Una maxi caduta ha contraddistinto il finale della prima tappa del Giro d’Italia, da Nessebar a Burgas. A soli 700 metri dall’arrivo, coinvolti numerosi corridori nel pieno della preparazione della volata finale, lanciata ad altissima velocità. Tutti gli atleti, alcuni di loro con escoriazioni, hanno però concluso la tappa. Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe stato provocato dal norvegese Erlend Blirka, che avrebbe perso il controllo nelle fasi concitate dello sprint. Il gruppo stava viaggiando a circa 70 chilometri orari quando diversi corridori sono finiti sull’asfalto, provocando un effetto domino nel cuore del plotone. Nonostante il caos, la tappa si è conclusa con la vittoria in volata del francese Paul Magnier, autore di uno sprint impeccabile davanti ad Andersen e Vernon. Delusione invece per Jonathan Milan, soltanto quarto al traguardo dopo una volata resa complicata dall’incidente. Tra i protagonisti anche Simone Consonni, uomo chiave del treno di Milan, che ha raccontato i momenti vissuti negli ultimi metri: “Mi sono dovuto fermare, sono caduti a 70 km/h”. Il bergamasco della Lidl-Trek ha poi commentato con amarezza l’esito della volata e l’evoluzione degli sprint nel ciclismo moderno: “Dispiace non aver preso la maglia rosa. È andata così. Dobbiamo pensare a domani. Il livello è altissimo e ci sono tanti treni. Questo è il risultato. Forse c’è meno rispetto per un treno rispetto al passato”. Infine, il corridore italiano ha descritto il rischio corso durante la caduta: “Io ero in mezzo. Siamo riusciti ad evitarla. Ho chiuso gli occhi e sono passato”.