Occorre intraprendere una strada che attraversa il distretto di Dausa, in India, puntellato di campi bruciati dal sole, piccoli villaggi di mattoni chiari, motociclette cariche di merci e mandrie che rallentano il traffico. Un inizio di viaggio che, per alcuni, potrebbe non sembrare invitante, ma che nei fatti conduce al cospetto del Chand Baori, una cavità monumentale che per la sua perfezione geometrica sembra provenire da un altro universo.
Oltrepassando il cancello del sito archeologico, infatti, ci si rende conto di essere giunti alla soglia di un qualcosa fuori scala, fuori tempo e persino fuori categoria: un quadrato modellato nella terra che precipita verso il basso con estrema precisione. File di gradini, triangoli, diagonali e linee che si rincorrono fino a confondere la percezione, una sorta di labirinto in grado di ipnotizzare all’istante.
Del resto stiamo parlando di uno dei più grandi pozzi a gradini dell’India e uno dei più profondi al mondo, anche perché qui, ai margini del deserto del Thar, l’acqua ha sempre avuto un valore enorme. Ma, se dobbiamo essere onesti, ridurre il Chand Baori a un “semplice” sistema di raccolta è quasi offensivo. La costruzione possiede la forza visiva di una cattedrale sotterranea, la precisione matematica di un disegno impossibile e il fascino enigmatico di quei luoghi che sembrano appartenere a civiltà molto più avanzate del proprio tempo.
Breve storia del Chand Baori
È antichissimo: le origini di questa meraviglia dell’India risalgono a un periodo che va dall’VIII al IX secolo d.C., in un momento storico segnato dalla grande influenza delle dinastie rajput nella zona nord del Paese. La tradizione locale attribuisce la costruzione a Raja Chanda, sovrano legato ai Gurjara-Pratihara, una potente casata che tra il VI e il X secolo controllò vaste aree del Rajasthan e territori limitrofi.
La realizzazione richiese competenze ingegneristiche straordinarie per l’epoca, anche perché scavare così in profondità, stabilizzare pareti, distribuire il peso delle strutture superiori e progettare accessi funzionali durante variazioni stagionali del livello dell’acqua è avvenuto ben oltre 1.200 anni fa.
In totale sono 13 i livelli, circa 3.500 gradini e una profondità vicina ai 20 metri (con alcune misurazioni che arrivano oltre i 30 considerando l’intera struttura sotterranea). Numeri che, però, raccontano soltanto una parte della storia. Chand Baori venne dedicato ad Harshat Mata, la dea della gioia e della felicità, il cui tempio sorge ancora a pochi passi dal pozzo.
Durante il periodo moghul, in particolare tra XVII e XVIII secolo, la parte superiore ricevette elementi architettonici islamici, arcate colonnate, balconi pensili, e gallerie decorative. Venne quindi al mondo quel dialogo tra cultura hindu e gusto moghul che rende oggi il complesso ancora più interessante. Il fatto più sorprendente, però, è che gran parte di ciò che appare attualmente davanti ai visitatori coincide ancora con la sua struttura originale.
Come funziona la visita del Chand Baori e cosa vedere
Non è di certo raro provare una certa emozione di fronte al Chand Baori, soprattutto se lo si osserva dal bordo superiore: da qui lo sguardo scende lungo tre lati interamente occupati da doppie file di scale strettissime, incrociate secondo uno schema geometrico quasi perfetto. La pietra utilizzata, scura e porosa, contribuisce a mettere in scena un curioso gioco visivo. Durante le prime ore del mattino (oppure poco prima del tramonto), infatti, il sole crea ombre che trasformano il pozzo in un enorme mosaico tridimensionale.
Sul quarto lato appare invece la parte più monumentale. Parliamo di una zona con tre piani sovrapposti, padiglioni, balconi aggettanti, finestre jharokha finemente scolpite, gallerie sostenute da colonne e nicchie che custodiscono sculture religiose, figure divine e motivi ornamentali. Sì, verrebbe quasi da dire: “Chi più ne ha più ne metta!”.
In alto si intravedono ambienti reali, sale riservate ai sovrani, spazi cerimoniali utilizzati durante celebrazioni pubbliche o incontri ufficiali, anche se è giusto sapere che gran parte di queste aree resta chiusa ai visitatori. Vale la pena fermarsi qualche minuto lungo il parapetto e osservare semplicemente la luce, perché ora dopo ora Chand Baori cambia volto.
Scendendo verso i livelli inferiori, la temperatura cala sensibilmente. Tra superficie e fondo la differenza può raggiungere 5 o 6 gradi. In piena estate, con picchi che nel Rajasthan superano facilmente i 38 gradi, questo microclima rappresentava un rifugio naturale per abitanti, mercanti e pellegrini.
Chand Baori aveva infatti anche una funzione sociale in quanto, oltre a raccogliere acqua, chi veniva qui parlava, pregava, concludeva accordi, organizzava incontri, ascoltava musicisti e celebrava ricorrenze.
Negli ultimi decenni la sua fama ha superato i confini dell’India grazie al cinema. La struttura compare in produzioni internazionali come The Dark Knight Rises, oltre che in diverse pellicole di Bollywood. Vederlo sullo schermo incuriosisce, ma trovarselo davanti muta completamente prospettiva.
A pochi passi dal pozzo merita attenzione anche il tempio di Harshat Mata, con frammenti scultorei che sono testimoni dell’antica spiritualità del posto.
Dove si trova e come arrivare
Lo straordinario Chand Baori si trova ad Abhaneri, piccolo villaggio rurale del distretto di Dausa, nello stato indiano del Rajasthan, lungo l’asse che collega Jaipur e Agra. La distanza da Jaipur si aggira attorno ai 95 chilometri, al punto che in automobile il tragitto richiede circa 2 ore (traffico permettendo).
Molti viaggiatori scelgono un taxi privato, soluzione più semplice e più pratica soprattutto per chi inserisce Abhaneri in un itinerario del celebre Golden Triangle, il triangolo turistico formato da Delhi, Jaipur e Agra. Con i mezzi pubblici serve invece un po’ più di pazienza: da Jaipur partono autobus verso Sikandra oppure Gular, da dove poi proseguono jeep condivise, tuk tuk oppure taxi locali fino al villaggio.
Chi arriva fin qui lo fa per scelta. E forse proprio per questo, davanti a quella vertigine di pietra, la sensazione risulta ancora più potente: non sembra di aver raggiunto un monumento, pare di aver scoperto un segreto custodito sottoterra da 12 secoli.