegna è affidata a Icone Italiane, lunedì 18 maggio, asta composta da un centinaio di lotti che raccontano i grandi protagonisti italiani dal XIX secolo a oggi attraverso immagini ormai entrate nell’immaginario collettivo. Sono fotografie che hanno definito epoche e linguaggi, opere immediatamente riconoscibili anche da chi non frequenta abitualmente il mondo del collezionismo. Tra i lavori più attesi emerge «Alpi di Siusi» di Luigi Ghirri, con la sua capacità di trasformare il paesaggio in esperienza mentale e poetica. Accanto a lui compaiono gli sguardi delicati e sospesi di Gianni Berengo Gardin, i celebri «pretini» di Mario Giacomelli, il dinamismo quasi astratto del «Tuffatore» di Nino Migliori e le geometrie cromatiche di Franco Fontana. Si tratta insomma di una selezione che restituisce il ritratto di una scuola fotografica che ha saputo influenzare profondamente la cultura visiva europea. Il giorno successivo il viaggio cambia radicalmente prospettiva e porta il pubblico fuori dai confini terrestri. Alla scoperta dello Spazio raccoglie immagini provenienti direttamente dagli archivi della NASA, testimonianze delle missioni che dagli anni Sessanta hanno trasformato il cosmo in un nuovo orizzonte dell’immaginazione umana. Alcune fotografie furono realizzate dagli stessi astronauti e conservano ancora oggi una forza sorprendente, immagini che hanno contribuito a costruire il mito della conquista spaziale e il nostro modo di immaginare l’universo. Dalle orbite lunari si passa poi alle geografie terrestri con Fotografia etnografica: Il giro del mondo in 80+80 scatti, sempre il 19 maggio, forse il capitolo più inatteso dell’intera rassegna. L’asta riunisce fotografie tra Ottocento e primo Novecento dedicate a popoli, culture e tradizioni dei cinque continenti. Albumine giapponesi dipinte a mano, ritratti delle popolazioni della steppa asiatica, immagini africane e rare testimonianze del Borneo e dell’Oceania compongono un atlante visivo che restituisce il fascino delle grandi esplorazioni fotografiche. Tra i lotti più curiosi spicca una rara stampa ottocentesca dedicata alla tribù Dayak del Borneo, insieme alle fotografie dei Maori neozelandesi. Opere che oggi assumono un doppio valore: da una parte documento storico, dall’altra testimonianza di come la fotografia abbia contribuito a costruire l’idea occidentale dell’altrove. A chiudere la settimana sarà infine Under 1K, formula ormai consolidata di Finarte che punta su una fotografia più accessibile senza rinunciare alla qualità. È qui che la Photo Week mostra il suo volto più contemporaneo: un mercato che prova ad allargare il pubblico e ad avvicinare nuovi collezionisti attraverso basi d’asta contenute. Accanto a nomi italiani emergono infatti figure internazionali come Candida Höfer, Nan Goldin, Bill Brandt, Cecil Beaton e Alexander Rodchenko, dimostrando come il collezionismo fotografico possa essere insieme autorevole, dinamico e inclusivo.