di
Redazione Milano
I familiari sottolineano inoltre di aver sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso delle istituzioni, scegliendo di non intervenire pubblicamente sulle indagini pur ritenendo che «alcune attività investigative siano state influenzate da contesti poco trasparenti»
I genitori di Chiara Poggi, insieme al fratello Marco, hanno diffuso una nota attraverso i loro legali dopo le recenti indiscrezioni investigative legate al delitto di Garlasco. Nel testo la famiglia esprime amarezza per le intercettazioni disposte dalla Procura di Pavia e ribadisce la propria fiducia nella condanna definitiva di Alberto Stasi – che i carabinieri definiscono, nell’informativa alla Procura, «una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente, visto che tutti gli elementi, o presunti tali, di questa vicenda sono contradditori» – respingendo qualsiasi ipotesi di coinvolgimento di Andrea Sempio. I familiari sottolineano inoltre di aver sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso delle istituzioni, scegliendo di non intervenire pubblicamente sulle indagini pur ritenendo che alcune attività investigative siano state influenzate da «contesti poco trasparenti».
«Prendiamo atto», si legge nella nota, firmata dai legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, «del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima, la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente ad un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio. Rileviamo inoltre che in questi giorni vengono impropriamente diffusi anche gli esiti di tale sorprendente attività captativa in spregio a tutte le norme penali di riferimento». (Al momento, non sono state diffuse intercettazioni legate alla famiglia Poggi, ma solo quelle relative a Sempio).
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La nota prosegue poi con un tono di critica nei confronti delle indagini appena concluse su Andrea Sempio: «Per rispetto istituzionale abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti “giornalistici”, concentrando la nostra attenzione sui dati oggettivi riguardanti l’omicidio di Chiara ed interloquendo invece formalmente con la Procura Generale di Milano per i profili di sua competenza», dicono i legali dei Poggi. Che continuano: «Anche a fronte delle continue aggressioni che si susseguono da oltre un anno nei loro confronti e della loro enorme amarezza per quanto sta avvenendo, Giuseppe, Rita e Marco intendono continuare a mantenere un atteggiamento rispettoso, evitando qualsiasi esternazione sul tema, nella convinzione che in uno Stato di diritto gli accertamenti processuali debbano avvenire nelle sedi a ciò preposte e nel rigoroso rispetto delle norme di riferimento».
Dalle intercettazioni tra i genitori e il fratello di Chiara Poggi, scrivono dal canto loro i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano in una parte dell’annotazione finale della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, «emerge
chiaramente come vi sia certamente una commistione tra le versioni della
famiglia Poggi e quelle indotte dal fronte Sempio», rappresentato
anche dall’avvocata Angela Taccia. Ovvero una «situazione di anomalia
nell’intreccio tra indagato e famiglia Poggi».
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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 18:47)
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