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Prima demonizzate, poi riabilitate, infine quasi celebrate. Le uova tornano al centro del dibattito sull’alimentazione. A rilanciare il tema è stato il medico nutrizionista Antonio Escribano, vincitore del National Sports Medicine Award, che al quotidiano spagnolo La Vanguardia ha proposto una regola semplice ma destinata a far discutere: mangiare cinque uova a settimana sarebbe il “segreto” per uno stile di vita orientato alla salute e alla longevità.
APPROFONDIMENTI
Un alimento completo
Alla base della posizione di Antonio Escribano c’è una valutazione nutrizionale consolidata: le uova sono un alimento ad alta densità nutritiva.
Forniscono proteine di elevata qualità biologica, oltre a micronutrienti come vitamine del gruppo B e colina, sostanza coinvolta in diversi processi metabolici. Il suggerimento di consumarne circa cinque a settimana si inserisce quindi in un’ottica di equilibrio, lontana tanto dalle restrizioni del passato quanto dagli eccessi.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il ruolo delle proteine con l’avanzare dell’età. Secondo Escribano, il fabbisogno proteico tende ad aumentare: da circa 0,8 grammi per chilogrammo di peso corporeo fino a 1,2 grammi negli anziani. In questo contesto, alimenti come le uova possono contribuire a coprire il fabbisogno quotidiano, soprattutto se distribuiti nei diversi pasti della giornata. Non si tratta però di un singolo alimento “risolutivo”, quanto piuttosto di un elemento all’interno di una dieta varia.
La dieta migliore per la longevità
Un altro punto centrale riguarda l’uso di integratori. L’approccio proposto è prudente: in condizioni normali, una dieta equilibrata è in grado di fornire tutti i nutrienti necessari, senza ricorrere sistematicamente a prodotti supplementari. L’attenzione viene così riportata sulla qualità dell’alimentazione quotidiana, piuttosto che su soluzioni esterne spesso percepite come scorciatoie.
Critica anche la posizione sui farmaci per la perdita di peso. Secondo Escribano, si tratta di strumenti che possono avere effetti temporanei e non sostituiscono un cambiamento stabile dello stile di vita. Il rischio, in questa prospettiva, è quello di affidarsi a soluzioni rapide senza intervenire sulle abitudini di lungo periodo. In realtà, il tema della longevità non può essere ridotto a un singolo alimento. L’alimentazione rappresenta solo uno dei fattori in gioco, accanto all’attività fisica, al riposo e ad altre abitudini quotidiane. In particolare, il mantenimento della massa muscolare e della funzionalità fisica – attraverso esercizi di forza, equilibrio e resistenza – viene indicato come un elemento chiave per un invecchiamento in salute.
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