PAUL MAGNIER NON È UNA SORPRESA

Assolutamente non è una sorpresa. Tutti dicevano che avrebbe vinto Milan, ma la squadra non mi convinceva. Jonathan è stato un po’ il flop della giornata. Magnier ha vinto bene, di forza. È stata una volata fino ad un certo punto condizionata dalla caduta. Alla fine a giocarsela sono stati i principali sprinter di riferimento.

IL PERIODO D’ORO DELLA FRANCIA DOPO DECENNI DI ANONIMATO

La Francia ha operato bene. Hanno le squadre World Tour che si sono attrezzate ed adeguate, la Decathlon non è da ora che è venuta fuori. Si vede proprio che hanno cambiato regime. I ragazzi francesi che meritavano sono venuti fuori, e sono tutti giovani. Quindi è in atto un ricambio generazionale importante, che in Italia purtroppo non c’è, a differenza di quanto avviene nel tennis. Hanno Godon che non è proprio giovane, Seixas che è fortissimo, Lenny Martinez, ce ne sono diversi. Va detto che la Francia ha patito tanto, non vincono un Tour dal 1985. Però aspettiamo, perché qualche corridore discreto lo abbiamo anche noi.

ANDIAMO FUORI TEMA: COME VALUTI LA SCELTA DI SEIXAS DI ANDARE AL TOUR DE FRANCE?

L’entusiasmo della gioventù non va mai tarpato: se lui se la sente ed è contento, perchè no? È una grande soddisfazione al secondo anno da professionista. Io non ci vedo nulla di male, anzi ero contrario con chi sosteneva che fosse presto o che possa bruciarsi. Sono felice di vederlo già davanti, si misura con campioni grossi come Pogacar, Evenepoel e Vingegaard. Bisogna vedere nell’arco delle tre settimane come reagirà, magari può subire qualcosa essendo così giovane. Però va forte in salita e a cronometro, è brillante in discesa, quindi questa scelta la vedo proprio bella.

JONATHAN MILAN IL GRANDE DELUSO DI OGGI

Per conto mio ha sprecato tante energie. Ha vinto bene lo sprint intermedio davanti a Groves. Magnier invece non si è minimamente scosso per andare a fare la volata al traguardo volante. La Soudal puntava al bersaglio grosso e il francese si è disinteressato dei punti per la maglia ciclamino. Milan ha buttato via le energie nell’approccio della volata, si è ritrovato davanti a limare troppo presto. Era a ruota di Magnier negli ultimi 300 metri, poi si è buttato sulla sinistra pensando di fare la sua solita progressione, ma non ne aveva. Magnier è potente, ha preparato perfettamente il Giro ed era convinto di fare bene. La condizione di Milan c’è, forse era un po’ troppo nervoso per aver perso dei compagni intorno: lui ha bisogno del treno. Però è un flop, perché tutti lo aspettavano.

LA CARATTERISTICA DI PELLIZZARI DI RIMANERE DIETRO

Oggi ha fatto benissimo, anche Vingegaard era in fondo al gruppo con tutta la squadra, c’era anche Ciccone. C’è però una differenza: Vingegaard aveva tutti i compagni intorno, mentre Pellizzari mi sembrava da solo. Pantani correva in fondo al gruppo, ma sempre con la squadra. Oggi però Giulio ha fatto bene.

DOMANI PRIME SCHERMAGLIE E PROBABILE CAMBIO AL VERTICE

Io mi auguro una vittoria di Scaroni, ma anche Ciccone. Vedo due soluzioni. Potrebbe andare via la fuga, perché chi controlla domani? Vingegaard non credo proprio si metta a controllare, le squadre dei velocisti se ne staranno tranquille. Quindi la fuga potrebbe andare in porto. Se non avvenisse, ci sarà un arrivo ristretto con gli uomini di classifica, mi immagino un gruppo con 30-40 corridori. Narvaez potrebbe essere l’uomo giusto per imporsi in una eventualità del genere.

Puntata 0: “Per Vingegaard non sarà una passeggiata, vorrei che Pellizzari azzardasse. Attenzione a Pinarello”