di
Timothy Ormezzano
Succede tutto nella ripresa: i neroverdi passano in vantaggio, reazione dei granata
TORINO – Apre Thorstvedt, rispondono Simeone e Pedersen. Il Toro supera 2-1 in rimonta il Sassuolo. E fa un fondamentale pieno di autostima in vista degli ultimi 180 minuti della stagione, compreso il derby all’ultima giornata. Succede tutto nella ripresa. I cambi di D’Aversa trasformano i suoi, che in quattro minuti ribaltano i neroverdi dopo aver colpito tre legni (con due tiri: tutto vero). L’Olimpico si conferma terreno di conquista dei granata: D’Aversa, qui, viaggia a una media impressionante di 2,6 punti a partita. Numeri da record anche per il Cholito, al quinto centro in cinque partite interne di fila: in Serie A, nell’era dei tre punti a vittoria, ci era riuscito soltanto Ferrante nel lontano 2000.
Pronti via e comincia il tirassegno. Chi temeva di assistere a un’amichevole soporifera tra due squadre ormai in vacanza è immediatamente smentito. Il primo sparo del Sassuolo, la migliore neopromossa dei top 5 campionati europei, è un diagonale di Pinamonti. I padroni di casa prendono campo e coraggio. E collezionano due occasioni grandi così, con altrettante zuccate di Njie. La prima è un concentrato di sfortuna purissima: traversa, riga, traversa e comoda parata di Muric. La seconda è completamente sbagliata, a porta spalancata. Sarà clamorosa anche la topica di Lipani, che da due passi svirgola un assist di Pinamonti. Il festival degli errori continua con un’altra palla-gol non sfruttata dai granata: Njie non ha il killer instinct davanti a Muric, poi bravissimo a sventare una plastica rovesciata del Cholito.
Il Sassuolo sfonda in avvio di ripresa, al 51′: tiro di Matic, doppio rimpallo, Lipani svernicia Coco e centra per il comodo appoggio di Thorstvedt, solo soletto, dimenticato da Lazaro. La risposta del Toro arriva al 66′: cross con il contagiri di Ebosse per la schiacciata di testa di Simeone, all’undicesimo centro in campionato. Il bis ravvicinato, al 70′, è opera di due subentrati, che si scambiano i mestieri: assist di Zapata per l’incornata vincente dell’ex Pedersen, al primo centro in Serie A. Sarà ancora Zapata a guidare gli ultimi assalti. Nel finale i portieri si prendono la scena: Paleari risponde due volte presente e Muric evita il tris di Nkounkou. La festa è dei tifosi granata, l’antipasto delle grandi celebrazioni di sabato, quando l’Olimpico sarà teatro della Partita della Storia nel 50° anniversario dello scudetto del 1976.
8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 23:09)
© RIPRODUZIONE RISERVATA