Da una parte, la gioia per il campionato ormai vinto, un gruppo solido e affiatato che si è guadagnato la promozione in A3, dall’altra, l’amarezza per le promesse disattese e l’incertezza sul futuro di una società. Società che fin dall’avvio della stagione è parsa traballante. Questo il clima che si respira negli ultimi giorni dentro e fuori dal campo nell’Olimpia Teodora. Domani, l’ultima di campionato contro Cesena (ininfluente per la squadra ravennate che è prima a 60 punti e già matematicamente promossa); poi 10 giorni per confermare o rinunciare alla partecipazione al campionato di A3. Il salto di categoria (che resta la terza come quello della B1 appena conclusa) richiede garanzie superiori, a partire dalle liberatorie delle atlete per il pregresso e risorse per affrontare una stagione ancora più onerosa, con trasferte su tutto il territorio nazionale, tasse e parametri organizzativi più alti.
“Tra le prescrizioni per l’iscrizione all’A3, quella che preoccupa di più, è il pagamento del 90% degli stipendi. Ad oggi, io ne ricevuti solo tre, non mi è ancora arrivato l’ultimo del 2025”, spiega un membro dello staff, che chiede di mantenere l’anonimato. “Come altri, mi sono rivolto a un avvocato e ho fatto partire un’ingiunzione di pagamento verso la società”, continua. “Sono state troppe le promesse non mantenute. A dicembre, nonostante gli stipendi arretrati, abbiamo scelto di continuare perché stavamo facendo molto bene, ci stavamo divertendo e, nonostante tutto, scendevamo in campo felici. E così siamo andati avanti. Oggi, però, l’amarezza è tanta. Quello che viene da chiedersi è quale fosse la situazione a inizio stagione. Forse sono stato fortunato, ma non mi era mai capitato niente del genere. Nello sport si fa fatica e questo è noto, ma di solito restano indietro un paio di stipendi che vengono saldati entro settembre”.
Anche Carlantonio Monaco, padre di una delle giocatrici della squadra, commenta: “Mia figlia ha ricevuto solo tre stipendi, il primo è arrivato in modo regolare, poi a distanza di due o tre mesi è arrivato il secondo e poi il terzo. Poi più niente. Abbiamo contattato un avvocato e stiamo preparando un’ingiunzione. Così hanno fatto anche allenatori, fornitori, staff. È arrivato il momento di denunciare una situazione che va avanti da troppo, che tutti sanno ma nessuno dice ad alta voce. È ora di metterci la faccia. Ci sono state tantissime promesse non rispettate. In questo modo, si sta portando a fondo una società”.
Mercoledì il sindaco Alessandro Barattoni è intervenuto in risposta a una dichiarazione del presidente dell’Olimpia Giuseppe Poggi. Dopo aver sottolineato che “per l’ennesima volta, tira in ballo l’amministrazione comunale associadola ai problemi economici della società”, il sindaco ha ribadito che “i rapporti tra società e amministrazione sono legati solo alla concessione di ore palestre”. Ha poi accennato a “due diversi gruppi di imprenditori” interessati ad acquisire la società di pallavolo femminile, che però gli avrebbero comunicato “l’indisponibilità a procedere”. Una delle due cordate, guidata da un allenatore ravennate insieme a “un soggetto non ravennate”, si dice tuttavia ancora interessata, con la possibilità di un incontro nei prossimi giorni. Dal canto suo, Poggi si dice disponibile a passare la mano. Non resta che attendere per capire se le parti riusciranno a sedersi a un tavolo e trovare un accordo ritenuto adeguato allo scopo di estinguere i debiti e iscriversi all’A3.
Lucia Bonatesta