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Nel marzo del 2025 Federico Cinà vinse a 17 anni la sua prima partita nel circuito ATP, il principale  del tennis professionistico, e lo fece in un torneo molto importante, il Masters 1000 di Miami. Fu una prima e rilevante conferma di quanto già si diceva tra commentatori e appassionati di tennis giovanile, e cioè che Cinà fosse un giocatore molto promettente. Con la caratteristica enfasi del giornalismo sportivo, fu definito addirittura «un predestinato» e, ovviamente, «il nuovo Sinner». Da quel momento in poi però ha vinto solo un’altra partita a livello ATP, e ancora nessuna nel 2026, perdendone diverse pure nel circuito Challenger, il secondo per importanza.

Cinà ha da poco compiuto 19 anni ed è il numero 225 nel ranking mondiale. Giovedì agli Internazionali di Roma di tennis, dove arrivava grazie a una wild card (in sostanza su invito degli organizzatori), ha giocato contro il belga Alexander Blockx, 36esimo nel ranking. Contro un avversario in forma, che la settimana prima era arrivato fino in semifinale al Masters 1000 di Madrid, Cinà ha giocato un eccellente primo set e anche nel terzo set ha dimostrato di poter competere quasi alla pari, grazie a un tennis vario e propositivo. Ha perso, però, con il punteggio di 6-4, 1-6, 3-6.

Non è una fase semplice. Cinà sta migliorando e facendo esperienza, ma sta faticando parecchio a ottenere risultati, anche se a febbraio ha vinto il suo primo torneo Challenger, in India. Non è del resto facile avere continuità quando si ha una posizione del ranking come la sua, perché è complicato accedere ai tornei, e per qualificarsi a quelli più prestigiosi bisogna prima passare da vari e sfiancanti turni di qualificazione.

Cinà inoltre sta ancora crescendo, nel senso che sta affinando sia il suo gioco che la sua struttura fisica. Dopo la partita contro Blockx è sembrato consapevole di dover continuare a lavorare senza badare troppo ai risultati: «A volte mi viene un po’ fretta, ma poi parlo con il team e loro mi rassicurano, mi dicono che l’allenamento è la cosa più importante e che i risultati arriveranno», ha detto.

Il talento sembra esserci

L’allenatore di Cinà è suo padre Francesco, che fu per anni allenatore della tennista italiana Roberta Vinci. Da qualche mese nello staff è entrato anche un nuovo preparatore atletico, lo spagnolo Eric Hernandez, che ha lavorato per anni con il russo Daniil Medvedev e che sta aiutando Cinà a crescere dal punto di vista atletico, in un periodo di cambiamenti anche fisici. «Secondo me sono cresciuto tanto, però devo ancora migliorare, per esempio nell’esplosività e in alcuni spostamenti». L’esplosività è la capacità di un atleta di sviluppare molta forza nel minor tempo possibile.

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È ancora presto per dire dove potrà arrivare, ma è indubbio che sia un tennista talentuoso. Cinà ha un dritto e un rovescio efficaci e tecnicamente puliti, e dà il meglio quando gioca aggressivo, con i piedi vicino alla riga di fondo campo e scendendo spesso a rete, dove ha grande sensibilità nelle volée. I punti migliori contro Blockx sono stati quelli in cui è stato lui a prendere il controllo dello scambio. «Avevo preparato la partita in maniera aggressiva, dovevo fare io il gioco: era la chiave», ha spiegato, ammettendo di essere calato alla lunga con il servizio e di essere stato un po’ meno propositivo.

Ha detto anche di dover migliorare al servizio e soprattutto nel «restare attaccato» a tutti i punti, una cosa che ha a che fare con la preparazione fisica, ma anche con quella mentale, e in generale che si acquisisce con l’esperienza.

Ci sono giocatori grandi come lui o poco più di lui – come Mirra Andreeva, Victoria Mboko, Rafael Jódar e João Fonseca – che vengono già paragonati ai migliori al mondo, e che già sono arrivati a livelli decisamente maggiori rispetto a Cinà, in certi casi grazie a una veloce crescita – di gioco e di risultati – avvenuta nel giro di pochi mesi.

Restando in Italia, emergono ormai con costanza tennisti e tenniste promettenti: mercoledì la 18enne Tyra Grant ha vinto la sua prima partita agli Internazionali, mentre giovedì ha passato il primo turno la 20enne numero 427 al mondo Noemi Basiletti. È un contesto che può spingere ad avere fretta, ma già quattro mesi fa Cinà, in un’intervista data a Spazio Tennis, raccontava quanto fosse importante non volere tutto subito.