Il croato, 20 anni, proveniente dalle qualificazioni, perde il primo set poi cambia ritmo e supera la leggenda serba 2-6 6-2 6-4. Per Nole è la prima sconfitta all’esordio agli Internazionali
La sorpresa del giorno, senza nulla togliere a Matteo Arnaldi, la serve Dino Prizmic. Il croato, proveniente dalle qualificazioni, batte in rimonta Novak Djokovic per 2-6 6-2 6-4. Una prestazione opaca del serbo, che dopo un primo set dominato, anche grazie ai tanti errori del croato, va via via a spegnersi. Il calo è soprattutto fisico: Nole spesso non riesce a tenere il ritmo di Prizmic, una difficoltà che si traduce poi in rovesci lunghi e scelte rivedibili. Dino, alla seconda vittoria in carriera contro un top 10, e nonostante il tifo del Foro Italico in favore di Nole, ne approfitta. Chiude con freddezza, tanto spingendo da fondo con il dritto quanto variando il ritmo, e diventa così il primo croato a battere Djokovic sulla terra (quinto in assoluto). E alla 19esima partecipazione, per la prima volta in carriera, l’attuale n.4 del mondo perde all’esordio a Roma. Prizmic, pacato anche nell’esultanza, alza le braccia al cielo dopo l’ace che vale la partita. Il croato proseguirà il suo percorso al Foro contro il n.31 Humbert o Kopriva al terzo turno.
le parole—
“Lo stomaco? La spalla? Non parlerò di questo. Voglio fare i complimenti a Dino Prizmic. Ha meritato la vittoria oggi. Ero venuto qui per giocare una o più partite. Purtroppo solo una. Va bene così. Sono contento almeno di aver lottato fino alla fine. Voglio ringraziare il pubblico. È stato ancora una volta incredibile”, dice Djokovic in conferenza, che poi analizza la partita: “Non credo di aver giocato così male, sinceramente. Certo, il secondo set è stato da dimenticare, ovviamente per come mi sentivo in campo. Ma il primo e il terzo sono stati buoni. Alla fine è stata una bella battaglia. Ovviamente vedo cosa mi manca. Arrivo in ritardo di mezzo passo. Sicuramente non sono ancora dove vorrei essere per competere al massimo livello e riuscire ad andare lontano”. Guardando al Roland Garros e confermando che non giocherà a Ginevra prima di Parigi, non sembra essere particolarmente fiducioso. “Non lo so, spero di sì. Non ricordo l’ultima volta, negli ultimi anni, in cui sono arrivato a un torneo senza qualche problema fisico o di salute. C’è sempre qualcosa. È una sorta di nuova realtà con cui devo convivere. Allo stesso tempo è una mia decisione continuare comunque a competere in queste condizioni Mi alleno duramente. Mi alleno tanto quanto il corpo me lo permette. Poi come andrà in campo è davvero imprevedibile”.